Richiedenti asilo in Montenegro: quando neanche il timore di persecuzione รจ sufficiente
Il Montenegro accoglie pochissime richieste di asilo motivate dallโorientamento sessuale e dallโidentitร di genere. Nonostante la normativa nazionale preveda protezione basata sullโidentitร , i tribunali spesso interpretano in modo restrittivo il concetto di timore di persecuzione e chiedono prove impossibili da fornire

Persona di schiena con zainetto LGBT
Persona di schiena con zainetto LGBT ยฉ Dutchmen Photography/Shutterstock
(Originariamente pubblicato da CIN-CG)
Stando ai dati della Direzione per lโasilo del ministero dellโInterno, nel periodo 2022-2025 in Montenegro sono state presentate ventisette richieste di asilo motivate principalmente dallโorientamento sessuale e dallโidentitร di genere. Di queste soltanto due sono state accolte, entrambe presentate da cittadini russi. Otto procedimenti si sono conclusi, mentre due sono ancora in corso. La maggior parte delle richieste รจ stata presentata da cittadini russi (quindici in totale). Seguono Turchia (sette), Iran (tre), Bielorussia (una) e Tunisia (una).
Il Centro per il giornalismo investigativo del Montenegro (CIN-CG) ha avuto accesso alle sentenze del Tribunale amministrativo. Dallโanalisi delle sentenze emerge che il tasso cosรฌ basso di riconoscimento dellโasilo รจ legato non tanto al quadro giuridico, quanto alla sua interpretazione pratica.
In alcuni casi, le richieste sono state respinte perchรฉ i richiedenti non hanno dimostrato di aver subito persecuzioni in passato o non hanno fornito prove concrete. Tuttavia, nelle linee guida internazionali si sottolinea che le persecuzioni basate sullโorientamento sessuale e sullโidentitร di genere spesso avvengono senza lasciare tracce formali.
Alcuni dei richiedenti respinti provengono da paesi in cui le organizzazioni internazionali segnalano gravi rischi per la popolazione LGBT. Tre delle domande sono state presentate da persone provenienti dallโIran, dove le relazioni omosessuali sono talvolta punite con la fustigazione o la pena di morte.
Uno dei richiedenti รจ originario della Tunisia, dove il codice penale prevede una pena detentiva fino a tre anni per i rapporti omosessuali. Le organizzazioni internazionali attive in Tunisia registrano anche casi di visite mediche forzate a uomini accusati di omosessualitร . Gli esperti considerano queste visite una forma di tortura.
Sette richieste sono state presentate da persone provenienti dalla Turchia, dove lโomosessualitร non รจ reato, ma le organizzazioni per i diritti umani denunciano i divieti imposti ai Gay Pride, la violenza della polizia e gli arresti di massa dei partecipanti agli incontri LGBT.
Il maggior numero di richieste di asilo รจ stato presentato da cittadini russi. Dallโinizio dellโinvasione dellโUcraina nel febbraio 2022, la situazione delle persone LGBT in Russia รจ ulteriormente peggiorata. Nel 2022, il parlamento russo ha modificato la legge sul divieto della cosiddetta propaganda LGBT e il 30 novembre 2023 la Corte Suprema ha incluso โil movimento LGBT internazionaleโ tra le organizzazioni estremiste. Queste decisioni spianano la strada al perseguimento penale degli attivisti e di tutti quelli che le autoritร considerano sostenitori dei diritti LGBT.
Secondo numerose fonti, alle modifiche legislative di cui sopra hanno fatto seguito retate, arresti e unโintensificazione della repressione. Un caso emblematico รจ quello dellโaccompagnatore turistico Andrej Kotov, accusato di aver creato una โcomunitร estremistaโ per aver organizzato viaggi per uomini gay. Kotov รจ morto in custodia cautelare un mese dopo lโarresto. Le autoritร russe sostengono che si sia trattato di suicidio, ma le organizzazioni per i diritti umani esprimono dubbi, affermando che Kotov aveva denunciato abusi fisici subiti in custodia prima della sua morte.
Il CIN-CG ha preso visione delle quattro sentenze del Tribunale amministrativo, che ha riesaminato le decisioni di rigetto del ministero dellโInterno a seguito dei ricorsi presentati dai richiedenti asilo. Si tratta delle richieste di tre cittadini russi e di un cittadino iraniano. In tre casi, le richieste sono state definitivamente respinte, mentre un procedimento รจ ancora in corso.
