Moldova, la grande sfida dell’integrazione europea dell’agricoltura
Il 15 giugno la Moldova ha avviato i negoziati di adesione con l’Unione europea. In questo paese dove il 45% delle esportazioni sono prodotti agroalimentari e dove il settore agricolo occupa il 21% dei lavoratori, l’agricoltura si appresta ad una trasformazione radicale in pochi anni. L’obiettivo di ChiÈ™inău è entrare nell’UE entro il 2030

Vigne in Moldova © Nomad Pixel/Shutterstock
Vigne in Moldova © Nomad Pixel/Shutterstock
Nel maggio del 2025, il governo della Repubblica di Moldova ha approvato il Programma nazionale di adesione all’Ue 2025–2029 (Programul Național de Aderare, PNA), îl principale documento strategico che guida il paese nel processo di integrazione europea. Il programma stabilisce un piano per adeguare la legislazione moldava alle norme Ue, indicando priorità , riforme e tempistiche per il processo di adesione.
Il governo moldavo considera il 2030 come possibile anno di ingresso nell’Unione anche se, viste le numerose riforme ancora da realizzare e la complessità dei negoziati, l’obiettivo appare molto ambizioso.
Il PNA è articolato in sei cluster negoziali, che raggruppano le principali aree di riforma e di adeguamento agli standard Ue. Il primo cluster è stato aperto lo scorso 15 giugno.
Particolarmente rilevante per la Moldova è il cluster 5 che comprende agricoltura, sviluppo rurale, sicurezza alimentare, pesca e politiche regionali. Si tratta di un ambito cruciale per un paese dove il settore agricolo continua a svolgere un ruolo importante nell’economia nazionale e nelle esportazioni.
Il ruolo dell’agricoltura nell’economia della Moldova
Nonostante le profonde trasformazioni economiche degli ultimi decenni, il settore agricolo rimane uno dei pilastri dell’economia moldava e uno degli ambiti maggiormente interessati dal processo di armonizzazione con l’acquis dell’Ue.
Secondo i dati dell’agenzia governativa moldava che promuove gli investimenti nel paese, il settore agricolo rappresenta circa il 12% del PIL in media negli ultimi anni, con oltre il 21% della forza lavoro impiegata. L’agroalimentare rappresenta circa il 45% delle esportazioni. La sua crescita verso il mercato europeo è stata favorita dall’entrata in vigore degli Accordi di libero scambio globali e approfonditi (DCFTA) nel 2016, che ha facilitato l’accesso dei prodotti moldavi nel mercato unico europeo. Le principali esportazioni agroalimentari comprendono frutta, cereali, ortaggi e prodotti trasformati, come l’olio di semi di girasole e il vino.
Nonostante la crescita delle esportazioni verso l’UE, il settore agroalimentare continua comunque ad affrontare numerose sfide. Le guerre in Ucraina e in Iran hanno contribuito all’aumento dei prezzi dell’energia, dei carburanti e dei fertilizzanti, facendo crescere i costi di produzione.
Persistono inoltre forti differenze tra le aziende più grandi, già integrate nei mercati internazionali, e le piccole aziende familiari, che faticano ad adeguarsi ai costosi standard europei. Il settore è inoltre caratterizzato da una debole aggregazione tra i produttori e da politiche fiscali e sistemi di sostegno pubblico considerati insufficienti dai produttori stessi.
I principali cambiamenti in corso nelle istituzioni
Tra gli obiettivi principali del processo di integrazione europea figurano l’allineamento delle normative fitosanitarie e veterinarie agli standard dell’UE, il rafforzamento della sicurezza alimentare e della tracciabilità dei prodotti, il sostegno alle aree rurali e l’aumento della competitività delle produzioni moldave sui mercati europei.
Uno degli elementi centrali di questo processo è la costruzione di un sistema amministrativo e di controllo simile a quello degli Stati membri dell’UE. Per sostenere questo processo, la Moldova sta sviluppando il Sistema Integrato di Amministrazione e Controllo, ancora nelle fasi iniziali di attuazione.
Il sistema comprende strumenti come il registro digitale degli agricoltori, l’identificazione delle parcelle agricole e il rafforzamento del registro nazionale degli animali, con l’obiettivo di migliorare la tracciabilità delle produzioni, la gestione dei programmi di sostegno e la trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici.
Inoltre, sono in corso l’adeguamento del sistema di contabilità agricola e la creazione di una rete di dati sulla sostenibilità delle aziende agricole. Un ulteriore intervento riguarda non solo il monitoraggio, ma anche la trasparenza dei dati sui mercati agricoli.
A tal fine è prevista la realizzazione del Sistema Informativo per il Mercato Agricolo, una piattaforma che raccoglierà informazioni su prezzi, produzione, scorte e scambi commerciali, migliorando la capacità delle istituzioni di analizzare il settore.
Esempi di armonizzazione
Le due filiere tradizionali moldave, quella lattiero-casearia e quella ortofrutticola, rappresentano casi rilevanti di adeguamento progressivo agli standard Ue richiesti.
