“Ce l’hai un doppione”?: la passione per le figurine Panini nei Balcani

Con i Mondiali di calcio sono tornate di moda le figurine Panini. A Skopje, gli scambi di figurine riuniscono bambini, genitori e collezionisti attorno ad una passione condivisa, lontano dagli schermi

17/08/2026, Yugo-fille
Figurine dei mondiali 2026 © cfg1978/Shutterstock

Figurine dei mondiali 2026 © cfg1978/Shutterstock

Figurine dei mondiali 2026 © cfg1978/Shutterstock

(Originariamente pubblicato da Le Courrier des Balkans)

È sabato, mezzogiorno. In un parco pubblico a Skopje, il piccolo Vladimir, otto anni, partecipa per la prima volta ad uno scambio di figurine dei Mondiali. Con una lista accuratamente preparata in una mano e una pila di doppioni nell’altra, si è fatto strada tra centinaia di collezionisti, ponendo instancabilmente la stessa domanda: “Ce l’hai un doppione?”.

Alla vigilia dei Mondiali, nonostante la Macedonia del Nord non si sia qualificata, gli adesivi erano ricercati ovunque. Introvabili in molti chioschi e negozi, sono spariti dagli scaffali in una decina di giorni. I distributori evidentemente non avevano previsto un’impennata di domanda così notevole.

La nostalgia, l’emozione di aprire una nuova bustina, il desiderio di completare un album: ognuno ha le sue ragioni per collezionare. “Non vedo l’ora di scoprire quali giocatori troverò e se otterrò una figurina speciale”, afferma Vladimir completando l’album insieme a suo padre. Per quest’ultimo, la collezione è soprattutto un viaggio nel tempo: gli ricorda le estati della sua infanzia, trascorse a sfogliare album e a memorizzare i nomi di tutti i giocatori.

Un hobby sempre più costoso

Negli ultimi anni, la passione per le figurine ha conosciuto una vera e propria rinascita. I campionati mondiale ed europeo e altri grandi eventi sportivi, ma anche la nostalgia della generazione dei millennial, hanno portato ad un rinnovato interesse per le figurine.

Dietro l’idea romantica del collezionismo si cela però un modello economico ben collaudato.

“Collezionare figurine è sempre stato un passatempo costoso. Per questi Mondiali, una confezione costa 1,20 euro e l’album contiene 980 figurine. Per completarlo servono circa 250 euro, quasi un terzo dello stipendio medio nei Balcani”, spiega Staniša Davidović, amministratore di un gruppo regionale di scambio di figurine. “Ciononostante, le persone risparmiano e si preparano in anticipo. L’interesse è ancora molto alto”.

Nell’immaginario collettivo, il nome Panini è diventato sinonimo di figurine. L’azienda italiana ha reso popolare questo tipo di collezionismo negli anni Settanta e ha dominato il mercato per diversi decenni. Oggi, altre aziende acquisiscono talvolta i diritti per alcuni importanti eventi sportivi.

Tuttavia, la distribuzione nei Balcani rimane disomogenea. Alcune collezioni non arrivano mai in Macedonia del Nord. “Per il Campionato europeo del 2024, gli album non erano disponibili qui. Siamo stati costretti ad andare in Serbia per comprarli”, racconta Dimitar Milošeski, un appassionato collezionista di Skopje.

Per alcuni, la passione per le figurine diventa anche l’occasione per scambi economici. Sui social ci si imbatte spesso in annunci del tipo “300 figurine per 50 euro”. I collezionisti vendono o scambiano doppioni, ma anche vecchi album e figurine legate al mondo del calcio, a serie come Stranger Things o a Peppa Pig. Alcuni pezzi rari raggiungono prezzi considerevoli.

In occasione di una fiera per collezionisti tenutasi a Zagabria lo scorso anno, Igor Petkov ha rappresentato la Macedonia del Nord con la sua collezione di carte e figurine, alcune risalenti all’epoca jugoslava.

“Alcune di queste carte sono molto preziose, ma questo non ha nulla a che vedere con il loro prezzo. Per me, il loro vero valore va ben al di là dell’aspetto economico”, spiega Petkov, che organizza raduni annuali di collezionisti nella Macedonia del Nord.

Una passione condivisa

Uno degli aspetti più affascinanti del collezionismo di figurine è lo scambio. Nei cortili delle scuole, nei locali o nei parchi, gli album passano di mano in mano e ognuno cerca i numeri che gli mancano.

A Skopje, gli incontri di scambio riuniscono partecipanti “dai 7 ai 77 anni”. Il sistema si basa su un principio semplice: scambiare di più per comprare di meno. Se il mercato incentiva il consumo, i collezionisti privilegiano la cooperazione.

Questo processo contribuisce alla comunicazione, alla fiducia e al sostegno reciproco. Così si creano le comunità che trascendono generazioni e contesti sociali. Studenti, pensionati, genitori, appassionati di sport e collezionisti esperti si uniscono attorno ad un obiettivo comune: completare il proprio album.

Internet ha ampliato considerevolmente queste reti. Gli scambi, un tempo limitati al quartiere o alla scuola, ora continuano sui social e in gruppi specializzati che a volte contano diverse migliaia di membri.

“Prima ci scambiavamo informazioni con gli amici del quartiere. Oggi ci organizziamo online con una comunità molto più ampia”, spiega Dimitar Milošeski, amministratore di un gruppo che conta oltre tremila membri.

“In occasione dei Mondiali 2026, molti ragazzi si sono cimentati per la prima volta con gli album di figurine. È curioso notare come le generazioni cresciute con uno smartphone in mano siano ancora appassionate di questi album”, osserva Milošeski.

Per i bambini più piccoli, collezionare è più di un semplice hobby. Lo scambio insegna loro a comunicare, negoziare e scendere a compromessi. Attraverso le pagine colorate degli album, scoprono anche paesi, bandiere, squadre e giocatori. E soprattutto, per ore restano lontani dagli schermi.

Molto più che semplice gioco

Per chi non ha mai collezionato figurine, non è facile comprendere l’emozione che si prova aprendo una nuova bustina o trovando la figurina ricercata da settimane.

Lo scambio di figurine non riguarda solo la collezione. Riguarda anche le connessioni sociali, la condivisione e le comunità che si costruiscono attorno ad una passione comune.

In un mondo sempre più digitale e individualista, una domanda molto semplice continua a unire le persone: “Ce l’hai un doppione?”.

Poche ore dopo l’inizio dell’incontro al parco di Skopje, Vladimir se n’è andato con decine di nuove figurine e una lista molto più breve di quelle che gli mancavano. Per lui è solo un gioco. Per migliaia di collezionisti nei Balcani, è la conferma che un vecchio passatempo continua, ancora oggi, a creare legami.


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