Il 26 aprile 1986 esplodeva il reattore 4 di Chernobyl
È stato il più grave incidente della storia dell’energia nucleare. Avvenne nei pressi di Pripyat, una città (oggi abbandonata) al confine tra Ucraina e Bielorussia, nell’allora Unione sovietica. Ebbe un notevole impatto sull’opinione pubblica mondiale e sulle politiche energetiche di molti paesi, a cominciare dall’Italia che abbandonò il suo programma nucleare nel 1987, a seguito di un referendum.

Pripyat, la città abbandonata vicino a Chernobyl – © Shutterstock/Fotokon
Il 26 aprile 1986, il nocciolo del reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl – nei pressi del confine tra le repubbliche sovietiche di Ucraina e Bielorussia – si fuse ed esplose, distruggendo parte dell’impianto. Enormi quantità di sostanze radioattive furono liberate nell’atmosfera, e oltre 200.000 persone dovettero essere evacuate dalle aree circostanti.
Nelle ore successive la nube si diresse verso ovest e giunse il 27 aprile sulla Scandinavia dove fu rilevata da scienziati e tecnici svedesi. Trasportata dal vento, la nube radioattiva contaminò vaste zone d’Europa, con le ricadute più pesanti in Ucraina, Bielorussia e Russia.
Solo alle 19.30 di lunedì 28 aprile l’agenzia di stampa sovietica Tass annunciò pubblicamente che si era verificata un’avaria alla centrale nucleare di Chernobyl.
La nube radioattiva aveva intanto raggiunto Romania, Grecia, il nord est d’Italia e la Bulgaria. Raggiunse i Balcani già il 1° maggio, ma fino al 7 maggio le autorità bulgare non fecero alcun annuncio. Nelle successive comunicazioni ufficiali si sostenne che la contaminazione ambientale era minima e non richiedeva misure speciali.
Nelle popolazioni esposte si registrarono aumenti di malattie tiroidee e tumori; altri effetti sanitari a lungo termine restano difficili da quantificare. Le conseguenze a lungo termine sono state oggetto di studi ventennali coordinati dall’OMS, dall’IAEA e dall’UNSCEAR. L’impatto sull’opinione pubblica fu notevole, aggravato anche dai silenzi iniziali delle autorità sovietiche, che negarono o sminuirono l’accaduto. In Italia, l’incidente di Chernobyl portò ad una campagna per l’abbandono del programma nucleare e ad un referendum abrogativo nel 1987 dove prevalse il “Sì”.
Chernobyl nella guerra in Ucraina
Oggi la centrale di Chernobyl si trova in territorio ucraino. Con l’invasione russa del 2022 è cresciuto l’allarme per possibili rischi legati alle numerose centrali nucleari presenti nel Paese. Gli impianti di Chernobyl, così come quelli di South Ukraine e di Zaporizhzhia, sono caduti fin dalle prime fasi del conflitto sotto il controllo delle truppe russe.
Secondo i tecnici dell’AIEA, la principale preoccupazione non riguardava tanto eventuali attacchi diretti – dato che i reattori sono protetti da robuste strutture di contenimento – quanto piuttosto l’aumento dei livelli di radioattività causato dai continui movimenti delle truppe all’interno della zona di esclusione di Chernobyl.
Un’ulteriore fonte di apprensione riguarda le condizioni di lavoro del personale: circa 210 operatori della centrale di Chernobyl si sono trovati a lavorare per settimane senza possibilità di lasciare il sito né di essere sostituiti nei turni.
Nucleare e guerra, Kursk e l’esperienza di Chernobyl
L’ambiente
Chernobyl continua ad essere un grande campo di ricerche e di intuizioni per la comunità scientifica mondiale. I 2.600 chilometri quadrati di superficie, dal 1986 quasi del tutto preclusi all’uomo (anche se decine di migliaia di persone ogni anno visitano per diversi motivi la zona), rappresentano un laboratorio unico per attività di ricerche in moltissimi campi della scienza: fisici, chimici, biologi, zoologi, medici e molti altri rappresentanti di diverse discipline scientifiche continuano a monitorare con estrema attenzione i cambiamenti in atto nell’Area di esclusione.
Chernobyl nella cultura popolare

Premio Nobel
Svetlana Aleksievič
Preghiera per Černobyl’
Edizioni E/O
In Preghiera per Černobyl’ (2004) Svetlana Aleksievič ha dato voce, con decine e decine di interviste, a quel “popolo di Cernobyl'” composto di persone dalle professioni, destini, generazioni e temperamenti diversi, donne, uomini, bambini e soldati, contadini e intellettuali, credenti e atei toccati dalla tragedia nucleare.
“Reportage Chernobyl – L’atomo e la vanga, la scienza e la terra”. Protagonista sul palco Roberta Biagiarelli, spettacolo tratto dal libro “Preghiera per Chernobyl” (edito in Italia da E/O) della giornalista e scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievič
Nel 2019 esce la miniserie su Chernobyl targata HBO che ha suscitato tra l’atro l’interesse turistico verso il luogo del disastro nucleare
Il pericolo nucleare in Ucraina
Autore: Piergiorgio Pescali
Editore: Mimesis
Collana: Katastrophé
Anno: 2022





