Moldova, il petrolio nel fiume

Un attacco missilistico russo contro la centrale elettrica ucraina di Novodnistrovsk ha causato una grave fuoriuscita di petrolio nel fiume Nistru/Dniestr. Oltre ai danni ambientali, seri i problemi per l’approvvigionamento idrico in Moldova, che dipende in buona parte dalle acque del fiume

24/03/2026, Gian Marco Moisé Chișinău
Il fiume Nistru/Dniestr

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Il fiume Nistru/Dniestr (© Egor Tetiushev/Shutterstock)

Il 7 marzo un attacco russo alla centrale idroelettrica di Novodnistrovsk, in Ucraina, ha causato una grave fuoriuscita di petrolio nel fiume Nistru/Dniestr. Il governo moldavo ha dichiarato un’allerta ambientale di quindici giorni in tutto il paese.

Le conseguenze più gravi si sono sentite nel nord del paese. L’11 marzo la città di Bălți è stata costretta a interrompere l’erogazione di acqua potabile, a causa del petrolio che aveva raggiunto la stazione di pompaggio. Due giorni più tardi squadre moldave, ucraine e romene si sono messe al lavoro per contenere il petrolio utilizzando barriere galleggianti.

Le forniture d’acqua sono state sospese nei distretti di Soroca, Florești e Sîngerei e nei comuni di Bălți e Naslavcea. A Chișinău le autorità idriche hanno installato dighe di protezione intorno alla stazione di pompaggio di Vadul lui Vodă.

Il governo moldavo ha inviato l’esercito ad assistere nelle operazioni di bonifica e contenimento, e ha richiesto l’attivazione del Meccanismo di Protezione Civile dell’Unione Europea “per la rapida mobilitazione di squadre di specialisti e delle attrezzature necessarie per gestire la situazione sul campo”.

Il primo ministro Alexandru Munteanu ha spiegato che “si stanno installando filtri aggiuntivi e si stanno utilizzando balle di paglia nell’acqua, un metodo efficace per trattenere le sostanze petrolifere. Parallelamente, il laboratorio mobile preleva campioni sul campo ogni sei ore per monitorare costantemente la qualità dell’acqua.”

Un fiume vitale

Il fiume Nistru è essenziale per l’approvvigionamento di acqua dolce sia in Moldova che Ucraina. Con 65 bacini idrici e una capacità di stoccaggio di 2.156 milioni di metri cubi, il fiume fornisce acqua potabile a circa sette milioni di persone. È la principale fonte di approvvigionamento idrico in Moldova, al punto che Chișinău dipende dal fiume Nistru per il 98% del suo fabbisogno idrico.

Molti villaggi e città si stanno affrettando a pulire e rimettere in funzione i propri pozzi. I problemi più gravi si sono registrati nella città di Bălți, dove il sindaco, Alexandru Petkov, ha chiesto aiuto per la fornitura d’acqua e attivato la didattica a distanza per le scuole.

Oltre all’esercito moldavo, anche la città di Iași, nella Moldavia romena, ha inviato un convoglio umanitario di autobotti. Al 17 marzo, oltre 95 tonnellate di acqua per usi domestici e tecnici erano state trasportate in città. Nella stessa giornata, l’ormai onnipresente sindaco di Chișinău, Ion Ceban, ha dichiarato che al momento non sono previste interruzioni di fornitura idrica in città.

Ceban ha criticato il governo per la gestione della situazione a Bălți, suggerendo di continuare a fornire alla città acqua per usi tecnici. Il ministro dell’Ambiente, Gheorghe Hajder, ha replicato definendo le dichiarazioni del sindaco “irresponsabili”: “In che modo il sindaco [di Bălți] potrebbe garantire che nessun bambino, anziano o residente beva accidentalmente l’acqua? Se immettessimo nella rete idrica acqua che contiene sostanze petrolifere, la contamineremmo.”

Il 20 marzo, dopo più di una settimana dall’interruzione, gli abitanti di Bălți hanno di nuovo avuto l’acqua dai rubinetti, seppur di colore torbido; il sindaco ha esortato a non consumarla. Il flusso è ripreso anche a Soroca, Floresti e Sângerei, ma per il consumo è ancora necessario acquistare bottiglie o recarsi presso i punti di distribuzione gratuiti.

Il problema ecologico non è ancora stato risolto ed è stata installata una seconda diga di assorbimento presso il bacino idrico di Dubăsari.

Il ministro dell’Ambiente ha dichiarato che le autorità ucraine non hanno spiegato cosa abbia causato la perdita di petrolio: “Mi è stato detto che diversi motori sono stati danneggiati. Non sappiamo esattamente cosa sia successo, perché queste centrali idroelettriche sono protette dalla legge marziale”.

Il 17 marzo il ministro degli Esteri moldavo Mihai Popșoi ha convocato l’ambasciatore designato russo Oleg Ozerov per consegnargli una condanna formale dell’attacco alla centrale idroelettrica. Durante l’incontro, l’ambasciatore ha ricevuto una bottiglia di acqua oleosa proveniente dal Nistru.