Moldavia-Transnistria: รจ il momento per risolvere un conflitto di lunga data?

Il primo Moldova Reintegration Forum ha fornito unโ€™occasione per discutere di alcune questioni che per anni hanno plasmato il conflitto con la Transnistria. In un contesto regionale in costante cambiamento, le vecchie questioni riemergono perรฒ sotto una luce diversa, aprendo delle opportunitร  per andare avanti

29/04/2024, Bernardo Venturi

Moldavia-Transnistria-e-il-momento-per-risolvere-un-conflitto-di-lunga-data

(foto IPRE )

(Questo articolo รจ stato pubblicato contemporaneamente da balcanicaucaso.org and peaceagency.org )

Lo scorso 11 aprile l’ufficio governativo per la Reintegrazione moldavo, insieme ad alcuni rinomati think tank locali, ha organizzato il primo Moldova Reintegration Forum . Non si รจ trattato di un evento di grandi dimensioni e โ€“ nonostante il nome โ€“ non รจ stata la prima volta che la reintegrazione della regione della Transnistria in territorio moldavo รจ stata al centro di un incontro. Questa volta perรฒ nella sala conferenze aleggiava uno stato dโ€™animo diverso: cโ€™รจ qualche possibilitร  di superare il conflitto che si protrae da piรน tempo in Europa continentale?

Si ha lโ€™impressione che alcuni relatori intervenuti alla conferenza siano piรน ottimisti rispetto al passato. Sembra infatti ragionevole pensare che nei prossimi mesi si possa aprire una finestra di opportunitร  per risolvere il conflitto transnistriano, anche se non necessariamente in termini di reintegrazione delle due sponde del Nistru/Dnestr.

Nel 1990 la Transnistria dichiarรฒ lโ€™indipendenza dalla Moldavia sovietica e due anni dopo, nel 1992, scoppiรฒ una guerra tra i separatisti sostenuti dalla Russia e le forze moldave. Lo scontro si concluse con un cessate il fuoco, sancendo lโ€™inizio di un conflitto congelato che perdura da allora.

Nuovi negoziati in vista?

Lo scenario di una possibile (seppur ancora imprevedibile) risoluzione del conflitto non รจ fondato sui negoziati giร  avviati. I colloqui nel formato 5+2 , mediati dallโ€™OSCE, attualmente sono in stallo, e non si intravede un altro tentativo di mediazione diretta. Tuttavia, lโ€™invasione su larga scala dellโ€™Ucraina da parte della Federazione russa ha rovesciato alcune questioni e percezioni fondamentali. Se nel 2022 in Moldavia regnava un clima di profonda paura โ€“ molti cittadini moldavi erano pronti a lasciare il loro paese nel caso di unโ€™eventuale conquista della regione di Odessa da parte di Mosca, conquista che avrebbe minacciato ChiลŸinฤƒu โ€“ ora la percezione รจ cambiata. Oggi piรน che mai la Moldavia รจ concentrata sul proprio futuro, anche se il Cremlino rappresenta ancora una minaccia.

Lโ€™attuale finestra di opportunitร  dipende principalmente da due fattori. Primo, la fornitura gratuita di gas a Tiraspol da parte di Mosca potrebbe essere interrotta il primo gennaio 2025. Tale svolta potrebbe innescare una crisi economica e sociale nella regione e spingere i politici e le รฉlite economiche locali a cercare alternative praticabili. Secondo, la guerra in Ucraina ha conferito nuova rilevanza ad un semplice dato geografico: la Federazione russa non ha accesso diretto alla Transnistria, fatto che riduce la portata dellโ€™influenza russa nella regione, almeno dal punto di vista militare.

Mosca e il ruolo della Gฤƒgฤƒuzia

Chiaramente, Mosca dispone anche di altri mezzi per destabilizzare ChiลŸinฤƒu, soprattutto in vista del referendum sullโ€™UE e delle elezioni presidenziali previste per il prossimo 20 ottobre, alle quali Maia Sandu con ogni probabilitร  verrร  riconfermata presidente della Moldavia . Dopo lโ€™invasione dellโ€™Ucraina, nella regione della Transnistria sono state effettuale diverse operazioni sotto falsa bandiera , alcune al limite del ridicolo e senza alcun impatto notevole. Allo stesso modo, la prospettiva di unโ€™annessione di Tiraspol alla Russia sembra improbabile e non รจ nemmeno auspicabile per la maggior parte delle รฉlite transnistriane.

