Moldova, l’UE è appena oltre il fiume
Che sia per acquisti, lavoro, o attività ricreative, molti abitanti delle regioni occidentali della Moldova frequentano spesso la Romania. Nuovi collegamenti e il possibile ingresso dell’UE dovrebbero intensificare ancora di più le relazioni. Un reportage

Zagarancea filmare dronă
Veduta di Zagarancea (© HotNews)
(Questo articolo è stato pubblicato originariamente dalla testata romena HotNews.)
Vivendo poco lontani dalla Romania, le persone che abitano nelle regioni più occidentali della Moldova conoscono piuttosto bene com’è la vita dei cittadini europei. Molti desiderano godere delle stesse condizioni anche a casa propria – non solo quando attraversano il fiume Prut, che segna la frontiera tra la Moldova e la Romania e dunque anche il confine nell’UE in questa regione.
Ufficialmente candidata all’adesione all’Unione europea dal 2022, la Moldova ha riconfermato il suo orientamento alle elezioni politiche del 2025, quando il partito filo-europeista PAS ha vinto nettamente e ha ottenuto la maggioranza in Parlamento. Il Paese resta tuttavia diviso: più della metà di coloro che non hanno votato per il PAS hanno optato per il “Blocco Patriottico”, una formazione dalle posizioni filo-russe.
Iași più vicina di Chișinău
Per molti moldavi che vivono nei pressi della frontiera con la Romania, la Russia è lontana, sia in termini geografici sia dal punto di vista dell’orizzonte mentale.
Per capire meglio come si vive appena al di là del confine orientale dell’Unione Europea, HotNews ha fatto visita a due famiglie della località di Zagarancea. Siamo nel distretto di Ungheni, ad appena una quindicina di chilometri in linea d’aria da Iași, la più grande città della Romania nord-orientale. La capitale moldava, Chișinău, è invece parecchio più lontana, a oltre 120 chilometri di distanza.

Vitalie Scripcaru è stato maestro di musica per trent’anni e da alcuni anni dirige il centro culturale del paese. Non insegna solo ai bambini, ma organizza anche eventi per gli anziani. Abbiamo incontrato lui e tutta la sua famiglia – moglie, figlia, genero e nipoti – in una domenica di fine dicembre, bevendo tè e dolci accanto alla stufa.
Di recente hanno comprato un televisore, ma vogliono prenderne anche un secondo. Di solito, per acquisti di questo tipo si recano in Romania: “Arrivo a Iași molto rapidamente, perché siamo praticamente sulla riva del Prut. Ho comprato la TV a Iași perché lì costa meno e viene rimborsata anche l’Iva”, racconta Vitalie.
Fa riferimento al regime tax free, che consente ai cittadini non residenti nell’UE di ricevere il rimborso dell’Iva sui beni che comprano all’interno dell’Unione, purché gli acquisti vengano effettuati presso i negozi autorizzati. Il valore lordo dei beni in questione deve essere di almeno 175 euro.

Vitalie fuori dalla sua abitazione (© HotNews)
Un’autostrada tra Romania e Moldova
Iași e la Romania sono già vicine a Zagarancea, ma in futuro lo saranno ancora di più: grazie ai fondi stanziati del programma SAFE dell’Unione europea, si stanno infatti costruendo i primi chilometri del collegamento autostradale tra la Romania e la Moldova.
Come parte dell’autostrada, proprio nei pressi di Zagarancea si sta costruendo un nuovo ponte sul fiume Prut, che dovrebbe diventare utilizzabile già a partire dall’autunno del 2026. Il valore complessivo del progetto è di 30 milioni di euro, di cui 16,4 milioni sono forniti dall’UE.

Il nuovo ponte in costruzione sul Prut (© HotNews)
“Per andare in Romania adesso dobbiamo passare dal ponte di Sculeni: ci vogliono trenta minuti per raggiungerlo, poi si resta alla dogana per una o due ore, a seconda del giorno – ma quando il nuovo ponte sarà pronto potremo raggiungere Iași in venti minuti”, aggiunge Vitalie.
Secondo quest’uomo, se la Moldova entrasse a far parte dell’UE molti suoi residenti che negli ultimi anni sono emigrati tornerebbero per costruirsi un futuro in patria. Il censimento del 2004 contava 3.300 abitanti nel comune di Zagarancea; attualmente ne rimangono 2.900.
“Molti dei nostri vicini se ne sono andati all’estero, in Europa; c’è anche chi è partito per la Russia. Con la situazione che si è creata nel nostro Paese dopo l’indipendenza, la vita qui non è stata molto facile”, afferma Vitalie.
Cristina, sua figlia, racconta che prima di andare in congedo parentale lavorava per il Comune nell’ambito di un progetto finanziato con fondi europei: “non abbiamo mai pensato di andarcene: vogliamo vivere in campagna, vogliamo lavorare in campagna, vogliamo crescere i nostri figli qui”, dichiara.
Zagarancea ha beneficiato di fondi stanziati da una serie di programmi nazionali ed europei, che secondo le autorità locali hanno portato complessivamente 16 milioni di lei moldavi nel periodo 2021-2025 – l’equivalente di circa 810.000 euro.
“Vedo il mio futuro qui”
Dopo la visita alla famiglia Scripcaru, ci dirigiamo a Semeni, un altro villaggio che rientra sempre nel Comune di Zagrancea. Lì ci aspetta la famiglia Cimpoeș: la madre Maria e due dei suoi figli, Rafael e Tatiana. Il figlio maggiore è a Chișinău, dove studia medicina.
Maria è occupata come infermiera presso l’ospedale distrettuale di Ungheni da diciotto anni. “Amo il mio lavoro, lo svolgo con dedizione ed empatia verso chiunque soffra”, afferma.
Suo figlio e la sorella frequentano il gruppo di danza locale “Unghenenii”, e Tatiana suona anche il pianoforte. “Mi piace ballare e promuovere le tradizioni moldave. Siamo andati in Romania per diverse competizioni; lì ho visto un Paese molto più sviluppato del nostro”, racconta Rafael.

Maria (© HotNews)
Maria elenca diversi progetti realizzati con l’aiuto di fondi europei, per esempio la ristrutturazione del Palazzo della cultura di Ungheni, che ora offre più opportunità anche per i suoi figli.
È convinta che la Moldavia abbia molto da offrire: “Belle persone, sia nell’aspetto che nell’anima, e bei valori che custodiamo e preserviamo”, afferma Maria. “Anch’io vedo il mio futuro qui a casa”, aggiunge sua figlia.
I luoghi, le persone e le voci di cui si parla in questo articolo possono anche essere osservate e ascoltate in questo video (sono disponibili i sottotitoli in italiano):
Questo articolo è stato prodotto nell'ambito del progetto EU Neighbours East, a cui OBCT partecipa insieme con altre undici testate europee.
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