Grave crisi economica per la Transnistria
La Transnistria è in grave crisi economica, al punto tale di aver avviato la creazione di un fondo, denominato “Vmeste” (dal russo, “Insieme”) che raccoglie donazioni per poter pagare stipendi e pensioni, ed anche per poter tenere la distanza dal governo moldavo

Tiraspol, Transnistria, Moldova
Tiraspol, Transnistria, Moldova © RudencoMihail/Shutterstock
La crisi economica in Transnistria è grave, talmente grave da spingere Tiraspol a creare un fondo che raccoglie donazioni da aziende e cittadini, al fine di poter pagare gli stipendi dei “dipendenti pubblici” e le pensioni.
Il fondo “Vmeste” (dal russo, “Insieme”) è nato dopo che Chișinău aveva annunciato l’avvio, a partire dal 1° agosto del Fondo di Convergenza, volto ad avvicinare le due sponde del Dniestr/Nistru, nel quale sarebbero confluite le tasse e i dazi delle aziende transnistriane. Tiraspol si è opposta all’iniziativa e il fondo Vmeste sembra l’ultimo sforzo per mantenere la regione al di fuori dell’influenza del governo di Chișinău.
Il leader del de facto governo transnistriano, Alexandr Rozenberg, ha descritto la situazione economica nella regione come una delle più difficili degli ultimi anni e ha affermato che le autorità di Tiraspol contano sull’aiuto della comunità imprenditoriale e dei cittadini. Rozenberg ha spiegato che le entrate del bilancio sono diminuite a causa delle difficoltà con le esportazioni e le importazioni e dei problemi di approvvigionamento energetico.
Nei primi tre mesi del 2026, i volumi di produzione sono diminuiti di quasi il 24% rispetto all’anno precedente, diverse aziende hanno chiuso e alcune hanno predisposto licenziamenti di massa. Il 13 maggio, il cosiddetto Soviet Supremo ha prorogato lo stato di emergenza economica fino al 17 giugno, su richiesta del leader separatista Vadim Krasnoselski. Pochi giorni dopo l’apertura del fondo, sono stati raccolti oltre 145 milioni di rubli transnistriani, equivalenti a circa 7,4 milioni di euro. I donatori più generosi sono la holding Sheriff con 100 milioni di rubli e due banche transnistriane con rispettivamente 10 e 15 milioni di rubli (500.000 e 750.000 euro).
Oltre l’80% delle esportazioni della regione transnistriana raggiunge l’UE e solo una piccola parte i paesi della CSI, inclusa, la Russia. Circa 2.400 operatori economici della sponda sinistra del Dniestr/Nistru sono registrati presso l’Agenzia per i Servizi Pubblici della Repubblica di Moldova. Secondo il vice Primo Ministro per la Reintegrazione, Valeriu Chiveri, ogni giorno circa 25.000 cittadini della riva sinistra del fiume Dniestr/Nistru si recano al lavoro sulla riva destra e circa 75.000 transnistriani sono coperti dall’assicurazione sanitaria nazionale.
Nel 2025, sono state interrotte le forniture di gas russo a Tiraspol e Chișinău ha cessato di acquistare energia elettrica dalla centrale di Cuciurgan, controllata dal regime de facto. In assenza di queste entrate, considerate essenziali per il bilancio locale, la regione ha perso oltre l’80% delle sue fonti finanziarie.
Per capire meglio le dinamiche dietro alla creazione di questo fondo, OBCT ha parlato con Irina Tabaranu di Zona de Securitate.
La creazione del fondo “Vmeste” è principalmente una necessità economica o anche un messaggio politico?
Credo che sia entrambe le cose, perché economicamente non è sostenibile. Raccoglieranno questi soldi il primo mese, forse anche il secondo, ma in seguito l’importo diminuirà sicuramente. Le persone non hanno modo di donare regolarmente e praticamente metà della popolazione della regione dipende da questo bilancio. Non possono donare e poi riaverli indietro. Conosciamo un caso in cui gli agenti economici sono stati spinti e insistentemente raccomandati a fare queste donazioni, ma non potranno farlo indefinitamente.
Forse nella prima fase era una necessità economica, ma è certamente uno strumento politico per dimostrare unità. Notiamo che sulla riva sinistra del Nistru si sono intensificate queste narrazioni sul popolo transnistriano: “insieme siamo più forti”, “supereremo queste difficoltà”. Ed è un elemento che dimostra la loro reale unità. “Guardate il blocco economico che Chișinău sta creando, ci siamo uniti e mobilitati”. Questo è solo un elemento di questa propaganda, e il fatto è che i grandi finanziatori sono gli stessi che hanno mantenuto isolata questa regione, come Sheriff che ha donato la somma maggiore; in seguito, altre due società della sua holding hanno donato somme altrettanto ingenti.
Ciò dimostra che dietro questa idea di unità c’è qualcosa di più, che l’immagine delle autorità sulla riva sinistra del Dnestr e della holding Sheriff è diventata sempre più negativa ultimamente, e che hanno cercato di conservare una sorta di lealtà dalla popolazione.
Il fondo “Vmeste” potrebbe diventare un canale per finanziamenti russi mascherati?
Qui vedo più che altro una legalizzazione del denaro in possesso di Sheriff, perché non sappiamo da dove provengano i cento milioni iniziali e, successivamente, gli altri milioni donati. Questo denaro arriverà alle persone, che lo useranno per fare acquisti, legalmente, e quindi il denaro tornerà nelle casse dello Sheriff, ma già attraverso questa procedura [di riciclaggio di denaro]. È una procedura per sbarazzarsi dei rubli transnistriani che lo Sheriff possiede in quantità, a mio avviso, enormi. Non sono un’esperta di economia o di riciclaggio di denaro, ma a prima vista mi sembra che sia questo ciò che sta accadendo.
L’annuncio relativo al Fondo di Convergenza è stato percepito a Tiraspol come una forma di pressione politica?
Sì, dicono che, in questo modo, Chișinău impoverisce, deruba la popolazione della regione e che questi soldi non torneranno alla riva sinistra del Nistru. Credo che sia anche un errore di comunicazione da parte del governo di Chișinău, nel comunicare come aiutano la popolazione della riva sinistra del Nistru, e che questi contributi ora stanno tornando.
Sulla riva sinistra del Nistru, oltre 2000 bambini studiano nelle scuole subordinate al Ministero dell’Istruzione: vengono pagati gli stipendi degli insegnanti, si provvede alla manutenzione degli edifici e il governo di Chișinău sostiene delle spese per i bambini, gli insegnanti e i genitori della riva sinistra del Nistru. Ad esempio, i bambini fino ai 18 anni, cittadini della Repubblica di Moldova, hanno diritto all’istruzione gratuita; così come i pensionati della Repubblica di Moldova, che beneficiano anch’essi di un fondo pensione gratuito.
Ci sono diverse indennità di cui già usufruiscono, fino a questo Fondo di Convergenza, e i fondi stanno tornando alla regione. Il fatto che non comunichiamo su questo è sbagliato e Tiraspol non ha altra scelta che presentarlo in questo modo. Certamente non incoraggeranno la creazione di tali fondi perché lo scopo di Chișinău è costruire più ponti possibili tra la popolazione della riva sinistra del Nistru e il governo o le autorità, il che ovviamente non è nell’interesse di Tiraspol.
Tag: Economia
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