Campeggio: un’occasione mancata per la crescita in Grecia
Carenze infrastrutturali, diffidenza e indifferenza. Mentre in molti paesi europei il turismo campeggistico è ormai considerato un settore strategico per lo sviluppo, la Grecia continua ad affrontarlo con imbarazzo, lacune normative e spesso un atteggiamento punitivo

Un camper in riva al mare in Grecia, il monte Athos sullo sfondo © Martin Mecnarowski / Shutterstock
Un camper in riva al mare in Grecia, il monte Athos sullo sfondo © Martin Mecnarowski / Shutterstock
(Pubblicato originariamente da EfSyn. Tradotto dal greco da Andrea Sparacino di Voxeurop)
La guerra in Medio Oriente, l’impennata del costo dei viaggi e l’incertezza diventata ormai quasi la norma in ogni stagione turistica stanno riportando in auge uno stile di vacanze che combina spese contenute, autonomia e contatto con la natura: quello del campeggio, dei camper e delle roulotte. Mentre in molti paesi europei il turismo campeggistico è ormai considerato un settore strategico di sviluppo, la Grecia continua ad affrontarlo con imbarazzo, lacune normative e spesso un atteggiamento punitivo.
Secondo Eurostat, nel 2025 l’attività campeggistica complessiva negli stati membri ha raggiunto i 413 milioni di pernottamenti, segnando una crescita del 28,5 per cento rispetto al 2015 (un decennio fa) e superando di gran lunga lo sviluppo del settore alberghiero.
Tuttavia la Grecia non figura tra i primi dieci stati europei con la maggiore crescita nel settore del campeggio organizzato, i cui pernottamenti rappresentano meno dell’1 per cento del volume turistico complessivo del Paese, contro una media del 13,4% nell’UE.
Secondo uno studio dell’INSETE (l’associazione degli operatori turistici greci), nel 2024 la Grecia contava 293 strutture campeggistiche, con 1.149 bungalow e 22.830 piazzole. Nella classificazione alberghiera si osserva una forte concentrazione di campeggi a due stelle (65 per cento) e tre stelle (21 per cento), mentre scarseggiano le offerte più lussuose a quattro stelle (7 per cento) e 5 stelle (1 per cento).
Le infrastrutture obsolete in molte strutture private e la stagionalità, ma anche la monocultura di forme di turismo basate sulle strutture alberghiere e sugli alloggi a breve termine, non offrono al settore lo slancio necessario per un’ulteriore crescita, che darebbe un “respiro” alle forme alternative di turismo specialmente nelle aree turistiche sovrappopolate.
Mancanza di un piano per campeggi e camper
Nel nuovo Quadro di pianificazione territoriale (EHP) del turismo presentato l’11 maggio dai ministeri dell’Ambiente (YPEN) e del Turismo non è presente un capitolo specifico relativo al turismo in campeggio o con camper e roulotte. Tuttavia vi sono diverse previsioni e riferimenti indiretti che riguardano il settore campeggisstico. L’elemento principale che emerge dal documento è che i “campeggi turistici organizzati” sono ufficialmente riconosciuti come “strutture ricettive principali” nell’ambito della pianificazione delle infrastrutture turistiche. Tale previsione sembra integrare questa specifica forma di turismo nell’industria turistica tradizionale. Inoltre il Piano di sviluppo turistico (EHP) sostiene in diversi punti lo sviluppo di “forme di turismo speciali e alternative”, specialmente nelle isole e nelle regioni soggette a pressione ambientale. Questo elemento appare cruciale per il turismo campeggistico, in quanto allineato con la logica del modello di turismo più sostenibile e decentralizzato proposto dal nuovo piano, pur senza disposizioni esplicite rispetto al ruolo esatto dei campeggi.
Ciononostante, in un’intervista a Efsyn, Kostantinos Papadopoulos, presidente dell’Unione panellenica dei proprietari di campeggi, si dichiara cautamente ottimista sull’andamento del settore, anche per la stagione in corso, con l’incognita rappresentata dagli sviluppi in Medio Oriente. “Il turismo soffre, ma non è moribondo”, è il suo primo commento.
