Il segreto della marmellata di lamponi
Durante l’assedio di Sarajevo, un giovane scrittore appassionato di fumetti decise che la città aveva bisogno di un po’ di letteratura. Sulle frequenze della mitica Radio Zid, Karim Zaimović si mise a raccontare le storie di cui i sarajevesi avevano più bisogno. Nostra recensione alla raccolta pubblicata in Italia

Copertina del libro edizione Bih 2013 – Per gentile concessione di Fondacija Karim Zaimović – Sarajevo
Copertina del libro edizione Bih 2013 © Per gentile concessione di Fondacija Karim Zaimović, Sarajevo
“Racconti Edizioni“: si chiama così una piccola casa editrice romana che, evidentemente, è nata con il coraggioso proposito di pubblicare solo libri di racconti che in Italia non godono di particolare fortuna commerciale. Ma è grazie a lei se abbiamo potuto leggere i fantastici racconti del bosniaco Karim Zaimović dal titolo “Il segreto della marmellata di lamponi” [titolo originale Tajna džema od malina, prima edizione pubblicata dalla casa editrice di Sarajevo “Zid” nel 1997 e poi ripubblicata negli anni successivi, ndr] e il sottotitolo “Storie di una Sarajevo assediata” nella traduzione di Dino Huselijć ed Enrico Davanzo, pubblicato lo scorso 20 maggio.

Il segreto della marmellata di lamponi © Racconti Edizioni
Altrimenti, chissà quando avremmo potuto conoscere in Italia un autore che colpito da una una granata il 1° agosto del 1995 in via Kranjčević, al centro di Sarajevo, morì il 13 agosto a soli 24 anni per le ferite, senza dargli, peraltro, la possibilità di finire l’ultimo racconto della serie che, paradossalmente, aveva lo stesso Karim come protagonista. Quasi che la realtà sia entrata nella finzione del racconto, scrivendo al posto suo la fine dello stesso. Ma lui continua vivere in questi racconti e nelle graphic novel che, sull’orma dell’amato Hugo Pratt, ha disegnato.
Intanto queste sue storie. Non sono racconti letterari in senso stretto, ma testi del podcast per Radio Zid (Radio Muro) fondata nel 1992 a Sarajevo da Zdravko Grebo, che – come racconta Enrico Davanzo nella postfazione – Karim scriveva la sera alla luce di una candela o di una lanterna da minatore, per poi leggerle alla radio nel programma inventato con lo scrittore Semezdin Mehmedinović “Giuseppe e i suoi fratelli” (Josif i njegova braća), andati in onda dal 1993 e il 1994.
“Il segreto della marmellata di lamponi” è il titolo di uno di questi racconti, tutti all’insegna dell’assurdo e dell’ironia in una straordinaria competizione, con i suoi paradossi, con il reale. Tanto che, mescolata com’era l’invenzione fantastica di Karim con una precisa documentazione e la partecipazione di personaggi storicamente esistiti, molti ascoltatori intervenivano nella trasmissione convinti che fossero storie vere.
La marmellata di lamponi, ad esempio, possiamo assimilarla alla mela proibita di Adamo ed Eva, frutto del potere assoluto tanto da diventare – di fronte alla penuria di lamponi e della relativa marmellata – un segreto oggetto del desiderio dei dittatori, da Hitler a Tito stesso. “Ancora oggi si ricordano le celebri feste lamponiane nel quartiere di Dedinje a Belgrado, durante le quali Tito offriva ai suoi amici comunisti grandi quantità di marmellata di lamponi prodotta negli scantinati del Palazzo bianco, la sua residenza”, finché, morendo, “il segreto dei lamponi era di nuovo perduto” e “durante la successiva disgregazione della Jugoslavia, la formula girò di repubblica in repubblica, mentre i generali dell’esercito jugoslavo mettevano in azione la macchina bellica nell’intento di trovare la ricetta che avrebbe permesso loro di diventare la più potente organizzazione d’Europa, una sorta di versione ultranazionalista serba dei Templari”.
Tutti i racconti hanno questa valenza satirica. “Nigel Breen” che apre la raccolta è talmente assurda e realistica nello stesso tempo che solo leggendo si scopre l’inganno, uno svelamento che, di primo acchito, strappa l’ammirazione per le capacità inventive dell’autore, per tradurla subito dopo in mero divertimento. Un divertimento – e ammirazione per l’autore – che non ti abbandonerà più proseguendo nella lettura de “L’uomo che aveva la faccia da Pippo”, il personaggio di Disney: l’avvio è talmente serioso da scuotere la testa di fronte alla crudeltà della natura umana, da far nascere un bambino, Jakob Esalović, con quella faccia. Ma “grazie a svariati mesi di ricerca e al gentile aiuto del dottor Jašarij, direttore dell’Istituto di analisi storiografica, in questo numero della nostra rivista potremo presentarvi l’incredibile rompicapo del percorso esistenziale di Jakob Esalović, un uomo che nacque e morì in questa città. A Sarajevo.”
Tutti gli altri racconti, uno più divertente degli altri per la loro parossistica assurdità, sicuramente avranno fatto compagnia ai tanti ascoltatori che, nella Sarajevo assediata, avranno trovato in essi motivo di distrazione e di risa, quando non, se troppo ingenui e generosi insieme, da reagire, come abbiamo già accennato e racconta sempre Davanzo “in maniera preoccupata agli eventi immaginari che Karim narrava in diretta, con apparente serietà e rigore documentaristico”.
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