Informazione in Kosovo: servizio pubblico o strumento di potere?
Lo scorso aprile, l’Assemblea del Kosovo ha eletto i consigli di amministrazione di due importanti istituzioni mediatiche: la Commissione indipendente per i media e la Radiotelevisione del Kosovo. Procedure affrettate e mancanza di trasparenza mettono però in dubbio la legittimità di entrambi i processi

© Niyazz/ Shutterstock
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Due istituzioni, un unico modello
La Commissione Indipendente per i Media (IMC) è l’organismo responsabile della regolamentazione del settore dei media radiotelevisivi in Kosovo. Opera sotto l’autorità diretta del Parlamento, che vota il suo bilancio annuale e nomina il suo consiglio di amministrazione composto da sette membri.
La Radiotelevisione del Kosovo (RTK), l’emittente pubblica, ha un consiglio di amministrazione composto da undici membri approvati dal Parlamento, mentre il suo direttore generale è nominato dal consiglio stesso. Sulla carta, entrambe le istituzioni sono indipendenti. Tuttavia, tale indipendenza è stata messa sempre più alla prova negli ultimi anni.
Il contesto delle nomine di aprile è significativo. Nel 2024, il Parlamento guidato dal partito di governo Vetëvendosje ha approvato emendamenti alla legge sull’IMC che avrebbero ampliato il consiglio da sette a undici membri, esteso i mandati individuali a otto anni e conferito al Parlamento il potere di destituire i membri a proprio piacimento. Dopo un acceso dibattito, la Corte costituzionale ha però deciso di annullare la legge.
Nel frattempo, la RTK ha affrontato vari momenti di crisi: il direttore generale Shkumbin Ahmetxhekaj si è dimesso nel luglio 2024, citando sette mesi di pressioni politiche, e la sua successora ad interim Zana Spahiu si è dimessa solo poche settimane dopo la sua nomina a seguito delle accuse secondo cui la RTK avrebbe condotto una campagna diffamatoria contro due testate giornalistiche. In un momento politico molto instabile, sono stati eletti i nuovi membri di entrambi gli organi.
Il processo dell’IMC
Un totale di 30 candidati si è presentato per le sei posizioni vacanti nel consiglio dell’IMC. Il comitato ad hoc aveva il compito di esaminare le candidature, condurre i colloqui e infine sottoporre i candidati selezionati al voto dell’Assemblea.
L’intero processo di selezione si è svolto tra il 17 e il 20 aprile, coprendo solo due giorni lavorativi, compreso un fine settimana. Il 17 aprile sono stati esaminati i fascicoli dei candidati ed è stata discussa, ma non definita, una metodologia per i colloqui. Le discussioni sulla metodologia erano ancora in corso la mattina del 20 aprile, pochi minuti prima dell’arrivo dei primi candidati. Lo stesso giorno sono stati condotti 23 colloqui.
I parlamentari hanno ricevuto i fascicoli dei candidati con poco tempo a disposizione per esaminare centinaia di pagine. Il sistema di punteggio ha aggravato il problema: i candidati sono stati valutati solo dopo il completamento di tutti i 23 colloqui e non dopo ciascuno di essi, come richiedono gli standard minimi. La votazione è stata anonima, senza tracciabilità; di conseguenza, alcuni candidati hanno ricevuto 100 punti da un parlamentare e 0 da un altro.
Tra i membri del consiglio dell’IMC confermati dall’Assemblea, nel ruolo di presidente c’è Besnik Berisha, una figura controversa la cui precedente nomina a capo dell’IMC ha comportato una riunione d’emergenza convocata dalla collega Luljeta Aliu per modificare il regolamento interno, aggirando il mandato in corso del presidente in carica all’epoca. La stessa Aliu, nota sostenitrice pubblica del partito al governo, è stata ora eletta come membro del consiglio .
Il processo RTK
Se il processo dell’IMC è stato viziato da numerose irregolarità, la selezione del nuovo consiglio di amministrazione della RTK è stata compromessa in modo ancora più grave. Settantacinque candidati hanno presentato domanda per otto posti vacanti, ma sono stati dedicati solo due giorni ai colloqui, con molti candidati avvisati meno di 12 ore prima del loro turno. I deputati hanno avuto a disposizione un solo giorno lavorativo per esaminare migliaia di pagine.
Nei momenti chiave, le telecamere sono state spente mentre i deputati discutevano la metodologia ed esaminavano i fascicoli. Le domande erano state preparate in anticipo da un gruppo di esperti, riviste pochi minuti prima dell’inizio dei colloqui, e ogni deputato ne ha scelte solo tre, il che ha creato spazio per un trattamento ineguale. Gli standard di selezione sono stati applicati in modo incoerente: alcuni candidati con fascicoli incompleti sono stati squalificati, ad altri è stata offerta persino una terza possibilità senza spiegazioni.
