Moldova, l’ombra della presidente Sandu sulle dimissioni del premier Munteanu
Senza spiegazioni ufficiali, la settimana scorsa il premier moldavo Alexandru Munteanu ha rassegnato le proprie dimissioni. Secondo i media, alla base della decisione ci sarebbero dissapori politici e uno scandalo di corruzione che tocca da vicino la presidente Maia Sandu

Il palazzo della presidenza della repubblica a Chișinău – foto Gian Marco Moisé
Il palazzo della presidenza della repubblica a Chișinău - foto Gian Marco Moisé
Venerdì 3 luglio, il Primo Ministro della Repubblica di Moldova, Alexandru Munteanu, ha annunciato le proprie dimissioni su Facebook con un breve messaggio: “Oggi termino il mio mandato da Primo Ministro”. Nessuna spiegazione esplicita è stata offerta da lui o dalla Presidente Maia Sandu, e questo ha generato dibattiti e speculazioni sulle ragioni della fine del suo breve mandato di otto mesi circa.
Lo scandalo della cugina (“Verișoara Gate”)
La prima ipotesi dietro le dimissioni è legata allo scandalo MoldATSA, l’agenzia di Stato che controlla il traffico aereo. A partire da metà giugno, il quotidiano investigativo Ziarul de Garda (ZdG) ha cominciato a porre domande a MoldATSA sulla situazione salariale di alcuni dipendenti, tra cui la stessa portavoce dell’agenzia, nonché cugina della Presidente Maia Sandu, Anastasia Taburceanu.
Secondo i dati ufficiali raccolti da RISE Moldova (una comunità di giornalisti investigativi, ingegneri informatici e attivisti di Moldova e Romania), da giugno 2025 Taburceanu avrebbe percepito oltre un milione di lei (con una media di oltre 75.000 lei o 3700 euro al mese). Nel 2026 in particolare, il suo stipendio avrebbe superato i 120.000 lei (o 6000 euro) al mese. In risposta a RISE, Taburceanu ha dichiarato che il suo stipendio “è di 25.700 lei, a cui si aggiungono i supplementi previsti dalla legge e dai regolamenti interni”. Il 23 giugno, Taburceanu si è dimessa dalla propria posizione a seguito dello scandalo generato dall’inchiesta.
A cadere è stato anche il direttore di MoldATSA Dumitru Vangheli. L’inchiesta di ZdG ha dimostrato la presenza di informazioni false nel suo curriculum vitae, tra cui l’affermazione di essere stato pilota di Air Canada. Il Centro Nazionale Anticorruzione ha poi avviato un’indagine penale su presunti abusi d’ufficio presso MoldATSA. Sono state effettuate perquisizioni presso la sede centrale dell’agenzia e le autorità hanno segnalato pagamenti irregolari di bonus, acquisti senza gare d’appalto, l’assunzione di 33 dipendenti senza concorsi pubblici e casi in cui i dipendenti hanno ricoperto contemporaneamente due o addirittura tre posizioni per periodi prolungati.
Le ripercussioni politiche
Lo scandalo ha evidenziato un sistema di connivenza tra il Partito d’Azione e Solidarietà (PAS) di Maia Sandu ed alcune agenzie pubbliche. Figura di spicco di PAS, Radu Marian si è dimesso dalla carica di presidente della Commissione per l’economia, il bilancio e le finanze del Parlamento (ma non dal ruolo di deputato) dopo aver ammesso di aver raccomandato Vangheli per la posizione e di conoscerlo personalmente fin dall’infanzia. Lo scandalo ha portato anche alle dimissioni del direttore dell’Agenzia per la Proprietà Pubblica Roman Cojuhari che avrebbe dovuto controllare i documenti delle assunzioni di MoldATSA.
Il leader di PAS e presidente del Parlamento, Igor Grosu, si è scusato pubblicamente con i cittadini per gli errori commessi nella gestione del caso, definendo l’inchiesta di ZdG una “dura lezione” che ha messo in luce le vulnerabilità delle istituzioni pubbliche. Grosu ha annunciato provvedimenti disciplinari all’interno del partito di governo, tra cui l’espulsione di Anastasia Taburceanu e l’allontanamento di Petru Bondari, Mihai Bondari e Lilia Coică, questi ultimi sospettati di conflitto di interessi legati alle attività di estrazione di sabbia a Coșnița e Pârâta, nel distretto di Dubăsari. Ha inoltre chiesto al governo di rimuovere Petru Bondari dalla carica di direttore della società statale di riciclaggio di metalli Metalferos (società nota al pubblico perché legata all’ascesa economica dell’oligarca Vladimir Plahotniuc).
Infine, in un’intervista a Pro TV la Presidente Maia Sandu si è distanziata dalla cugina e dalla sua assunzione definendo il “denaro immeritato” e dicendo che le somme dovranno essere restituite: “Nel caso più complicato, se non fosse possibile restituire le somme a MoldATSA, tutto questo denaro dovrebbe essere donato a un ente di beneficenza per bambini, a una casa di riposo. Ci sono molti modi per utilizzare questi soldi.”
I dissapori politici
Eppure, nella conferenza stampa organizzata dopo le dimissioni di Alexandru Munteanu, la Presidente ha dichiarato che “le speculazioni secondo cui [Munteanu] avrebbe voluto combattere gli abusi e non gli sarebbe stato permesso sono false. […] Il Primo Ministro aveva piena libertà di guidare il governo come riteneva opportuno. Ha scelto di dimettersi”.
Riguardo alle possibili insoddisfazioni di Munteanu, Maia Sandu ha parlato del “rapporto interpersonale” con il Ministro dell’Istruzione, Dan Perciun. Perciun ha poi confermato di aver avuto una discussione “più accesa” con Alexandru Munteanu martedì scorso in merito alla riforma fiscale e di bilancio.
Tra le riforme proposte da Munteanu figurerebbero l’aumento dell’IVA su alimenti e servizi di base, nonché una serie di aumenti salariali per i dipendenti statali. Munteanu stesso non ha offerto spiegazioni. Al di là delle differenze ideologiche è evidente però che Munteanu, un uomo senza precedente esperienza legislativa o di governo, è divenuto capo di un esecutivo dalla forte connotazione politica pur essendo estraneo sia a PAS che alle dinamiche di potere del circolo presidenziale.
Sandu ha descritto l’ex primo ministro come “un brav’uomo”, che a suo avviso “ha le migliori intenzioni”, ma ha specificato che avrebbe preferito che fosse più coinvolto e spiegasse meglio alla popolazione le riforme da lui proposte. Anche se inizialmente Munteanu aveva lasciato intendere che avrebbe assunto il ruolo di primo ministro fino alla designazione di un nuovo governo, la partenza è stata immediata, suggerendo che i disaccordi siano profondi.
Il ruolo di primo ministro ad interim è passato al vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Eugen Osmochescu, un altro tecnico. La Presidente ha iniziato questa settimana le consultazioni interne a PAS per designare un nuovo premier e ha garantito un nuovo governo entro tre settimane.
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