Nonostante il quadro legislativo del Montenegro in materia di asilo sia considerato avanzato, le sentenze sopra citate rivelano unโinterpretazione restrittiva del concetto di fondato timore di persecuzione.
Nelle sentenze, non รจ sempre chiaro su quali fatti si basi la decisione delle autoritร giudiziarie. Secondo i giudici del Tribunale amministrativo, Saลกa Vukotiฤ, che รจ anche portavoce del tribunale, e Davor Stojkoviฤ, responsabile dellโUfficio per le pratiche giudiziarie, il database dellโAgenzia dellโUnione europea per lโasilo (EUAA) rappresenta un supporto fondamentale nella valutazione di questi casi.
Lโorganizzazione non governativa Graฤanska Alijansa [alleanza civica], con sede a Podgorica, ritiene che la trasparenza sarebbe maggiore se i tribunali indicassero esplicitamente nelle loro motivazioni quali fonti utilizzano riguardo ai paesi di provenienza dei richiedenti asilo.
Le persone che hanno lasciato il proprio paese proprio per sfuggire alla violenza rischiano quindi di trovarsi nella situazione paradossale di vedersi negata la protezione in Montenegro solo perchรฉ sono fuggite prima di subire violenza.
Il timore di persecuzione
La Direzione per lโasilo afferma che il sistema montenegrino di protezione internazionale รจ armonizzato con la Convenzione di Ginevra e con la legislazione pertinente dellโUnione europea. Lโorientamento sessuale e lโidentitร di genere, come spiega la Direzione, possono essere rilevanti per la valutazione delle richieste presentate da persone appartenenti a determinati gruppi sociali.
Lโarticolo 11 della Legge sulla protezione internazionale e temporanea degli stranieri sancisce il principio di non respingimento (non refoulement), secondo cui un rifugiato non puรฒ essere respinto verso i territori dove la sua vita o la sua libertร sarebbero minacciate.
Le linee guida dellโAlto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) chiariscono che il fondato timore di persecuzione puรฒ avere una duplice natura: soggettiva e oggettiva. Lโelemento soggettivo si riferisce al timore personale del richiedente, mentre lโelemento oggettivo implica una valutazione della fondatezza di tale timore in relazione alla situazione nel paese di origine, tenendo conto delle leggi, del comportamento del governo e delle informazioni disponibili sul paese.
โPer riconoscere il timore, non รจ necessario che una persona abbia subito personalmente persecuzioni, se le circostanze dimostrano che persone con le stesse caratteristiche subiscono una repressione sistematicaโ, spiega Slobodan Raลกฤanin, responsabile della protezione presso lโufficio UNHCR in Montenegro. Raลกฤanin sottolinea che in questi casi la testimonianza del richiedente รจ spesso la fonte di prova primaria, e talvolta lโunica, soprattutto quando le minacce provengono dalla famiglia, dalla comunitร o da altri attori non statali. Per questo nelle procedure di asilo รจ possibile applicare uno standard meno rigido, la cosiddetta โragionevole probabilitร โ.
Lโong Graฤanska Alijansa sottolinea che, in pratica, la fondatezza del timore viene spesso valutata in base alla domanda se le autoritร del paese di origine abbiano fornito protezione o meno. โPur non essendo necessario dimostrare formalmente di aver subito violenza fisica, le autoritร spesso cercano indicatori specifici della gravitร della minacciaโ, precisa lโorganizzazione.
Il ministero dellโInterno afferma che ogni richiesta viene valutata individualmente, sulla base di dichiarazioni personali, prove disponibili e informazioni sul paese di origine, e che precedenti esperienze di persecuzione possono essere rilevanti, ma non costituiscono lโunico elemento di valutazione. La Direzione per lโasilo sottolinea che lโappartenenza alla popolazione LGBT di per sรฉ non costituisce un motivo per ottenere la protezione internazionale, ma che in ogni singolo caso รจ necessario valutare il rischio effettivo e personale in caso di rimpatrio.
