Nobel a Handke: non c’รจ futuro per la letteratura
Dopo che lo scrittore Peter Handke ha vinto il premio Nobel per la letteratura si sono scatenate una serie di reazioni sia nei Balcani che a livello internazionale. Al centro delle controversie il revisionismo storico dello scrittore austriaco e il suo sostegno a Slobodan Miloลกeviฤ

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Peter Handke 2006 (foto wikimedia CC BY-SA 3.0)
La notizia che il premio Nobel per la letteratura 2019 รจ stato assegnato allo scrittore Peter Handke ha occupato per qualche giorno le prime pagine dei giornali, e questa รจ certamente unโeccezione nel mondo di oggi in cui la maggior parte delle notizie dura al massimo 24 ore. La letteratura ha semplicemente perso la battaglia contro il sensazionalismo, lโinfotainment e altre forme della cultura dello spettacolo, e questo fenomeno ha ormai raggiunto dimensioni preoccupanti.
Reagendo alla notizia dellโassegnazione del premio Nobel a Handke, il PEN America ha emesso un comunicato stampa, firmato dalla scrittrice Jennifer Egan, affermando di essere โsconcertata dalla scelta di premiare uno scrittore che ha usato la sua voce pubblica per screditare la veritร storica e ha offerto il suo appoggio ai perpetratori del genocidio, come lโex presidente serbo Slobodan Miloลกeviฤ e il leader dei serbo-bosniaci Radovan Karadลพiฤ. [โฆ] In un momento segnato dal crescente nazionalismo, la presenza di leader autocratici e il dilagare della disinformazione in tutto il mondo, la comunitร letteraria merita di meglio. Siamo profondamente dispiaciuti per la scelta del Comitato Nobel per la letteraturaโ.
La maggior parte dei media e delle organizzazioni non governative ha reagito in modo simile, e le loro reazioni potrebbero essere riassunte nellโaffermazione secondo cui Handke รจ โun grande scrittore, che perรฒ resterร per sempre macchiato dal revisionismo storicoโ e ricordato come un sostenitore di Slobodan Miloลกeviฤ, โal cui funerale, dove era uno dei pochi ospiti stranieri, ha persino tenuto un discorsoโ. Le reazioni piรน dure sono arrivate dal Kosovo e dalla Bosnia Erzegovina, ed รจ stata lanciata anche una petizione per chiedere la revoca del premio Nobel assegnato a Handke, ma โ come accaduto anche nel 2014 quando il PEN Norvegia aveva chiesto che a Handke venisse revocato il premio Ibsen a causa di alcune sue affermazioni scandalose โ il Comitato del Nobel per la letteratura ha risposto brevemente, affermando che il premio una volta assegnato non puรฒ essere revocato.
Particolarmente lucide sono state le osservazioni di due scrittori, Aleksandar Hemon e Andrej Nikolaidis. Hemon โ che รจ probabilmente lo scrittore bosniaco-erzegovese piรน letto allโestero, da anni residente negli Stati Uniti โ ha scritto sul New York Times che โla politica del signor Handke ha irrimediabilmente inficiato la sua estetica, e la sua adorazione per Miloลกeviฤ ha inficiato la sua eticaโ, definendo Handke, non senza cinismo, โil Bob Dylan degli apologeti del genocidioโ.
Con lโassegnazione del premio Nobel per la letteratura 2016 a un cantautore, il Comitato Nobel per la letteratura โ consapevole del fatto che negli ultimi decenni questo riconoscimento รจ stato svuotato di significato โ in un certo senso ha oltrepassato le sue competenze, aggiungendo un ulteriore spunto di polemica alle controversie politiche che accompagnano il premio Nobel fin dalla sua istituzione. Bob Dylan รจ un artista che appartiene al mondo dello spettacolo, il suo principale mezzo di espressione รจ la musica, e non bisogna dimenticare lโimpatto che i testi delle sue canzoni hanno avuto, e continuano ad avere in tutto il mondo.
