Macedonia del Nord: ambientalisti contro le miniere di Ilovica-Shutka
Dopo l’ultimo sblocco in tribunale al progetto minerario di Ilovica-Shutka, in Macedonia del Nord numerose organizzazioni ambientaliste chiedono uno stop definitivo all’investimento che, ritengono, potrebbe mettere a rischio ambiente e salute pubblica in una vasta area del paese

Miniera di Ilovica-Shutka © Julia Nikoff/Shutterstock
Miniera di Ilovica-Shutka © Julia Nikoff/Shutterstock
Nove organizzazioni ambientaliste della regione sud-orientale e di altre parti della Macedonia del Nord hanno annunciato un’azione congiunta contro l’apertura di miniere in quella zona del paese.
L’attivismo civico ambientalista si è risvegliato dopo diversi anni di silenzio in attesa di una decisione del tribunale: la società che intende aprire le miniere ha portato avanti un’azione legale dinanzi al Tribunale amministrativo superiore, che alla fine ha emesso una sentenza che le consente di sfruttare i giacimenti di rame e oro.
Cittadini contrari dal 2017
I residenti si oppongono all’apertura delle miniere sin dal 2017. Sottolineano che la regione – nota per il suo suolo fertile e i prodotti agricoli di qualità – ne risentirà perché le miniere inquineranno gravemente il suolo, l’aria e l’acqua, e quindi la vita in questa zona in generale.
Le nove organizzazioni ambientaliste hanno inviato una richiesta congiunta al Governo chiedendo la revoca definitiva delle concessioni per il progetto Ilovica-Shtuka, ritenendo che questa sia l’unica soluzione accettabile.
La richiesta afferma che negli ultimi dieci anni i cittadini hanno ripetutamente espresso pubblicamente la loro opposizione all’apertura delle miniere e che il Governo dispone dei meccanismi legali e del sostegno pubblico necessari per chiudere definitivamente la questione.
I firmatari ritengono che il progetto Ilovica-Shtuka rappresenti una minaccia per l’ambiente e la salute dei cittadini, non solo nella valle di Strumica, ma anche più in generale nel Paese.
“È giunto il momento che il Governo dimostri se intende difendere lo Stato o le concessioni criminali. Si schiererà dalla parte dei cittadini, dai quali trae anche il proprio diritto di decidere e la propria legittimità, o dalla parte degli investitori e della lobby mineraria? Si schiererà dalla parte della legge o dalla parte del potere, della corruzione, della miopia e del grande capitale? Prenderà decisioni in nome del futuro o in nome del profitto a breve termine per pochi? Preserverà il Paese per le future generazioni o deciderà di sacrificarlo per un profitto immediato?”, affermano le organizzazioni ambientaliste nella loro dichiarazione congiunta.
Il punto di vista del governo
L’attuale governo conservatore, guidato dalla VMRO-DPMNE, ritiene che la questione non sia il risultato di decisioni prese dai propri rappresentanti politici, ma piuttosto rappresenti una situazione ereditata derivante dalle decisioni di fusione delle concessioni prese nel giugno 2023, nonché dalle successive decisioni di revoca prese appena un mese dopo, nel luglio 2023, a seguito delle quali sono stati avviati procedimenti legali dinanzi ai tribunali competenti.
Nel suo appello alla popolazione in occasione della sentenza del Tribunale Amministrativo Superiore, l’attuale governo ha sottolineato che la sua priorità è la creazione di condizioni per la crescita economica, nuovi investimenti e la creazione di posti di lavoro, ma, come afferma, ciò non avverrà mai a scapito della salute dei cittadini, delle risorse naturali e dell’ambiente.
La tutela dell’interesse pubblico, il rispetto dei più elevati standard ambientali e la piena legalità delle procedure rimangono principi ai quali il Governo afferma di volersi attenere nella questione.
“Siamo consapevoli che alcuni cittadini, le popolazioni locali e le organizzazioni della società civile nutrano dubbi e preoccupazioni legittimi in merito a questo progetto. Per questo motivo il governo continuerà a esaminare in piena trasparenza tutti i fatti rilevanti, i pareri degli esperti e le argomentazioni, nel quadro delle procedure legali e delle competenze istituzionali”, ha dichiarato l’esecutivo macedone.
Salvare la valle di Strumica
Le organizzazioni ambientaliste protagoniste dell’appello sottolineano che il loro unico obiettivo è fermare il progetto Ilovica-Shtuka e invitano tutte le organizzazioni ambientaliste e della società civile, nonché i cittadini, indipendentemente dall’appartenenza politica, a sostenere la loro richiesta.
Dal 2004 al 2012, una società americano-bulgara ha condotto ricerche in un sito a un chilometro dai villaggi di Ilovica e Shtuka, nel comune di Strumica. L’attività mineraria nella zona è stata poi affidata a una più grande società anglo-canadese con sede a Londra, che ha annunciato investimenti per centinaia di milioni di dollari a Ilovica nei prossimi tre decenni.
La rivolta dei cittadini è così diffusa che sono state costituite diverse associazioni ambientaliste, come Zdrava Kotlina a Strumica, Eco Dolina a Novo Selo e l’iniziativa civica “Salvate la valle di Strumica – Fermate la miniera della morte” a Strumica.
Da un decennio queste iniziative dal basso stanno cercando di convincere le autorità centrali che l’apertura di miniere comporterebbe più conseguenze negative e danni ambientali che possibili benefici.
“La purificazione dei minerali con l’acqua causerà l’inquinamento delle acque sotterranee e verrà costruita una diga dove saranno stoccati i residui (i materiali rimanenti dopo la separazione della frazione minerale preziosa), inquinando il lago artificiale esistente da cui viene prelevata l’acqua per l’irrigazione dei campi e che fornisce acqua potabile ai villaggi circostanti, e che si trova approssimativamente a metà strada tra la miniera e i villaggi”, ha affermato a OBCT nel 2022 Gjorgi Tanushev, rappresentante dell’organizzazione ambientalista “Zdrava Kotlina”.
La società mineraria “Euromax Resources” ritiene che come investimento diretto estero, le miniere avranno un impatto significativo sull’economia nazionale.
La compagnia sta diffondendo contenuti attraverso i media locali al fine di convincere l’opinione pubblica dei benefici dell’operazione. Secondo la società, l’apertura delle miniere porterà 1.500 posti di lavoro, 2.700 tramite partner e fornitori, un investimento a lungo termine di 340 milioni di euro, un aumento del prodotto interno lordo (PIL) del Paese del 3%.
Tag:
In evidenza
- Dossier golpe turchia
- Candidature entro domenica 26 luglio 2026









