11 luglio 1995, il genocidio di Srebrenica
È una delle pagine più buie della guerra in Bosnia Erzegovina. Nel luglio 1995, più di ottomila cittadini bosniaco-musulmani (bosgnacchi) furono trucidati dalle truppe serbo-bosniache nella cittadina di Srebrenica in Bosnia orientale. Definito “genocidio” dalla giustizia internazionale, il massacro di Srebrenica è commemorato ogni 11 luglio.
Un anno dopo l’inizio delle ostilità in Bosnia Erzegovina, nell’aprile del 1993 Srebrenica venne dichiarata “zona protetta” dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Risoluzione 819), che ne affidò la sicurezza alla missione dei Caschi blu (UNPROFOR). Migliaia di sfollati bosgnacchi, fuggiti da territori circostanti, affluirono così in città per salvarsi dalla pulizia etnica portata avanti dalle truppe serbo-bosniache.
Tuttavia, nel luglio 1995, dopo tre anni di assedio, l’enclave di Srebrenica cadde per mano delle truppe serbo-bosniache e delle unità paramilitari al comando di Ratko Mladić e per ordine di Radovan Karadžić, rispettivamente capo militare e politico dei serbo-bosniaci.
La marcia della morte, la base di Potočari e il massacro
Nei giorni che seguirono, quindicimila persone, soprattutto uomini di età compresa tra i 12 e i 71 anni, tentarono di mettersi in salvo attraversando le montagne, per raggiungere la zona “libera” di Tuzla sotto il controllo dell’Armija BiH, una fuga passata alla storia come “marcia della morte”. Due terzi dei fuggiaschi morirono sotto i colpi dell’artiglieria o sui campi minati o furono uccisi dopo essere stati intercettati dalle truppe serbo-bosniache.
Nel frattempo, circa ventimila persone, tra donne, bambini e anziani, riuscirono a raggiungere la base dell’UNPROFOR a Potočari, a pochi chilometri da Srebrenica, nella speranza di trovare protezione, aggiungendosi ai 6mila che si trovavano già dentro agli hangar della base.
Vennero invece consegnati dai Caschi blu del battaglione olandese alle truppe di Mladić che separano donne e bambini da uomini e ragazzi. Tutti i maschi verranno deportati, uccisi e i loro corpi occultati in fosse comuni anche distanti chilometri da Srebrenica. Ad oggi sono stati rinvenuti i resti di più di 8mila vittime.
Il ricordo di Srebrenica, ogni 11 luglio
Dal 2003, ogni 11 luglio si tiene una cerimonia di commemorazione al cimitero del Memoriale di Potočari, di fronte alla ex-base del battaglione olandese dell’Onu, con la tumulazione delle vittime i cui resti sono stati ritrovati negli anni in fosse comuni. Ad oggi mancano all’appello circa mille scomparsi.
In concomitanza della commemorazione dell’11 luglio, migliaia di persone in arrivo dal paese, dalla regione e da paesi europei ed extraeuropei, partecipano alla “Marš mira” (Marcia della pace), che dura tre giorni e si svolge su un tratto di quella che nel luglio del 1995 fu la “marcia della morte”.
Srebrenica, un genocidio
Il massacro di Srebrenica è stato definito genocidio sia dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (ICTY) che dalla Corte internazionale di giustizia (ICJ). Inoltre, dal maggio 2024, la data dell’11 luglio è stata decretata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite come “Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del Genocidio di Srebrenica”, e di condanna del negazionismo e della glorificazione dei criminali di guerra.
Sono diverse le sentenze di condanna emesse per il genocidio e altri crimini perpetrati a Srebrenica: in totale, comprese le sentenze di condanna all’ergastolo a carico di Ratko Mladić e Radovan Karadžić, sono stati comminati 781 anni di carcere a carico di 54 persone.
Srebrenica oggi
Srebrenica oggi è un piccolo comune di meno di 13mila abitanti (il dato risale al 2013, anno dell’ultimo censimento in BIH) che si trova nella Republika Srpska, l’entità a maggioranza serba della Bosnia Erzegovina. Dal 2016 il sindaco di Srebrenica è di etnia serba.
Articoli e analisi per approfondire
Documentari
“Dopo Srebrenica”, di Andrea Oskari Rossini, OBCT (2005)
“I diari di mio padre”, di Ado Hasanović (2024)
“Nessuno vi farà del male”, di Dino Hodić (2025)
Letture
Autore: Gabriele Santoro
Editore: Del Vecchio Editore
Anno 2025Data pubblicazione:
Autore: Emir Suljagić
Editore: Marotta&Cafiero
Anno: 2022Data pubblicazione:
Autrice: Elvira Mujčić
Editore: Infinito Edizioni
Anno: 2007, seconda edizione 2015Data pubblicazione:

