Andrej Nikolaidis รจ intervenuto con una riflessione ancora piรน approfondita e precisa. In un testo intitolato โIma li miลกljenje veze sa pisanjem?โ [Lโopinione cโentra con la scrittura?], Nikolaidis ha definito Handke come โun classico della letteraturaโ e โun idiota dal punto di vista moraleโ, esprimendo alcune osservazioni molto precise sul nazionalismo serbo: โCi sono potenze globali e locali, grandi e piccole, imperialiste e aspiranti allโimperialismo. La Serbia appartiene al secondo gruppo. Ormai da un secolo la Serbia sta cercando di realizzare il suo piccolo progetto imperiale. Questo progetto รจ il motivo del suo scontro con il grande impero. Questo progetto โ e non un ideale di libertร , lโorgoglio nazionale, la conservazione della purezza della fede e bla bla bla โ รจ il motivo alla base dellโatteggiamento ostile della Serbia nei confronti dellโOccidente. Che ha impedito [ai serbi] di costruire il loro piccolo impero locale. Allo stesso modo in cui lโOccidente si รจ comportato come una potenza imperiale nei confronti della Serbia, cosรฌ anche la Serbia si รจ comportata come un impero nei confronti di tutte le ex repubbliche jugoslaveโ.
Non cโรจ nulla da aggiungere nรฉ da togliere a queste affermazioni che rispecchiano quasi totalmente la realtร . Chiunque proverร a relativizzarle cadrร nella stessa trappola del revisionismo in cui era caduto Peter Handke quando, allโinizio degli anni Novanta, si era schierato dalla parte di Slobodan Miloลกeviฤ. Un viaggio dโinverno, compiuto da Handke nel 1996 lungo i fiumi Danubio, Sava, Morava e Drina โ dal quale รจ nato un libro, con un appendice intitolato โGiustizia per la Serbiaโ, nel quale lo scrittore austriaco nega il genocidio di Srebrenica e descrive i suoi incontri con i criminali di guerra โ si รจ trasformato per Handke in un viaggio senza ritorno. Successivamente ha pubblicato altri quattro libri dedicati allo stesso argomento e ha continuato a schierarsi dalla parte sbagliata della storia, motivo per cui probabilmente non sarร ricordato solo come autore di libri ormai diventati cult come โPrima del calcio di rigoreโ, โBreve lettera del lungo addioโ, o come co-sceneggiatore dei migliori film di Wim Wenders โFalso movimentoโ (1975) e โIl cielo sopra Berlinoโ (1987).
Per quanto riguarda la decisione del Comitato Nobel per la letteratura di assegnare il premio Handke, non ho nulla da aggiungere, tranne il fatto che le polemiche sullโassegnazione del Nobel a Handke hanno fatto passare in secondo piano la notizia che il premio Nobel per la letteratura 2018 รจ stato attribuito alla brillante scrittrice e attivista polacca Olga Tokarczuk. Nel 2014 Handke ha dichiarato che sarebbe stato meglio se il Comitato del Nobel non lo avesse preso in considerazione, definendo il premio Nobel come una โfalsa canonizzazione che non dice niente al lettoreโ.
Su questโultimo punto aveva ragione. Ma poi ha vinto il premio e lo ha accettato dichiarando che โdopo tutte le polemiche [โฆ] รจ stata una decisione coraggiosaโ. Il Comitato Nobel รจ riuscito a contenere le tensioni suscitate dallโassegnazione del premio Nobel a Handke, un premio desiderato dalla maggior parte degli scrittori, e di โribadireโ ancora una volta i criteri per lโassegnazione, che non sono mai stati chiaramente definiti, tanto che alcuni scrittori, come Gottfried Benn e Jorge Luis Borges, non hanno vinto il premio proprio a causa dellโappoggio fornito a dittatori o criminali di guerra.
Le vittime delle guerre jugoslave non esistono per lโAccademia svedese, esattamente come non esistevano per la comunitร internazionale nel momento in cui venivano commessi i crimini che Handke ha negato.
Allora dovโรจ la letteratura? Sicuramente non nelle parole pronunciate da Albert Camus in occasione del discorso per il ritiro del premio Nobel per la letteratura nel 1957: โLa missione dello scrittore รจ fatta ad un tempo di difficili doveri; per definizione, non puรฒ mettersi oggi al servizio di coloro che fanno la storia: รจ al servizio di quelli che la subiscono. O, in caso contrario, lo scrittore si ritrova solo e privo della sua arteโ.
Nulla da aggiungere. Tranne unโaffermazione di Mile Stojiฤ, forse il piรน grande poeta bosniaco-erzegovese contemporaneo, il quale ha scritto: โIl Nobel. Nulla di nuovo. Lo hanno vinto decine di scrittori peggiori di lui, e non lo hanno vinto centinaia di scrittori migliori di lui. Se non avesse scritto contro i musulmani non lo avrebbe nemmeno vintoโ.
Se questa affermazione รจ vera, (e i fatti suggeriscono che lo sia) allora non cโรจ futuro nรฉ per il premio Nobel nรฉ per la letteratura. E tanto meno per gli scrittori.
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