Per il comparto del latte e dei prodotti lattiero-caseari, il sistema di regolazione definisce criteri chiari relativi a qualità , sicurezza alimentare, etichettatura, confezionamento e trasporto, applicabili sia alla produzione nazionale sia alle importazioni. Il controllo è affidato all’autorità nazionale per la sicurezza alimentare.
Nel complesso, il quadro normativo risulta già ampiamente allineato alle pratiche europee e internazionali, soprattutto in relazione alla classificazione dei prodotti, alla gestione dei derivati del latte e ai requisiti igienico-sanitari lungo l’intera filiera.
Un’impostazione simile caratterizza anche i prodotti a base di grassi vegetali e animali (come la margarina e il burro) destinati al consumo umano e all’industria alimentare, con particolare attenzione alla trasparenza dell’etichettatura.
Nel settore della frutta e della verdura fresca, il sistema di controllo si concentra invece sulla conformità ai criteri di commercializzazione lungo tutte le fasi della filiera: dalla produzione alla selezione fino alla vendita. Vengono definiti standard comuni relativi alla classificazione qualitativa, all’aspetto esteriore, alla calibrazione, all’assenza di difetti e alla tracciabilità .
Questo approccio contribuisce a ridurre l’eterogeneità dell’offerta sul mercato interno e a facilitare l’accesso ai mercati esteri. Parallelamente, un ruolo crescente è svolto dalle organizzazioni dei produttori agricoli, che attraverso forme associative cercano di rafforzare il potere contrattuale e migliorare il coordinamento dell’offerta.
Tuttavia, questo processo è ancora in fase di consolidamento e rappresenta uno dei principali nodi del settore ortofrutticolo.
Infine, anche il sistema delle indicazioni geografiche in Moldova è strettamente legato al processo delle politiche di qualità UE. Per ottenere la registrazione, i prodotti devono rispettare indicazioni tecniche dettagliate approvate dall’autorità competente, che definiscono origine geografica, caratteristiche qualitative, metodi di produzione e sistemi di controllo.
Questo modello riprende l’impostazione europea basata su tracciabilità , legame con il territorio e standard uniformi di qualità .
Accanto alle denominazioni di origine, sono registrate diverse Indicazioni Geografiche Protette (IGP) che includono una gamma più ampia di prodotti agroalimentari, tra cui dolci tradizionali, vino, miele, frutta secca lavorata, spezie e prodotti a base di carne, valorizzando non solo la qualità del prodotto, ma anche il contesto geografico, ambientale e culturale moldavo.
Un’integrazione differenziata
Nel complesso, il settore agricolo moldavo è in una fase di profonda trasformazione. Le riforme non riguardano soltanto l’adeguamento della normativa agli standard UE, ma coinvolgono l’intero sistema di governance agricola, dalla produzione alla gestione dei dati, fino ai meccanismi di controllo e di sostegno pubblico.
Si osserva un progressivo allineamento all’acquis dell’UE in ambiti quali la politica della qualità , comprese le indicazioni geografiche e la certificazione biologica, la regolazione dei mercati agricoli, la sicurezza alimentare e la digitalizzazione dei sistemi amministrativi.
Tuttavia, il processo procede a velocità diverse. Alcuni settori, come le certificazioni di qualità e la produzione biologica, risultano più avanzati, mentre altri, tra cui l’organizzazione dei produttori, l’integrazione dei sistemi informativi e la raccolta dei dati, sono ancora in fase di consolidamento.
La riuscita delle riforme dipenderà dalla loro effettiva applicazione sul territorio. Sarà quindi essenziale sostenere le piccole e medie aziende agricole, che costituiscono gran parte del tessuto produttivo nazionale ma dispongono spesso di risorse limitate.
Allo stesso tempo, saranno necessari investimenti per l’adattamento ai cambiamenti climatici, in particolare nel potenziamento dei sistemi di irrigazione nelle regioni più esposte alla siccità .
Un ruolo importante spetta anche alla formazione delle nuove generazioni di agricoltori e tecnici, attraverso il rafforzamento degli istituti agrari e delle università specializzate. Parallelamente, contrastare lo spopolamento delle aree rurali richiederà salari più competitivi, occupazione stabile e servizi pubblici adeguati.
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Questo articolo è stato realizzato nell'ambito del progetto "InteGraLe - Balcani occidentali e Trio a confronto: mercato unico, coesione e politica regionale per l’integrazione graduale nell’UE". Il progetto è realizzato con il contributo dell’Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione Storica – Direzione Generale per gli Affari Politici e la Sicurezza Internazionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ai sensi dell’art. 23 – bis del DPR 18/1967. Le opinioni contenute nella presente pubblicazione sono espressione degli autori e non rappresentano necessariamente le posizioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.Â
Il lavoro è stato supportato anche da un Marie Curie Staff Exchange nell’ambito del programma UE Horizon Europe (acronimo del progetto: ORCA, grant n. 101182752).