Gli abbiamo chiesto del quadro normativo modificato lo scorso anno dal Ministero del turismo e del nuovo Codice della strada, che ha causato non pochi problemi ai proprietari di roulotte e camper oltre a lamentele da parte dei gestori di campeggi, la cui clientela è diminuita a causa del fatto che molti turisti hanno deciso di non venire in Grecia. “La legge vieta il campeggio libero e in passato molti preferivano soggiornare al di fuori dei campeggi organizzati. Quando la legge è stata applicata, sono cominciati i problemi. Molte persone hanno fatto allarmismo sostenendo che non avremo lavoro, soprattutto le aziende situate vicino ad aree o ex aree di campeggio libero. Ma in realtà il settore del campeggio in Grecia non ha problemi sostanziali. Le aree di campeggio sono strutture ricettive principali, non ausiliarie. Quando una stagione va bene, va bene per tutti. È una catena”.
Rispetto al problema delle infrastrutture, Papadopulos non rileva particolari criticità nei campeggi e sottolinea che L’Ente nazionale del turismo (ΕΟΤ) effettua ispezioni – che dovrebbero essere rafforzate nelle strutture che non rispettano i requisiti – e impone sanzioni.
L’”autogol” dei camper
Lo scorso anno la legge n. 5170/2025 del Ministero del turismo e il nuovo Codice della strada hanno suscitato un acceso dibattito e forti reazioni, poiché di fatto non consentivano alcuna sosta ai camper al di fuori delle aree di campeggio organizzate. Questo aspetto ha provocato forti polemiche da parte dell’Associazione greca dei camperisti (ELAT) e delle corrispondenti organizzazioni internazionali, con il risultato che nel febbraio del 2026 il comando centrale della Polizia greca (EL.AS.) ha inviato a tutte le stazioni di polizia del Paese una circolare chiarificatrice affermando che la sosta senza allacciamenti è consentita a tutti i camper di lunghezza fino a 7,5 metri, in conformità con le disposizioni del Codice della strada. In pratica, questo significa che i camper possono sostare in tutte le zone del Paese esattamente come un’autovettura, a condizione che i proprietari non installino strutture fisse come tavoli, sedie, barbecue e simili.
Come spiega la presidente dell’ELAT Stefania Papadaki, “il camper ha gli stessi diritti e gli stessi obblighi di un’autovettura, ma deve pagare tasse di circolazione elevate. Ci sottoponiamo al controllo tecnico, paghiamo una doppia assicurazione, versiamo una tassa di lusso e ogni anno effettuiamo la revisione periodica delle emissioni inquinanti”. Secondo Papadaki, i proprietari dei camper continuano tuttavia a incontrare problemi con gli agenti della Polizia greca (EL.AS.) e con le polizie municipali locali, che continuano a imporre multe per ignoranza della legge. Per questo motivo i membri dell’ELAT e i visitatori stranieri con camper hanno ricevuto copia del quadro giuridico e della circolare interpretativa, tradotti in 5 lingue. “L’anno scorso abbiamo visto camper e auto private parcheggiate sulle spiagge e abbiamo notato che gli agenti multavano i camper ma non le auto. Se quest’anno dovesse accadere di nuovo, faremo causa alle autorità di polizia responsabili delle sanzioni sulla base dell’incostituzionalità dei provvedimenti”, spiega Papadaki..
In Grecia circolano circa 1.200 camper con targa greca e nel 2024 ne sono arrivati circa altri 50.000 dall’estero. “All’estero, ovunque andiamo non abbiamo problemi. Solo in Grecia si verificano queste situazioni spiacevoli. Il camper viene trattato come un bersaglio. Ma noi non guadagniamo soldi con i camper, lo facciamo per hobby», conclude Papadaki, sottolineando che in Grecia non esistono ancora aree di sosta organizzate per camper e che soltanto di recente sono stati creati alcuni parcheggi per veicoli di grandi dimensioni.
Allo stesso tempo, Papadaki descrive come illegali le pratiche adottate da comuni come Glyfada (Attica) e Pylos-Nestoras (Peloponneso), in quanto il Codice della strada non prevede una segnaletica che vieti la sosta dei camper.
Eppure non tutte le autorità locali sono ostili ai camper. L’amministrazione regionale di Creta ha partecipato a una fiera in Germania invitando i viaggiatori a visitare l’isola, mentre alla fine di aprile e all’inizio di maggio il comune di Paionia (Macedonia centrale) ha invitato il Club dei camperisti greci a un raduno organizzato per le celebrazioni del primo maggio. Presto un’altra amministrazione comunale del Peloponneso seguirà lo stesso esempio.
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Questo articolo è stato prodotto nell’ambito di PULSE, un’iniziativa europea coordinata da OBCT che sostiene le collaborazioni giornalistiche transnazionali
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