Macedonia del Nord: a 35 anni dall’indipendenza, l’UE รจ ancora lontana
Il prossimo 25 settembre la Macedonia del Nord festeggia 35 anni di indipendenza, ma non fa passi avanti su quello che resta il suo principale obiettivo strategico, lโingresso nellโUE. Il governo VMRO DPMNE chiede ora garanzie a Bruxelles prima di fare concessioni alle richieste della vicina Bulgaria

Skopje, Macedonia del Nord ยฉ Mo Wu/Shutterstock
Skopje, Macedonia del Nord ยฉ Mo Wu/Shutterstock
Mentre la Macedonia del Nord celebra il 35ยฐ anniversario dell’indipendenza, il percorso verso la piena adesione all’Unione europea rimane l’obiettivo strategico piรน importante, ma anche la principale sfida politica.
In vista dei nuovi processi diplomatici a Bruxelles, l’attenzione si concentra ancora una volta sugli obblighi che la Macedonia del Nord deve adempiere per proseguire il suo cammino di integrazione europea.
Il contenzioso con la Bulgaria e la posizione del governo
Il punto centrale sono gli impegni assunti con le conclusioni di luglio 2022: gli emendamenti costituzionali non ancora adottati. La necessitร di emendamenti costituzionali รจ emersa dal compromesso raggiunto nel 2022 dal governo guidato dall’attuale partito di opposizione SDSM, per superare la controversia con la Bulgaria, che nel 2020 aveva bloccato l’avvio dei negoziati.
Con tale accordo, la Macedonia del Nord si รจ impegnata a includere la comunitร bulgara nel Preambolo della Costituzione, come prerequisito per lo svolgimento della seconda conferenza intergovernativa. D’altro canto, nonostante l’opposizione della Bulgaria, questo compromesso ha preservato l’inclusione della lingua macedone tra le lingue ufficiali dell’UE.
L’attuale governo, guidato dal VMRO DPMNE di Hristijan Mickoski, ha ripetutamente affermato che non ci saranno emendamenti costituzionali (per includere i bulgari) finchรฉ non saranno ricevute garanzie solide e formali dall’Unione europea.
Mickoski spiega la psicologia politica e le posizioni attuali con l’esperienza negativa dell’Accordo di Prespa del 2018, quando, a causa del blocco dell’adesione all’UE da parte della Grecia, al nome costituzionale della Repubblica di Macedonia รจ stata aggiunta la specifica “del Nord”.
Egli propone che gli emendamenti costituzionali per i bulgari vengano votati in Parlamento, ma che entrino in vigore solo dopo che la Macedonia del Nord avrร completato il suo percorso e sarร diventata membro a pieno titolo dell’UE.
โI cittadini sono stanchi di concessioni senza garanzie del raggiungimento dell’obiettivo finale e delle promesse non mantenute. Non ci saranno emendamenti costituzionali imposti con la forza, serve una soluzione sostenibile. Consiglio a tutti i parlamentari di non appoggiare modifiche senza ricevere garanzie. Finchรฉ sarรฒ primo ministro, non si verificheranno tali tradimenti e capitolazioniโ, ha dichiarato Mickoski.
Il punto di vista dell’opposizione
D’altro canto, il partito di opposizione SDSM, che nel 2018 ha votato a favore degli emendamenti costituzionali in conformitร con l’Accordo di Prespa, sostiene la tesi opposta, secondo cui l’inclusione dei bulgari nella Costituzione non rappresenta una minaccia per l’identitร nazionale macedone.
Nell’agosto 2025, l’SDSM ha chiesto al governo di adottare in Parlamento una risoluzione congiunta che sottolineasse i paletti macedoni. Ovvero, se si verificasse un nuovo veto da parte della Bulgaria senza fondamento, i negoziati con l’UE dovrebbero essere immediatamente sospesi, ma questa proposta non รจ stata accolta da Mickoski.
โIn una situazione in cui non esiste una proposta migliore di quella francese, dobbiamo fare un passo avanti con gli emendamenti costituzionaliโ, ha affermato Venko Filipce, leader dell’SDSM.
Filipce ha anche chiesto pubblicamente a Sofia di impegnarsi a porre fine al blocco, ma ritiene che ciรฒ si potrร verificare solo dopo che la Macedonia del Nord avrร fatto la sua parte.
La proposta francese
La proposta francese รจ un documento ufficiale redatto dalla Francia nel giugno 2022 (durante la sua presidenza dell’UE), che offriva una soluzione di compromesso per sbloccare l’integrazione europea della Macedonia del Nord e rimuovere il veto bulgaro. Questa proposta รจ stata accettata dal Parlamento macedone e dal governo dell’SDSM nel luglio 2022, diventando cosรฌ il Quadro negoziale ufficiale dell’Unione europea per la Macedonia del Nord.
La proposta francese prevede emendamenti costituzionali per includere i bulgari, due fasi di apertura dei negoziati e l’inserimento della lingua macedone nei documenti dell’UE senza alcuna aggiunta, dopo che la Bulgaria ha presentato una dichiarazione unilaterale in cui affermava di non riconoscere la lingua macedone; tuttavia, tale dichiarazione รจ considerata valida solo a livello interno bulgaro e non vincolante per l’Unione europea.
Secondo la bozza di emendamenti preparata, oltre ai bulgari, diversi altri popoli e comunitร dovrebbero essere inclusi nella Costituzione macedone, vale a dire croati, montenegrini, sloveni, ebrei ed egiziani.
La posizione di Bruxelles
La posizione ufficiale di Bruxelles รจ inequivocabile e si basa sulle conclusioni del luglio 2022, secondo cui la Seconda conferenza intergovernativa (l’apertura ufficiale dei capitoli) si terrร “non appena la Macedonia del Nord adempirร al suo impegno di completare gli emendamenti costituzionali”.
L’UE sottolinea che non si tratta di una richiesta bilaterale della Bulgaria, ma di un obbligo nei confronti dell’intera Unione europea, poichรฉ la proposta francese รจ entrata a far parte del quadro negoziale ufficiale.
Il Centro per le strategie europee Eurothink di Skopje, nella sua ricerca “Percezioni e atteggiamenti dei cittadini della Repubblica della Macedonia del Nord sulla situazione socio-politica del paese, sull’informazione e sui processi di integrazione europea” del giugno 2026, individua un paradosso: il sostegno all’adesione all’UE รจ in crescita, ma allo stesso tempo aumenta anche l’insoddisfazione per il modo in cui l’UE tratta la Macedonia del Nord.
Il sostegno all’adesione all’UE รจ aumentato dal 53% nel 2023 al 58% nel 2026. La percentuale di cittadini che considera l’UE la migliore alternativa di sviluppo รจ aumentata dal 61% al 66%. Le aspettative di adesione nei prossimi cinque anni sono aumentate dal 10% al 23%, indicando un parziale ritorno all’ottimismo.
Tuttavia, persiste la sfiducia nell’UE: la percezione che l’UE si comporti in modo scorretto, arrogante e ricattatorio รจ aumentata dal 56% al 60%. Solo il 18% ritiene che il rapporto con l’Unione sia equo e corretto, un ulteriore calo rispetto al 2023, conclude l’indagine.
Hai notato inesattezze o errori in questo articolo? Contattaci a redazione@balcanicaucaso.org .
Tag:
In evidenza
- Partecipa al nostro sondaggio
- cronaca
- Scandalo politico









