Bosnia Erzegovina: appello per la tutela del cimitero partigiano di Mostar

Dopo l’inclusione del cimitero monumentale dei partigiani di Mostar nella Lista dei sette monumenti europei più a rischio, Europa Nostra, la principale rete della società civile per la tutela del patrimonio culturale, ha pubblicato un rapporto invitando a garantire la salvaguardia e la rivitalizzazione dello straordinario monumento antifascista

01/06/2026, Mašina
Il cimitero dei partigiani a Mostar, BiH - © Bruno Maran

Il cimitero dei partigiani a Mostar, BiH

Il cimitero dei partigiani a Mostar, BiH - © Bruno Maran

(Originariamente pubblicato da Mašina)

“Nonostante il suo status di capolavoro protetto dell’architettura commemorativa e antifascista, il memoriale, opera di Bogdan Bogdanović, è ancora seriamente minacciato a causa del sistematico abbandono e del vandalismo estremista, soprattutto dopo la distruzione deliberata di oltre settecento lapidi nel 2022”, denuncia il rapporto di Europa Nostra.

Il gruppo di esperti europei raccomanda una serie di misure specifiche per la tutela e la valorizzazione del cimitero monumentale dei partigiani, sottolineando:

– esigenze di sicurezza urgenti: lo stato allarmante e inaccettabile del sito richiede l’introduzione misure di protezione fisica e l’accertamento della responsabilità penale degli autori di atti vandalici

– responsabilità condivisa: è importante attivare e coordinare adeguatamente tutti i livelli di governo in Bosnia Erzegovina affinché la rivitalizzazione del monumento diventi una priorità, con un coinvolgimento di tutti gli esperti e gli altri attori competenti (a livello locale, nazionale ed europeo) e un’adeguata supervisione da parte della Commissione per la tutela dei monumenti nazionali

– sostegno europeo e internazionale: considerando l’importanza europea del cimitero monumentale dei partigiani e il suo valore multiforme, è essenziale garantire il sostegno strategico e/o finanziario da parte dell’UE, dell’UNESCO e del Consiglio d’Europa

– necessità di investire nell’educazione e nella memoria: è fondamentale sviluppare attività educative e interpretative adeguate a beneficio di tutte le generazioni, con particolare attenzione all’eredità di Bogdan Bogdanović

– uso multifunzionale: sfruttare il potenziale del sito per il turismo e la resilienza climatica, a beneficio e per il benessere della popolazione locale e dei turisti che visitano Mostar

Mettere il patrimonio culturale al centro dello sviluppo democratico

“Questo rapporto non è solo un monito. È anche un invito: a ritornare ai valori europei, a difendere lo stato di diritto, a investire nella resilienza istituzionale e nella competenza professionale e a porre il patrimonio culturale al centro dello sviluppo democratico e del futuro europeo comune dei cittadini e delle comunità locali in Bosnia Erzegovina”, sottolinea Europa Nostra.

Il rapporto è stato redatto da un team europeo di esperti: Guy Clausse, vicepresidente di Europa Nostra (Lussemburgo), Sneška Quaedvlieg-Mihailović, segretaria generale di Europa Nostra (Paesi Bassi), Joachim Schneider, economista e urbanista (Germania), e David Castrillo, architetto (Spagna).

All’elaborazione del rapporto hanno contribuito anche alcuni esperti indipendenti della Bosnia Erzegovina e di altri paesi ex-jugoslavi, tra cui Senada Demirović (responsabile dell’ong IDEAA, che ha presentato la richiesta di includere il memoriale di Mostar nel Programma dei sette siti europei più a rischio nel 2023), Amra Hadžimuhamedović (presidente del Centro per la pace e il patrimonio e membro del comitato consultivo del Programma dei sette siti più a rischio), Dragan Markovina (storico croato, nato e cresciuto a Mostar) e Slavica Vujović (architetto e presidente di Europa Nostra Serbia, specializzata in conservazione, nata e cresciuta a Mostar).

Il rapporto si basa sui risultati di una missione condotta a Mostar e Sarajevo nell’ottobre del 2024, durante la quale gli esperti di Europa Nostra hanno dialogato con i rappresentanti delle autorità e delle istituzioni competenti della Bosnia Erzegovina, dell’UE e dell’UNESCO, ma anche con i membri della comunità accademica e della società civile.

I risultati della missione sono stati ulteriormente integrati e arricchiti con contributi e raccomandazioni di esperti, comprese le conclusioni della prima conferenza regionale, svoltasi a Mostar dal 25 al 28 settembre 2025 in occasione del sessantesimo anniversario della costruzione del cimitero monumentale dei partigiani.