Nelle settimane successive alle elezioni, il nuovo consiglio di amministrazione della RTK ha scelto la propria leadership: Dardan Beqiri come presidente – unico candidato alla carica – e Zana Spahiu come direttrice generale, che è tornata a ricoprire un ruolo dal quale si era dimessa sotto pressione nel luglio 2024.
L’Assemblea del Kosovo ha affermato che “l’intero processo è stato aperto, trasparente e monitorato dalla società civile ed è stato condotto entro i termini stabiliti dalla legge”. Tuttavia, ciò contraddice quanto dichiarato dalle organizzazioni della società civile e dagli esperti dei media che hanno monitorato il processo.
Flutura Kusari, avvocata specializzata in diritto dei media e consulente legale senior presso il Centro europeo per la libertà di stampa e dei media, ha individuato altre criticità oltre alle irregolarità procedurali: “Il livello di qualità dei candidati che si sono presentati è estremamente basso. (…) I professionisti non hanno fiducia in Vetëvendosje per lo svolgimento di un processo equo, trasparente e basato sul merito”.
Anche l’Associazione dei Giornalisti del Kosovo (AJK) ha espresso preoccupazione per il fatto che entrambi gli organismi indipendenti siano fortemente influenzati dal partito di governo Vetëvendosje.
Un trend in declino
Le elezioni dei due consigli sono arrivate appena un mese dopo che una missione internazionale per la libertà dei media ha visitato il Kosovo, mettendo in guardia dall’aumento della pressione politica su entrambe le istituzioni.
La missione ha avvertito che la legge sui media approvata dal parlamento nel 2025 – successivamente dichiarata incostituzionale – avrebbe rafforzato il controllo politico sull’IMC, e ha denunciato i finanziamenti insufficienti e la pressione politica costante su RTK. Preoccupazioni simili sono state riportate nell’ultimo rapporto di avanzamento dell’UE sul Kosovo.
Tali sviluppi si sono verificati in un contesto di pressioni diffuse sui giornalisti, con i politici del partito al potere identificati come una delle principali fonti di molestie online e denigrazione dei giornalisti.
Con la nomina dei vertici dell’IMC e della RTK, il Kosovo ha potenzialmente acquisito organismi mediatici funzionali, ma il contesto mediatico più ampio non è migliorato. Il modo in cui il Parlamento ha condotto la procedura ha di fatto gettato un’ombra ancora più grande sulla libertà dei media in generale.
Sebbene il Kosovo abbia migliorato la sua posizione nell’Indice della libertà di stampa 2026 di RSF, gli analisti mettono in guardia dall’interpretare questo dato come un segno di progresso reale. Il miglioramento non è avvenuto perché il governo “ha ritirato ogni influenza politica dai media“, ma perché la Corte costituzionale ha annullato la legge sull’IMC che avrebbe consolidato il controllo politico. Le nomine di aprile 2026 suggeriscono che la dinamica di fondo non è cambiata.
Funzionale ma compromesso
Con l’attuale normativa che disciplina le modalità di elezione dei membri dell’IMC e dell’RTK, i partiti politici al potere continueranno a considerare tali processi come di loro esclusiva competenza e cercheranno di utilizzare i media come strumento per influenzare l’opinione pubblica. Il fatto che le istituzioni siano ora operative rappresenta, nella migliore delle ipotesi, una consolazione parziale.
L’Associazione dei Giornalisti del Kosovo afferma che le prime riunioni di entrambi gli organi hanno già confermato i loro timori. In una dichiarazione fornita all’OBCT, l’AJK ha riferito che il nuovo consiglio di amministrazione della RTK ha rinominato Rilind Gervalla – un ex membro di Vetëvendosje – come direttore ad interim di RTK1. L’AJK lo ha descritto come “una figura chiave nel trasformare la RTK da ciò che dovrebbe essere, un’emittente pubblica, in una macchina di propaganda per il governo”.
All’IMC, il nuovo consiglio ha già inflitto multe alle emittenti televisive per quella che il suo presidente ha definito “informazione di parte contro il governo”, un modello che secondo l’AJK segnala come entrambi gli organismi opereranno d’ora in poi sotto l’influenza di Vetëvendosje.
Gli organismi mediatici del Kosovo hanno finalmente una leadership. Resta da vedere se tale leadership servirà l’interesse pubblico o il partito che l’ha plasmata.
Questa pubblicazione è il risultato delle attività svolte nell’ambito di ATLIB – Transnational Advocacy for Freedom of Information in the Western Balkans, un progetto cofinanziato dal Ministero italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Tutte le opinioni espresse rappresentano quelle dell’autrice o dell'autore e non quelle dell'istituzione cofinanziatrice.









