Grecia: la guerra รจ alle porte

Cresce la preoccupazione ad Atene per lโ€™escalation della guerra in Medio Oriente. Molti greci temono che il paese venga trascinato nel conflitto. Tra dispiegamenti militari, tensioni regionali e rischi economici, lโ€™idea di una guerra โ€œalle porteโ€ si fa sempre piรน concreta

23/03/2026, Marina Rafenberg
Nave militare greca nel Pireo ยฉ Shutterstock/Nikolaos Tamvakis

Nave militare greca nel Pireo ยฉ Shutterstock/Nikolaos Tamvakis

Nave militare greca nel Pireo ยฉ Shutterstock/Nikolaos Tamvakis

(Originariamente pubblicato da Le Courrier des Balkans, il 16 marzo 2026)

Stando ad un sondaggio condotto lo scorso 11 marzo per il canale televisivo SKAร, i cittadini greci sono principalmente preoccupati per le ripercussioni economiche della guerra in Medio Oriente. Per quasi il 39% degli intervistati lโ€™aumento dei prezzi e le turbolenze economiche sono la principale fonte di preoccupazione. Ad impensierire i cittadini sono anche lโ€™ipotesi di un coinvolgimento militare della Grecia (23%) e il rischio di disordini sociali (18%).

Nonostante questi timori, unโ€™ampia maggioranza degli intervistati (72%) ha valutato positivamente le azioni intraprese da Atene per proteggere Cipro, dopo che lโ€™isola del Mediterraneo orientale รจ stata colpita da droni di fabbricazione iraniana.

Nelle ultime settimane, il governo conservatore greco ha intensificato le iniziative militari. A seguito dellโ€™attacco con droni alla base britannica di Akrotiri, sullโ€™isola di Cipro, Atene ha deciso di inviare quattro caccia F-16 per contribuire al monitoraggio dello spazio aereo cipriota. Anche la fregata Kimon e unโ€™altra nave da guerra della Marina greca sono state schierate al largo dellโ€™isola.

Inoltre, batterie di missili Patriot sono state posizionate in diverse localitร  strategiche della Grecia โ€“ in particolare sullโ€™isola di Scarpanto (Karpathos), vicino a Creta, dove si trova la base americana di Souda โ€“ ma anche in Bulgaria.

Nikos Dendias, ministro della Difesa greco, assicura che lโ€™unico scopo delle recenti misure รจ proteggere le infrastrutture militari e le aree urbane in modo da contribuire alla sicurezza di Cipro e di altri paesi della regione.

Nellโ€™ambito delle operazioni intraprese della NATO, lโ€™aeronautica militare greca effettua anche voli di sorveglianza sulla Macedonia del Nord, lโ€™Albania e il Montenegro.

Mera difesa?

Il premier greco Kyriakos Mitsotakis insiste sul carattere โ€œpuramente difensivoโ€ delle iniziative militari intraprese da Atene nelle ultime settimane. Tuttavia, la strategia adottata dal governo suscita forti critiche da parte dellโ€™opposizione. Per i partiti di sinistra e alcuni gruppi sovranisti lโ€™esecutivo rischia di trascinare Atene in una guerra che non riguarda direttamente il territorio ellenico. Si sottolinea in particolare il ruolo strategico delle basi militari degli Stati Uniti e dalla NATO in Grecia, nello specifico della basa navale di Souda, sullโ€™isola di Creta, e di quella di Alessandropoli nel nord del paese.

Allโ€™inizio di marzo, alcune organizzazioni anticapitaliste e antifasciste hanno organizzato diverse manifestazioni di protesta davanti allโ€™ambasciata americana ad Atene, denunciando il crescente coinvolgimento degli USA nel conflitto in Medio Oriente.

Economia a rischio

Al di lร  delle questioni militari, a destare preoccupazione sono le potenziali conseguenze economiche di un conflitto prolungato. Lโ€™economia greca รจ particolarmente sensibile alle crisi globali perchรฉ dipende fortemente dalle importazioni di energia, dal turismo e dal commercio marittimo. Un aumento prolungato dei prezzi del petrolio potrebbe incidere in modo negativo sul potere dโ€™acquisto delle famiglie e sui costi di produzione delle imprese greche.

I primi effetti si fanno giร  sentire. Il prezzo della benzina verde 95 รจ aumentato di oltre dieci centesimi al litro in meno di due settimane, mentre il diesel ha subito un incremento ancora piรน marcato. Per arginare gli effetti di questa impennata, il governo di Atene ha introdotto un tetto temporaneo ai margini di profitto sui carburanti e su una sessantina di prodotti alimentari nei supermercati. La misura rimarrร  in vigore fino alla fine di giugno per prevenire qualsiasi speculazione.

Per lโ€™opposizione di sinistra, le misure adottate dallโ€™esecutivo sono insufficienti. Il partito di Syriza sottolinea che la Grecia rimane uno dei paesi dellโ€™Unione europea con le tasse sui carburanti piรน elevate e ritiene che lโ€™attuale aumento dei prezzi sia principalmente legato alla tassazione e ai margini di raffinazione, in un contesto di tensioni internazionali e di turbolenze sui mercati energetici.

Navi greche nello Stretto di Hormuz

Anche il settore marittimo, pilastro dellโ€™economia greca, รจ direttamente esposto alla crisi. Stando alle autoritร  greche, attualmente nello Stretto di Hormuz e nelle acque circostanti ci sono una decina di navi battenti bandiera greca e oltre trecento imbarcazioni legate a interessi marittimi greci.

I sindacati dei marittimi, che nelle ultime settimane hanno protestato davanti al ministero della Marina, denunciano una situazione pericolosa, chiedono lโ€™immediato ritiro degli equipaggi dal Golfo Persico e invitano gli armatori greci a non inviare piรน le navi in quella zona.

Anche il turismo, un altro settore chiave dellโ€™economia greca, potrebbe risentire dellโ€™incertezza geopolitica. Le tensioni militari rischiano di compromettere la stagione estiva, cruciale per la crescita del Pil greco.

Ad Atene si temono anche nuovi attacchi terroristici, che potrebbero avere un forte impatto negativo sul settore turistico, come evidenziato dal quotidiano di sinistra Efsyn in unโ€™analisi pubblicata lo scorso 3 marzo. โ€œLa guerra รจ alle nostre porteโ€, titolava lโ€™articolo, riassumendo il clima di inquietudine che si respira nel paese.

Questo articolo รจ stato ripubblicato nellโ€™ambito di uno scambio di contenuti promosso daย MOST โ€“ Media Organisations for Stronger Transnational Journalism, un progetto cofinanziato dalla Commissione Europea, che sostiene media indipendenti specializzati nella copertura diย tematiche internazionali. Quiย la sezione dedicata al progettoย su OBCT

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