In questo contesto, la Russia sta esplorando nuovi approcci per esercitare pressione su ChiลŸinฤƒu, anche attraverso una regione moldava: la Gฤƒgฤƒuzia. Questโ€™area, abitata principalmente da gagauzi โ€“ gruppo etnico turcofono, di religione ortodossa โ€“ รจ vicina alla Federazione russa dal punto di vista politico. Allโ€™inizio di aprile, Evghenia Guศ›ul, presidente della regione autonoma, eletta grazie allโ€™oligarca filorusso Ilan Shor, si รจ recata a Mosca per un incontro formale con Putin. Nel corso della visita, Guศ›ul ha stipulato un accordo che prevede che tutti i pensionati e dipendenti pubblici in Gฤƒgฤƒuzia possano richiedere un aiuto mensile pari a 100 dollari finanziato dal Cremlino . Ironicamente, la situazione della Gฤƒgฤƒuzia รจ spesso considerata โ€œun conflitto evitatoโ€ perchรฉ la regione ha negoziato la sua autonomia con ChiลŸinฤƒu, evitando uno scontro come quello accaduto in Transnistria.

Il ruolo dellโ€™integrazione europea e della leadership moldava

Negli ultimi mesi il governo moldavo ha spesso messo in secondo piano il conflitto transnistriano, percependolo come un potenziale ostacolo al percorso di avvicinamento della Moldavia allโ€™Unione Europea. La Moldavia ha presentato la domanda di adesione allโ€™UE nel 2022 e poco dopo ha ottenuto lo status di paese candidato, insieme allโ€™Ucraina. Josep Borrell, Alto rappresentante UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha sottolineato che lโ€™attuale situazione in Transnistria non rappresenta un ostacolo allโ€™adesione di ChiลŸinฤƒu allโ€™UE.

Tale approccio perรฒ รจ considerato controverso. Nel corso del primo Moldova Reintegration Forum a cui si รจ accennato prima, Oleg Serebrian, vice ministro per la Reintegrazione moldavo, ha tracciato un legame diretto tra il processo di reintegrazione e il percorso di adesione della Moldavia allโ€™UE. Serebrian ha anche espresso il desiderio di creare gruppi di lavoro per discutere gli standard europei, ammettendo perรฒ che alcune questioni, come la demilitarizzazione della Transnistria, sono complesse e almeno in parte legate alla situazione in Ucraina. Tuttavia, lโ€™approccio di Serebrian, osservato nel suo insieme, sembra piรน proattivo rispetto al passato, essendo caratterizzato da una maggiore consapevolezza di una potenziale opportunitร  per negoziare con Tiraspol.

Benchรฉ il conflitto tra Moldavia e Transnistria perduri ormai da tanto tempo, nel corso degli anni sono state adottate alcune misure di rafforzamento della fiducia che hanno portato benefici tangibili alla popolazione locale. Se da un lato i risultati raggiunti nellโ€™ambito nei negoziati ufficiali sullo status della Transnistria restano molto limitati, dallโ€™altro il cosiddetto confine interno รจ rimasto quasi sempre aperto, cosรฌ gli scambi e i movimenti tra le due sponde del Nistru/Dnestr non sono stati interrotti. In un contesto regionale in costante cambiamento, i leader locali hanno una rara opportunitร  di continuare in questa direzione, nonostante tutte le difficoltร .

Le autoritร  di ChiลŸinฤƒu dovranno arginare lโ€™ingerenza russa nella politica interna della Moldavia, al contempo rispettando i propri impegni democratici e costituzionali. Non dovrebbero perรฒ considerare Tiraspol esclusivamente come un portatore di interessi russi. Anzichรฉ un atteggiamento conflittuale, dovrebbero assumere una posizione pragmatica nei confronti delle รฉlite transnistriane, dimostrando un sincero interesse per il benessere e il futuro della popolazione locale.

Questo articolo รจ stato scritto nell’ambito del progetto โ€œAnalisi di contesto e di scenario di crisi in Moldavia e Transnistriaโ€, realizzato in collaborazione con l’Agenzia per il Peacebuilding .

Il progetto รจ realizzato con il contributo dellโ€™Unitร  di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione Storica โ€“ Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ai sensi dellโ€™art. 23 โ€“ bis del DPR 18/1967. Le opinioni contenute nella presente pubblicazione sono espressione degli autori e non rappresentano necessariamente le posizioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.