Il caso di un cittadino iraniano
Nellโottobre 2024, il Tribunale amministrativo ha confermato la decisione di rigetto del ministero dellโInterno in merito alla richiesta di asilo presentata dal cittadino iraniano S.S. il 19 agosto 2021. Il ministero dellโInterno aveva giร respinto la richiesta nel 2022, dopodichรฉ il Tribunale amministrativo aveva rinviato il caso per un riesame nel 2023. In questa seconda fase, nel 2024, il ministero dellโInterno ha nuovamente respinto la richiesta e il Tribunale ha definitivamente confermato il diniego.
Gli avvocati del richiedente sostengono che le autoritร competenti non abbiano valutato adeguatamente il rischio per la vita di S.S. in caso di ritorno in Iran. Nella seconda sentenza del Tribunale amministrativo si cita lโargomentazione degli avvocati per cui il ministero dellโInterno, come previsto dalla Convenzione di Ginevra, avrebbe dovuto tenere conto del fondato timore di persecuzione del richiedente e della possibilitร che venisse condannato a morte al rientro in Iran.
Tuttavia, il Tribune ha concluso che dalla testimonianza del richiedente non emerge un fondato timore di persecuzione. Il richiedente avrebbe collegato le ragioni della sua fuga dallโIran al padre del suo compagno, motivo per cui il caso รจ stato trattato come un conflitto privato piuttosto che come persecuzione ai sensi del diritto internazionale in materia di asilo.
Interpellati dal CIN-CG, i giudici del Tribunale amministrativo spiegano che in questi casi si applica il principio della libertร di giudizio. Quindi, il giudice, sulla base della valutazione delle prove, delle dichiarazioni e della situazione nel paese di origine, valuta se sussista o meno un fondato timore di persecuzione, anche in assenza di prove concrete.
Proprio partendo da tali premesse, il collegio giudicante, nella fase iniziale del procedimento, aveva sottolineato che nel caso del cittadino iraniano era necessario esaminare piรน nel dettaglio il quadro legislativo del paese di origine, compresa la legge della Sharia. Il collegio giudicante aveva quindi annullato la decisione iniziale del ministero dellโInterno, rinviando il caso per un riesame.
I giudici avevano precisato che la situazione reale non era stata adeguatamente e completamente accertata, compresa la valutazione del rischio di pena di morte a causa dellโorientamento sessuale, la possibilitร di protezione da parte dello stato iraniano, nonchรฉ il contesto culturale di stigmatizzazione delle persone LGBT.
Tuttavia, durante il procedimento di appello, un altro collegio giudicante ha confermato il provvedimento di diniego, motivando la decisione con il fatto che il richiedente non aveva fornito prove sufficientemente solide che potessero indicare un rischio individuale di persecuzione.
Secondo le linee guida dellโUNHCR, la persecuzione non deve necessariamente provenire direttamente dallo stato, ma puรฒ avere origine dalla famiglia o dalla comunitร se lo stato non รจ disposto o non รจ capace di fornire protezione. Le organizzazioni internazionali avvertono che in paesi come lโIran, dove le relazioni omosessuali sono criminalizzate e punibili con le sanzioni piรน severe, รจ irrealistico aspettarsi unโefficace tutela istituzionale per le persone LGBT.
Il rapporto dellโEUAA sullโIran del giugno 2024 sottolinea che negli anni precedenti sono state eseguite diverse condanne a morte contro uomini accusati di relazioni omosessuali. Altri rapporti indicano che le persone LGBT in Iran, oltre alla repressione statale, sono esposte anche alla violenza da parte della famiglia e della comunitร .
Interpretazioni restrittive
In Montenegro, il maggior numero di domande di asilo viene presentato da cittadini russi. Il CIN-CG ha analizzato tre sentenze del Tribunale amministrativo riguardanti cittadini russi. Due ricorsi sono stati definitivamente respinti, mentre uno deve ancora essere valutato dalla Corte Suprema.
Uno dei casi riguarda il cittadino russo N.T. arrivato in Montenegro allโinizio del 2022. Nella sua domanda di asilo, ha dichiarato di aver lasciato la Russia per timore di persecuzioni in quanto membro della comunitร LGBT, ma anche a causa del deterioramento della situazione politica dopo lโinizio della guerra in Ucraina.
