Condannato Gotovina? La Croazia non vuole più l’Europa
Una condanna inaccettabile. E’ cosƬ che la maggior parte dei cittadini della Croazia vive la sentenza di condanna di Gotovina e MarkaÄ davanti al Tribunale dellāAja. Le proteste di piazza si scagliano contro lāUnione europea e dimenticano le colpe del regime di TuÄman
Il giorno dopo la sentenza del Tribunale dellāAja con la quale due generali croati, Ante Gotovina e Mladen MarkaÄ, sono stati condannati a 42 anni di carcere (Gotovina 24 e MarkaÄ 18), il sostegno dei cittadini croati allāingresso del Paese nellāUnione europea ĆØ calato drasticamente al 23 percento. Lo shock e lāincredulitĆ per la sentenza, in particolare per la pesantezza della pena comminata, e forse più di tutto il fatto che lāoperazione militare Oluja (Tempesta) sia stata ritenuta unāimpresa criminale, hanno radicalmente influito sulla crescita del sentimento anti-europeo.
Le proteste di piazza
Subito dopo che il giudice Alphonse Orie allāAja ha letto la sentenza di condanna, il sentimento dominante dei cittadini croati riuniti nella piazza centrale di Zagabria ĆØ stato quello della rabbia, che si ĆØ espressa con il gesto di strappare e sputare su bandiere dellāUnione europea.
La maggior parte dei cittadini in piazza a Zagabria, cosƬ come la maggior parte di quelli che si sono riuniti nelle piazze delle altre cittĆ croate per esprimere tutta la loro insoddisfazione, considera la sentenza come una grande ingiustizia. Le pene comminate a Gotovina e MarkaÄ, vengono in questi giorni comparate con quelle assegnate a Veselin Å ljivanÄanin, Mile MrkÅ”iÄ e Miroslav RadiÄ, gli ufficiali della JNA [Armata popolare jugoslava] responsabili del crimine commesso a OvÄara nei pressi di Vukovar. A OvÄara nel novembre 1991 furono uccisi oltre 200 croati (prigionieri e feriti). Nella sentenza di primo grado Å ljivanÄanin ĆØ stato condannato a cinque anni di reclusione, MrkÅ”iÄ a 20, mentre RadiÄ ĆØ stato assolto.
Lāoperazione Oluja, con la quale allāinizio dellāagosto 1995 fu liberata la regione occupata dallāauto-proclamata Repubblica serba di Krajina, in Croazia ĆØ sempre stata considerata una legittima operazione militare. Il 5 agosto, giorno in cui iniziò lāoperazione, ĆØ stato dichiarato Giorno del ringraziamento della patria ed ĆØ celebrato come festivitĆ nazionale.
Il verdetto contro Ante Gotovina, lāuomo che ha guidato tale operazione e il fatto di aver tacciato lāintera operazione quale unāimpresa criminale, ĆØ considerato inaccettabile e incomprensibile dalla maggior parte dei croati. La loro rabbia si ĆØ canalizzata immediatamente contro lāUnione europea, ritenendo che quest’ultima non riconosca che la Croazia nel sanguinoso disfacimento della Jugoslavia abbia esclusivamente condotto una guerra di difesa.
Le colpe di TuÄman
Le prime reazioni concitate (che non hanno causato disordini o incidenti degni di nota) hanno lasciato però presto il posto ad un comportamento razionale. E molti analisti politici, pur scrivendo che ora gli sforzi devono concentrarsi nellāaffrontare la sentenza in appello davanti al consiglio dei giudici dellāAja, hanno sottolineato che la drastica condanna a Gotovina e MarkaÄ, cosƬ come la qualificazione dellāoperazione Oluja come impresa criminale, ĆØ il prezzo che la Croazia paga per lāincomprensibile politica del suo primo presidente, Franjo TuÄman.
Il fatto che due dei tre generali condannati allāAja per lāoperazione Oluja, Ante Gotovina e Mladen MarkaÄ, a differenza del generale assolto Ivan Äermak, fossero presenti alla riunione con Franjo TuÄman e i vertici politici e militari croati durante la quale, nel luglio 1995, fu accordata lāoperazione Oluja, testimonia che il consiglio dei giudici dellāAja sia convinto che fu pianificata unāimpresa criminale. Purtroppo le dichiarazioni di TuÄman durante quellāincontro (denominato incontro di Brioni, secondo il nome dellāisola su cui si tenne la riunione), e in particolare quelle che seguirono lāoperazione Oluja, furono effettivamente tali da convincere il Tribunale dellāAja che si sia trattato di unāimpresa criminale il cui obiettivo era la totale cacciata dei serbi da quella parte di Croazia.
Il secondo errore di TuÄman che ora paga la Croazia ĆØ la sua posizione secondo la quale i croati, dato che hanno condotto una guerra di difesa, non possono aver commesso crimini di guerra. A dire il vero, questo lo aveva dichiarato il presidente dellāAlta corte, Milan VukoviÄ, ma TuÄman fece immediatamente propria lāopinione della più alta carica giudiziaria. Non permise quindi che venissero processati quelli che al tempo dellāoperazione Oluja, e in particolare al suo termine, uccisero i civili serbi, bruciarono le loro case e rubarono le loro proprietĆ . Per di più, dei crimini non si poteva nemmeno parlare, e quelle rare voci che lo fecero, furono dichiarate nemici di Stato e traditori.
Senza la folle idea di TuÄman secondo la quale dovevano essere cacciati tutti i serbi di quella zona e se quellāinutile esodo non fosse accaduto; se si fosse proceduto alla condanna di quei soldati sfuggiti al controllo dei superiori o dei loro comandanti se davvero avevano ordinato, coperto o tollerato quei crimini, non solo non ci sarebbe stata la condanna di Gotovina e MarkaÄ, ma non sarebbero nemmeno finiti allāAja. Semplicemente non ci sarebbe stata nemmeno una sentenza che definisce lāoperazione Oluja come unāimpresa criminale.
La gente comune, ovviamente, con difficoltĆ riesce a mettere sullo stesso piano queste complesse questioni del passato con le conseguenze odierne. Per loro ĆØ molto più facile indirizzare la propria rabbia contro lāUnione europea. Ma gli analisti avvertono che – ed ĆØ difficile dare loro torto – la condanna di Ante Gotovina e Mladen MarkaÄ, in realtĆ ĆØ una sentenza contro lāex presidente croato Franjo TuÄman e il suo ministro della Difesa Gojko Å uÅ”ak. Ora che entrambi sono morti, la responsabilitĆ e il prezzo di quanto hanno compiuto sono stati pagati dai vivi.
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