Serbia: boicottare l’EXPO 2027

Un gruppo di cittadini, attivisti e ricercatori ha lanciato un’iniziativa per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sulle azioni illecite che caratterizzano l’organizzazione dell’EXPO 2027 a Belgrado, fornendo prove e analisi dettagliate e invitando a boicottare l’evento promosso da un regime autoritario e repressivo

08/05/2026, Mašina
Vista aerea della costruzione dello stadio all'Expo 2027 di Belgrado © HornyHamster/Shutterstock

Vista aerea della costruzione dello stadio all’Expo 2027 di Belgrado

Vista aerea della costruzione dello stadio all'Expo 2027 di Belgrado © HornyHamster/Shutterstock

(Originariamente pubblicato da Mašina)

La rete internazionale EXPO2027exposed ha lanciato un’iniziativa con cui si invitano governi, media e organizzazioni della società civile di tutto il mondo a riconsiderare la propria partecipazione all’esposizione specializzata EXPO 2027 a Belgrado.

L’iniziativa, come si legge sul sito ufficiale, è scaturita dalle rivelazioni documentate sulle pratiche di corruzione sistemica, irregolarità e rischi per la sicurezza legati all’organizzazione dell’esposizione.

L’obiettivo della rete – composta da ricercatori, attivisti e membri della diaspora serba residenti in Europa e in America – è incoraggiare i cittadini di tutto il mondo a fare pressione sui propri governi affinché prendano in considerazione la possibilità di ritirare il sostegno finanziario e istituzionale al progetto.

L’iniziativa si inscrive in un contesto politico più ampio caratterizzato dalle proteste, guidate da studenti e organizzazioni della società civile, che da ormai un anno e mezzo si protraggono in Serbia.

Il malcontento popolare è culminato con la tragedia avvenuta alla stazione ferroviaria di Novi Sad il primo novembre 2024, quando sedici persone hanno perso la vita a causa del crollo di una tettoia. La rete EXPO2027exposed spiega che il modus operandi delle istituzioni serbe rilevato nel caso di Novi Sad – comprese gare d’appalto poco trasparenti, lacune procedurali e mancanza di controllo – si osserva anche nell’ambito del progetto EXPO 2027.

Nella documentazione pubblicata, la rete individua cinque aree di rischio principali: corruzione, violazioni della legge sugli appalti pubblici, danni ambientali, pianificazione urbana inadeguata e mancato rispetto delle norme sull’edilizia che potrebbero mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori e dei futuri visitatori. Queste rivelazioni – sottolineano i rappresentati della rete – avvalorano le argomentazioni espresse dalle istituzioni europee nelle critiche rivolte alla leadership di Belgrado.

L’iniziativa EXPO2027exposed si richiama anche alla risoluzione del Parlamento europeo dell’ottobre 2025, in cui i paesi partecipanti all’esposizione sono invitati a prendere in considerazione le prove di corruzione e irregolarità nel rispetto degli standard edilizi e urbanistici in Serbia. Viene inoltre citato il rapporto della Commissione europea sulla Serbia del 2025 che evidenzia le preoccupazioni relative allo stato di diritto e alla scarsa trasparenza negli appalti pubblici.

La rete afferma che la partecipazione all’EXPO 2027 non è solo una questione culturale e di marketing, ma comporta anche un sostegno politico e finanziario al progetto. “I governi dei paesi partecipanti forniscono sostegno finanziario, legittimità e copertura politica [al regime di Belgrado]”, denunciano i rappresentanti dell’iniziativa.

I cittadini sono invitati a chiedere spiegazioni alle élite politiche dei propri paesi sul modo in cui vengono spesi i soldi pubblici destinati a progetti come EXPO. Per rendere l’azione dei cittadini più semplice e veloce, si rimanda alla funzione Take Action presente sul sito, tramite la quale gli utenti possono selezionare il proprio paese di provenienza e inviare in modo abbastanza semplice i propri messaggi alle istituzioni e agli enti competenti.

La rete EXPO2027exposed preferisce mantenere l’anonimato, sottolineando che tale decisione è stata presa a causa del rischio di pressioni e ritorsioni nei confronti di chi denuncia pubblicamente gli abusi e le irregolarità legate all’EXPO. I membri della rete esprimono solidarietà a giornalisti, attivisti e cittadini serbi che subiscono pressioni a causa delle loro azioni pubbliche.

La documentazione completa e le analisi sono disponibili sul sito web dell’iniziativa, e i canali di comunicazione sono aperti ai media e alle organizzazioni della società civile che desiderano ricevere ulteriori informazioni o avviare una collaborazione.

Tag: Economia

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