La Direzione per lโasilo ha respinto la richiesta e il Tribunale amministrativo ha confermato il diniego nel maggio 2024. Nella sentenza si afferma che il richiedente non ha dimostrato di essere stato perseguitato personalmente a causa del suo orientamento sessuale prima di lasciare la Russia. Il tribunale ha concluso che lโarrivo del richiedente in Montenegro non era motivato principalmente dal timore di persecuzioni, bensรฌ dal desiderio di instaurare una relazione e proseguire le cure mediche.
Il ministero dellโInterno afferma che in questo caso รจ stata effettuata una valutazione individuale della richiesta, comprese le dichiarazioni rilasciate dal richiedente, le circostanze della sua partenza e le informazioni sul paese di origine.
Secondo la Direzione per lโasilo non รจ stata accertata la sussistenza di gravi atti di persecuzione nรฉ di un rischio effettivo e personale. Per le autoritร montenegrine, la paura soggettiva, in assenza di elementi oggettivi a supporto, evidentemente non รจ sufficiente a configurare un fondato timore di persecuzione.
Ribaltamento in appello
Nel caso del cittadino russo A.L. il Tribunale amministrativo ha invece annullato il provvedimento di diniego disposto dal ministero dellโInterno. Il richiedente aveva presentato domanda di protezione internazionale nel marzo 2022, ma il ministero dellโInterno aveva valutato che il timore di persecuzioni non era il motivo principale della sua partenza dalla Russia e che le istituzioni russe erano capaci di fornirgli una protezione legale adeguata.
Alla fine del 2023, il Tribunale amministrativo ha concluso che non tutte le circostanze rilevanti in Russia erano state prese in considerazione nel procedimento. ร stato sottolineato, tra lโaltro, che la Russia non riconosce piรน la giurisdizione della Corte europea dei diritti dellโuomo, motivo per cui la valutazione del rischio non puรฒ basarsi solo sullโesistenza formale di obblighi internazionali, ma sullโeffettiva applicazione della tutela dei diritti umani.
Lโavvocato di A.L. ha dichiarato che, anche prima di lasciare la Russia, il suo cliente aveva incontrato difficoltร a causa del suo orientamento sessuale, compresi diversi problemi sul lavoro e molestie da parte dei vicini, ma non aveva prove concrete di tali affermazioni. Come motivo diretto per lasciare il paese, ha citato le informazioni ricevute dalla polizia secondo cui sarebbe stato mobilitato per la guerra in Ucraina.
In questo caso, il Tribunale ha ricordato che nelle procedure di asilo non รจ necessario dimostrare che una persona sia giร stata perseguitata, ma รจ sufficiente stabilire che il ritorno nel paese di origine costituirebbe un rischio grave. Il procedimento รจ tuttora in corso.
Il ritardo come motivazione del diniego
Un altro caso รจ quello della minore E.G. e di sua madre M.M. attivista per i diritti LGBT. Il tribunale ha respinto la loro richiesta di asilo.
La richiesta formale รจ stata presentata il 10 ottobre 2023 alla Direzione per lโasilo. Le richiedenti hanno impugnato la decisione del ministero dellโInterno rivolgendosi al Tribunale amministrativo. Con una sentenza del 16 gennaio 2026, il Tribunale ha respinto il ricorso, motivando la decisione con il fatto che la richiesta era stata presentata quattro mesi dopo il loro arrivo in Montenegro. Secondo i giudici, le persone che temono veramente per la propria vita dovrebbero richiedere protezione immediatamente.
Tuttavia, nelle linee guida dellโUNHCR si sottolinea che le persone LGBT spesso rimandano la presentazione della richiesta di protezione a causa di traumi, sfiducia oppure per il timore di parlare della propria identitร in un ambiente che non ritengono sicuro.
โAlcune persone parlano pubblicamente della propria identitร per la prima volta solo dopo aver lasciato il paese di origine, quindi il fatto che qualcuno non abbia espresso pubblicamente la propria identitร o non abbia richiesto protezione immediatamente dopo lโarrivo in un altro paese non puรฒ sempre essere considerato una prova contro la credibilitร della richiestaโ, sottolinea Slobodan Raลกฤanin.
