Kosovo: i Ragni della Val Rugova
Nata da un’intuizione dalle radici trentine, l’arrampicata sportiva nell’area di Peja/Peć in Kosovo è cresciuta senza sosta negli ultimi 25 anni, dando vita ad un’associazione locale e a mille iniziative legate alla montagna, tra cui il Peja Rock Climbing Festival, di cui parte oggi la quarta edizione

Inizio anni 2000, Mauro Barisone con i ragazzi fondatori di Marimangat – I Ragni della Val Rugova
Inizio anni 2000, Mauro Barisone con i ragazzi fondatori di Marimangat - I Ragni della Val Rugova
Con lo scoppio delle guerre di dissoluzione della Jugoslavia, dal territorio del Trentino – assieme a molte altre realtà italiane – si avviarono diverse attività in aiuto delle popolazioni colpite dal conflitto. Dalla fine del conflitto in Bosnia, nel 1996, e poi in Serbia e Kosovo, sono stati lanciati interventi di cooperazione in diversi settori in particolare a Prijedor (Bosnia Erzegovina), Kraljevo (Serbia) e Peja/Peć (Kosovo).
Ad inizio anni 2000 all’ufficio di Peja/Peć, dopo la sua esperienza come volontario nella zona della Krajina in Croazia, è arrivato Mauro Barisone a coordinare i progetti del Tavolo trentino con il Kosovo.
Da climber qual era, il giorno in cui ha visto per la prima volta la Val Rugova, che parte ai margini della città di Peja/Peć, è rimasto colpito dalla bellezza del luogo e ha deciso di raccogliere alcuni giovani del luogo per creare delle vie di arrampicata libera.
Nel 2002, come scriveva Davide Sighele su OBCT, da questa iniziativa è nata a Peja/Peć, un’associazione locale, per promuovere l’aggregazione, la tutela ambientale (e non solo). Più volte alla settimana i circa 25 ragazzi che ne facevano parte, si ritrovavano per allenarsi e passare il fine settimana in Val Rugova.
“Attraverso la passione per la montagna si inizia a parlare di problemi ambientali e non solo”, ha raccontato Mauro Barisone a Davide Sighele, per poi aggiungere: “Avvicinare più giovani possibile alla pratica sportiva e al contatto con la natura li stimola e aiuta ad uscire dai soliti problemi quotidiani. In un paese dove praticamente non esistono gruppi che fanno e propongono delle iniziative anche sociali, andare in montagna insieme, progettare e proporre delle iniziative, lavorare e decidere in gruppo, essere legati su di una parete di roccia insieme, responsabilizza l’individuo e fa comprendere che con il lavoro di squadra si possono ottenere grossi risultati”.
Da una discussione interna al gruppo di giovani, è poi nata spontaneamente l’idea di darsi un nome: “Marimangat”, i ragni, primo club di arrampicatori del Kosovo. Con l’ambizione non solo di creare un gruppo che diventasse garante della salvaguardia della Val Rugova, ma anche aprire questa esperienza ad un numero sempre maggiore di giovani.
Negli anni, i “Ragni della Val Rugova” sono diventati di fatto i custodi della valle, e parte attiva di un’offerta turistica sempre più ampia. Come scriveva Massimo Moratti, in un suo reportage scritto per OBCT nel 2011, l’arrampicata era “una delle attività dove la Val Rugova ha il suo più grosso potenziale. Le pareti si innalzano dritte, in mezzo al bosco, contraddistinte qui e là da pinnacoli isolati. Il calcare grigio, verticale è un richiamo troppo forte per gli arrampicatori. Questo deve essere infatti proprio quello a cui rispose anni fa Mauro Barisone, che mentre si trovava a Peja/Peć, iniziò assieme a Agim Haqku (Yole), un alpinista locale, ad aprire alcune vie a spit di puro carattere sportivo.”
In quasi 25 anni dalla nascita del gruppo, “Marimangat” è riuscito a farsi conoscere a livello internazionale. Tanto da attirare anche la realizzazione di un bellissimo documentario – “RUGA – A sign in the valley”, visibile fino al 25 maggio 2027 sul sito di InQuota – del regista Achille Mauri, presentato in prima internazionale nel 2023 al Trento Film Festival. Tra i protagonisti del documentario, lo stesso Barisone, alcuni (non più ragazzi) di “Marimangat” e atleti internazionali arrivati apposta per realizzare i girati: Federica Mingolla, Marzio Nardi, Luca Andreozzi e Cody Roth.

Peja Rock Climbing Festival 2026 © Marimangat
Quest’ultimo, climber fuoriclasse statunitense trapiantato in Italia, sarà inoltre uno dei partecipanti alla quarta edizione del “Peja Rock Climbing Festival” organizzata dal club “Marimangat”.
Dal 4 al 13 settembre si terranno tantissime iniziative, perché – come scrivono gli organizzatori – “il festival è molto più di una semplice arrampicata. Unisce gli scalatori con un unico obiettivo: valorizzare una destinazione ancora poco conosciuta ma con un grande potenziale per l’arrampicata su roccia. Per 10 giorni insieme apriremo 50 nuove vie (e speriamo di più…) e zone di arrampicata, classificheremo le vie per difficoltà, lavoreremo sulle mappe e pubblicheremo un sito web professionale. Insieme ci aiuteremo a vicenda per accrescere e promuovere i valori della comunità degli scalatori nel mondo, e allo stesso tempo trascorreremo un weekend di 3 giorni all’insegna dell’arrampicata e del divertimento.”
Tutto questo in un territorio che troppo spesso riceve visibilità sui media internazionali solo in relazione alla guerra, dove invece è possibile pensare a un futuro, come ha dichiarato André von Rotz, CEO dell’International Climbing and Mountaineering Federation (UIAA) in occasione dell’Assemblea Generale UIAA tenutasi a Peja/Peć.
“In occasione dell’Assemblea Generale del 2025, l’UIAA ha avuto l’opportunità di sperimentare la meravigliosa ospitalità di Peja, il calore della popolazione locale e il grande potenziale per gli sport all’aria aperta”, ha detto von Rotz. “Il canyon, in particolare, offre ancora notevoli potenzialità per lo sviluppo dell’arrampicata e dell’alpinismo. La combinazione di turismo sostenibile, innovazione politica ed economica e l’esperienza già consolidata negli sport di montagna fa ben sperare per un futuro prospero e di successo in questa parte del Kosovo.”
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Tag: Sport
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