Carenza idrica in Grecia e fondi europei, un’opportunità mancata

La Grecia ha seri problemi di approvvigionamento idrico: nonostante le promesse, però, lo stato ellenico non è riuscito ad utilizzare le misure del Fondo per la ripresa UE per affrontare la situazione, e i piani previsti su scarsità e gestione dell’acqua sono stati in gran parte abbandonati

23/09/2026, Alexandros Hasani
© 2000studio/Shutterstock

© 2000studio/Shutterstock

© 2000studio/Shutterstock

(Originariamente pubblicato dal nostro partner di progetto EuSEE EFSyN)

Il Movimento socialista panellenico (PASOK) ha recentemente lanciato una “campagna informativa” su come il governo ha gestito la “storica opportunità” offerta dal Fondo per la ripresa, ovvero i 36 miliardi di euro affluiti nell’economia greca dall’Unione europea in risposta alla pandemia.

Il principale partito di opposizione ha recentemente sottolineato che, riguardo al grave problema della scarsità idrica che affligge la Grecia, il governo ha inseguito un miraggio. In breve, tutte e tre le misure previste dal Fondo per la ripresa, che riguardavano direttamente la scarsità e la gestione dell’acqua, sono state modificate o abbandonate. Queste “misure” prevedevano la realizzazione di almeno 70 progetti di approvvigionamento idrico in tutto il paese.

Questi dati rivelano una totale mancanza di pianificazione, soprattutto in un momento in cui il governo si vanta di essere “verde”.

Nemmeno una goccia dal NSRF

Il numero di turisti è attualmente al suo picco, eppure nella regione dell’Egeo meridionale sei isole sono in stato di emergenza a causa della scarsità d’acqua.

Nello specifico, il ministero dell’Ambiente e dell’energia ha emesso un’allerta rossa per Karpathos, Tinos, Astypalaia, Symi, Leros e Patmos.

Dopo aver esaminato i fondi gestiti dalla Regione nell’ambito del programma regionale NSRF, l’Osservatorio sulla coesione ha constatato che non è previsto alcun finanziamento per progetti di gestione delle risorse idriche.

In altre parole, su un totale di circa 60 miliardi di euro, né il governo greco né gli enti che forniscono servizi tecnici sono riusciti a elaborare un piano per affrontare il bisogno più urgente dell’umanità: l’acqua.

I bisogni sono tuttavia molto reali e i problemi saranno risolti utilizzando fondi pubblici e probabilmente con soluzioni parziali, viste le scarse risorse disponibili.

Mezzo milione di euro per impianti di desalinizzazione

L’Osservatorio sulla coesione ha contattato Nikitas Tsambalakis, sindaco di Patmos, in merito al problema della scarsità d’acqua, e questi ci ha informato che il bacino idrico dell’isola si è prosciugato. Ha anche affermato che sull’isola sono in funzione due impianti di desalinizzazione per soddisfare il fabbisogno idrico.

Il sindaco si è mostrato rassicurante e ha confermato che il ministero dell’Ambiente e dell’energia finanzierà la gestione di altri due impianti di desalinizzazione attraverso il Programma di investimenti pubblici. Infatti, il nuovo impianto presso il sito di “Kampos”, costato 600.000 euro, è entrato in funzione poche settimane fa.

Il problema, come ha sottolineato Tsambalakis, è il costo di questi impianti. Ogni impianto di desalinizzazione richiede 500.000 euro solo per i costi dell’elettricità, il che lo rende una soluzione con significativi costi energetici e finanziari.

Tuttavia, il sindaco ha affermato di aver preso provvedimenti per garantire che l’elettricità necessaria sia prodotta da impianti solari, riducendo così i costi.

È opportuno sottolineare che il piano per gli impianti di desalinizzazione è una scelta strategica del ministero dell’Ambiente e dell’energia.

I piani del ministero dell’Ambiente e dell’energia

Lo scorso 23 giugno, il ministero dell’Ambiente e dell’energia ha avviato una consultazione pubblica sulla “Strategia nazionale per l’acqua“, un nuovo quadro di riferimento globale che, secondo il Ministero, mira a cambiare il modo in cui il Paese pianifica, protegge e utilizza le proprie risorse idriche.

Secondo il Ministero, si tratta della prima strategia nazionale a definire chiaramente le priorità del Paese in materia di acqua, collegando la protezione dei sistemi idrici all’adattamento climatico, alla modernizzazione tecnologica, allo sviluppo sostenibile e ad una gestione più efficiente del servizio idrico.

Questo nuovo approccio si basa sul presupposto che la disponibilità e la qualità dell’acqua siano prerequisiti per la salute pubblica, la produzione agricola, il turismo, l’imprenditorialità e, in generale, per la capacità di ogni regione di svilupparsi in modo sostenibile.

Come sottolineato, la nuova Strategia mira ad affrontare debolezze di lunga data, come la frammentazione amministrativa, la natura frammentaria degli interventi e la necessità di un migliore coordinamento tra le parti interessate.

I tre pilastri

La Strategia nazionale per l’acqua è strutturata attorno a tre pilastri fondamentali.

Il primo riguarda l’acqua come garanzia di vita, salute e prosperità. Lo Stato si impegna a garantire a tutti i cittadini l’accesso ad una quantità sufficiente di acqua di alta qualità, proteggendo al contempo gli ecosistemi acquatici e l’equilibrio naturale di ciascuna regione.

Il secondo pilastro è legato alla resilienza climatica del Paese. La nuova strategia sposta l’attenzione dalla risposta alle crisi alla prevenzione e alla preparazione, garantendo che la Grecia disponga dei meccanismi necessari per rispondere tempestivamente alla scarsità d’acqua e alle inondazioni estreme.

Il terzo pilastro riguarda la moderna governance dell’acqua. In questa nuova era della gestione delle risorse idriche, gli strumenti chiave sono la digitalizzazione, l’utilizzo dei dati, la trasparenza e il rafforzamento istituzionale.

Il ministero dell’Ambiente e dell’energia riconosce l’importanza di creare fornitori di servizi idrici più forti ed efficaci, affinché le infrastrutture possano soddisfare le crescenti esigenze dei cittadini e le sfide poste dai cambiamenti climatici.

In questo contesto, per 25 comuni sono state prese le decisioni pertinenti, riguardanti 33 progetti con un budget complessivo di oltre 41 milioni di euro.


Hai notato inesattezze o errori in questo articolo? Contattaci a redazione@balcanicaucaso.org .

Questo articolo è stato prodotto nell’ambito del progetto EuSEE, co-finanziato dall’Unione europea. Tuttavia, i punti di vista e le opinioni espresse sono esclusivamente quelli dell’autore/degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’autorità concedente e l’Unione europea non può esserne ritenuta responsabile.