Al via il 74° Trento Film Festival
In programma dal 24 aprile al 3 maggio, con 130 film e 150 eventi, il 74° Trento Film Festival, la più antica rassegna dedicata alla montagna. L’edizione di quest’anno si propone come un luogo di ascolto, confronto e dialogo tra generazioni

© Da Shori Gza – The Far Way di Philipp Marquardt
© Da "Shori Gza - The Far Way" di Philipp Marquardt
Dieci giorni dedicati alla montagna, all’ambiente, all’avventura e molto di più, tra film, libri e incontri. È il 74° Trento Film Festival, in programma dal 24 aprile al 3 maggio con 130 film e 150 eventi in programma, anche con personaggi di richiamo. Si inaugura con il viaggio sonoro “Queendoms unplugged” di Giada Colagrande per proseguire con tanti appuntamenti tra la forte tradizione del Festival, il rinnovamento e l’attualità. Tra gli ospiti l’immancabile Mauro Corona con la figlia Marianna, Paolo Mieli, Andrea Pennacchi, Hervé Barmasse e molti altri.
Il programma cinematografico, curato da Mauro Gervasini, ha sempre il Concorso internazionale che assegna le Genziane. Tra i 13 lungometraggi e i sei cortometraggi spicca “Le chant des forets” di Vincent Munier, (uscirà in Italia dopo l’estate con il titolo “Il canto della foresta”) il nuovo lavoro del fotografo naturalista francese che aveva realizzato, in coregia con Marie Amiguet “La pantera delle nevi”, seguendo lo scrittore Sylvain Tesson in Himalaya. Stavolta il regista non ha scelto un ambiente esotico bensì casalingo, i Vosgi dove è cresciuto, seguendo le orme del padre Michel. Il luogo perfetto per un film familiare sulla trasmissione tra le generazioni e per riscoprire paesaggi nel cuore dell’Europa, in compagnia del genitore e del figlio Simon.
Dalla Bulgaria arriva in concorso “Strandzha” di Pepa Hristova, sul passato e il presente dei monti Strandzha, una regione aspra della Bulgaria e una delle zone di confine dove centinaia di persone rischiano la vita per spostarsi da est a ovest lungo le rotte balcaniche.
In competizione per la Georgia c’è invece “The Wind Blows Wherever It Wants” di Ivan Boiko sulla vita e le migrazioni stagionali dei pastori tushetiani che conducono migliaia di pecore dalle cime innevate del Caucaso alle steppe deserte di Vashlovani e viceversa.
Spicca tra le Anteprime il bel “Ultimo schiaffo” di Matteo Oleotto, regista goriziano di “Zoran il mio nipote scemo”. Una coproduzione Italia Slovenia girata nel Tarvisiano con la neve, protagonisti i giovanissimi fratelli Petra e Jure che vivono alla giornata in una situazione precaria e sognano il colpaccio per fuggire.
Il contenitore Alp&ism per i documentari strettamente legati all’alpinismo comprende: l’austro-georgiano “Shori Gza – The Far Way” di Philipp Marquardt, con la guida alpina Tornike e quattro snowboarder in un viaggio attraverso la Georgia; il bulgaro “The Cruel Way” di Deyan Bararev ricostruisce come nel 1984 la Bulgaria socialista inviò i suoi migliori alpinisti in una spedizione sulle Alpi occidentali che si rivelerà mortale.
Spazio nelle Proiezioni speciali per un documentario bosniaco che non può che destare grande curiosità. Ryan Sidhoo ritrae in “The Track” (2025) tre adolescenti – Mirza, Zlatan e Hamza – che inseguono i sogni olimpici nella Sarajevo del dopoguerra allenandosi con l’allenatore Senad sulla pista di slittino abbandonata dopo i Giochi del 1984.
Ancora sport in “The Goals of August” del greco Dimitris Koutsiabasakos, inserito in Terre alte. Ogni estate sulle montagne del Pindo meridionale, nella Grecia centrale, si organizza un torneo di calcio che ridà vita alla piccola comunità di Armatoliko afflitta dallo spopolamento.
Nella sezione T4future dedicata ai più giovani sono presenti due corti di produzione Germania / Croazia, “Volles Nest – Full Nest” di Elena Walf e “Dreaming of Flight” di Elena Wolf: nel primo è protagonista il nido dello scoiattolo pronto per l’inverno, nel secondo una gallina che dovrebbe deporre le uova, ma le rondini le suscitano il desiderio di volare.
Tag: Cinema