Servono tribunali specializzati
Dallโanalisi delle sentenze emerge che nella magistratura montenegrina prevale ancora la convinzione che i richiedenti asilo debbano dimostrare di essere stati personalmente minacciati nei loro paesi di origine, di essere stati arrestati, aggrediti o presi di mira esplicitamente prima di lasciare il proprio paese. Pertanto, spesso ci si aspetta che i richiedenti asilo forniscano prove materiali di persecuzione, nonostante la violenza basata sullโorientamento sessuale e sullโidentitร di genere si verifichi spesso nella sfera privata e non possa essere documentata.
Nei suoi rapporti, lโUNHCR sottolinea che, nel valutare una richiesta di asilo, si deve partire dal presupposto che il richiedente abbia il diritto di vivere liberamente e che non debba nascondere la propria identitร di genere e il proprio orientamento sessuale.
I giudici Vukotiฤ e Stojkoviฤ sottolineano che le richieste di asilo sono urgenti per legge, poichรฉ la sicurezza e persino la vita del richiedente possono essere minacciate. Allo stesso tempo, avvertono che il Montenegro, a differenza di alcuni paesi europei, non dispone di un tribunale specializzato in materia di protezione internazionale.
Esperienze
Dal settembre 2025, lโorganizzazione Kvir Montenegro fornisce supporto diretto ai migranti LGBT e ai richiedenti asilo in attesa dellโesito della domanda attraverso informazioni, assistenza nelle procedure burocratiche, facilitazione dellโaccesso a diversi servizi e supporto psicosociale. Hanno seguito numerosi procedimenti, alcuni dei quali sono ancora in corso.
Come spiega Kvir Montenegro, i procedimenti giudiziari relativi alle richieste di asilo sono spesso lunghi, fatto che incide direttamente sulla salute mentale e sul senso di sicurezza dei richiedenti asilo. โLโattesa prolungata aumenta la sensazione di isolamento, ansia e incertezza, soprattutto per le persone che hanno giร subito violenze, rifiuti o discriminazioni nel loro paese di origineโ, spiega Ali Erdoฤan, coordinatore del programma di assistenza diretta ai migranti e ai richiedenti asilo LGBT dellโorganizzazione Kvir Montenegro.
Erdoฤan aggiunge che uno dei problemi principali รจ dimostrare la persecuzione, considerando che la violenza contro le persone LGBT spesso non viene documentata e si verifica allโinterno della famiglia o della comunitร locale. Il trauma, le difficoltร di traduzione durante le testimonianze, cosรฌ come gli approcci stereotipati durante i colloqui, rendono ancora piรน difficile per i richiedenti raccontare le proprie esperienze in modo chiaro e cronologico.
In pratica, emergono tre sfide principali: la sicurezza e la privacy durante il soggiorno nelle strutture di accoglienza per richiedenti asilo, la qualitร del colloquio e la pressione psicosociale dovuta alla lunga attesa dellโesito della domanda.
Slobodan Raลกฤanin dellโufficio UNHCR in Montenegro sottolinea che la tutela della riservatezza dei dati in queste procedure รจ di fondamentale importanza e che non vi รจ alcuna giustificazione per rendere pubbliche le informazioni sullโorientamento sessuale e sullโidentitร di genere del richiedente. Raลกฤanin mette in guardia sul fatto che la divulgazione di tali informazioni nei centri di accoglienza puรฒ comportare ulteriori conseguenze negative in termini di sicurezza e di benessere psicologico per i richiedenti asilo.
Ali Erdoฤan ritiene che il basso tasso di riconoscimento dellโasilo in Montenegro non significhi necessariamente che non vi siano rischi nei paesi di origine per i richiedenti asilo. Le decisioni sono influenzate dalle circostanze specifiche di ciascun caso, tra cui la visibilitร del richiedente, le pressioni familiari e della comunitร , le precedenti esperienze di persecuzione e le differenze tra diverse aree del paese di origine.
Il coordinatore del programma per i richiedenti asilo LGBT sottolinea in particolare lโimportanza di unโanalisi corretta e aggiornata delle informazioni sul paese di origine, anche perchรฉ i contesti politici e sociali in alcuni paesi cambiano rapidamente.
Se il diniego diventa definitivo, viene avviata la procedura di rimpatrio nel paese di origine o in un paese di transito.
Kvir Montenegro sottolinea che giร la sola possibilitร di essere rimandati nellโambiente da cui si รจ fuggiti per timore di persecuzione puรฒ ulteriormente aumentare il senso di insicurezza e ansia tra i richiedenti asilo.
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