La Serbia espelle Massimo Moratti, il nostro corrispondente da Belgrado

Lo scorso 4 settembre le autorità serbe hanno negato il rinnovo del permesso di soggiorno al nostro collega Massimo Moratti, presentandogli un foglio di espulsione motivato da “inaccettabili rischi alla sicurezza del paese”. Chiediamo che il provvedimento venga immediatamente ritirato

18/09/2026, Redazione
© Bobica10 / Shutterstock

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Il consorzio Media Freedom Rapid Response (MFRR) e i partner impegnati nella difesa della libertà di stampa e di espressione esprimono il loro fermo sostegno al collega Massimo Moratti, Senior Research Affiliate di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT), destinatario di un provvedimento di espulsione dalla Serbia apparentemente legato alla sua attività in difesa dei diritti umani. Esortiamo le autorità serbe a revocare immediatamente l’ordine di espulsione, consentendo al nostro collega di rimanere nel Paese con la propria famiglia e di proseguire il suo lavoro.

Il 4 settembre, le autorità serbe hanno respinto la richiesta di permesso di soggiorno temporaneo presentata da Moratti, adducendo “rischi inaccettabili per la sicurezza del Paese“, e gli hanno ordinato di lasciare il territorio entro 15 giorni, imponendo contestualmente un divieto di ingresso della durata di un anno. Le autorità serbe non hanno fornito ulteriori informazioni in merito alle motivazioni della decisione.

Cittadino italiano e difensore dei diritti umani di lunga esperienza, Moratti lavora nella regione balcanica da oltre vent’anni e risiede stabilmente in Serbia dal 2022, anno in cui si è trasferito a Belgrado al seguito della compagna, distaccata nel Paese per motivi professionali.

Dal 2005, Moratti collabora con OBCT in qualità di corrispondente, prima da Sarajevo e successivamente da Belgrado. Tra il 2011 e il 2018 ha lavorato in Serbia a diversi progetti UE a sostegno di sfollati, rifugiati e potenziali richiedenti asilo, per poi trasferirsi a Londra e ricoprire la carica di vicedirettore dell’Ufficio regionale europeo di Amnesty International. Dopo essere tornato a Belgrado con la famiglia, è entrato a far parte del team MFRR, svolgendo un ruolo fondamentale nell’indirizzare le iniziative di advocacy del consorzio per la libertà dei media nei Balcani occidentali.

A fine gennaio, Moratti e la sua compagna hanno presentato alle autorità serbe la richiesta di permesso di soggiorno temporaneo, concesso a maggio alla compagna. A giugno è stato fissato un incontro formale con l’Agenzia per la sicurezza e l’informazione dello Stato serbo, nel corso del quale Moratti è stato interrogato sulle sue attività professionali, passate e presenti, nel Paese. Il 3 settembre, la compagna ha ricevuto una telefonata dalla polizia che comunicava la convocazione di Moratti, per il giorno seguente, presso l’ufficio competente per i cittadini stranieri; in tale sede gli è stato infine notificato il provvedimento di espulsione.

Assistito dal suo legale, il 10 settembre Moratti ha presentato ricorso contro la decisione dell’Ufficio e ha successivamente chiesto al Tribunale amministrativo una misura cautelare per sospendere la procedura di espulsione, sollecitando la Corte a tenere conto della separazione forzata dalla famiglia che tale provvedimento comporterebbe.

Sebbene le autorità serbe non abbiano fornito spiegazioni specifiche a giustificazione di tale decisione, vi sono fondati motivi per ritenere che il provvedimento di allontanamento sia legato ai diversi ruoli ricoperti da Moratti come difensore dei diritti umani e della libertà dei media, ai suoi reportage per OBCT sulle tensioni sociali e politiche in crescita in Serbia negli ultimi anni, o al suo lavoro all’interno del consorzio MFRR.

Negli ultimi anni, MFRR e OBCT hanno documentato il progressivo deterioramento della libertà dei media in Serbia, inclusa l’escalation di violenze fisiche contro i giornalisti e i tentativi delle autorità serbe di censurare o mettere a tacere il giornalismo indipendente e le voci critiche. In questo contesto, nel marzo 2026 MFRR ha effettuato una missione di advocacy nel Paese, a cui ha partecipato anche Moratti in rappresentanza di OBCT, pubblicandone il rapporto finale nel luglio 2026. Queste tempistiche coincidono con le ritorsioni amministrative di cui Moratti è stato oggetto.

Le nostre organizzazioni considerano il diniego del permesso di soggiorno e il successivo ordine di espulsione come una forma di molestia amministrativa volta a intimidirlo per ritorsione contro il suo lavoro e il suo sostegno ai giornalisti del Paese e dell’intera regione.

Questo rifiuto del permesso segue una tendenza preoccupante. Negli ultimi due anni si sono verificati diversi casi documentati in cui attivisti della società civile stranieri, giornalisti e difensori dei diritti umani in Serbia si sono visti rifiutare o revocare il permesso di soggiorno, oppure sono stati espulsi con divieto di rientro o respinti in prima battuta, spesso sulla base di motivi altrettanto vaghi di “rischio per la sicurezza”. Questa tendenza è stata documentata nel capitolo nazionale della Serbia del Rapporto sullo Stato di diritto 2025 della Commissione europea.

Le organizzazioni del consorzio MFRR esprimono piena solidarietà al collega ed esortano le autorità serbe a revocare immediatamente l’ordine di espulsione a suo carico e ad astenersi da ulteriori forme di molestia amministrativa, consentendo a Moratti di vivere con la propria famiglia e di proseguire il suo lavoro a sostegno della libertà dei media.

Trattandosi di un caso cruciale che vede protagonista un difensore dei diritti umani impegnato a tutelare la libertà dei media nel Paese, in un contesto di grave deterioramento della libertà di stampa, i partner del MFRR e le organizzazioni per la libertà di espressione firmatarie seguiranno da vicino la sua evoluzione.

Firmato

Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT)

European Federation of Journalists (EFJ)

European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF)

Free Press Unlimited (FPU)

ARTICLE 19 Europe

International Press Institute (IPI)

Index on Censorship

Reporters Without Borders (RSF)

Balkan Free Media Initiative (BFMI)

International Federation of Journalists (IFJ)


Hai notato inesattezze o errori in questo articolo? Contattaci a redazione@balcanicaucaso.org .

Questo comunicato è stato prodotto all'interno del progetto Media Freedom Rapid Response (MFRR), un meccanismo a livello europeo che traccia, monitora e risponde alle violazioni della libertà di stampa e dei media negli Stati membri dell'UE e nei Paesi candidati.