Bosnia Erzegovina: tanto rumore per un virus che ancora non c’รจ

Preoccupazione in Bosnia Erzegovina per la diffusione del coronavirus, anche se in questo momento non ci sono ancora stati casi di contagio. I media non parlano d’altro, le persone vanno nel panico e spuntano commenti razzisti nei confronti dei cinesi

03/03/2020, Ahmed Buriฤ‡

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Coronavirus al microscopio, rendering 3D (ยฉ creativeneko/Shutterstock)

Sullโ€™onda della preoccupazione diffusasi negli ultimi giorni nellโ€™intera regione, compresa la Bosnia Erzegovina, a causa del coronavirus, a Sarajevo รจ scoppiato il panico: le scorte di disinfettanti nelle farmacie e nei negozi di prodotti igienico-sanitari sono state subito esaurite; per le strade si notava una frenesia insolita per la quotidianitร  sarajevese, mentre i prezzi di alcuni prodotti per la pulizia e integratori per le difese immunitarie sono aumentati del 300%.

Di solito, quando cresce la domanda di un bene aumenta anche lโ€™offerta, e il prezzo del bene diminuisce. Ma in Bosnia Erzegovina nemmeno la legge della domanda e dellโ€™offerta sembra funzionare.

Quando ho visto il mio medico specialista in malattie respiratorie e allergiche che, col viso nascosto dietro la mascherina, non voleva nemmeno stringermi la mano โ€“ mi ha solo fatto la ricetta, dicendomi di tornare tra dieci giorni per un controllo e non vedeva lโ€™ora che me andassi โ€“ , ho capito che la situazione era seria. Ma in Bosnia Erzegovina la gente scherza su tutto. Di tutte le barzellette sul coronavirus che ho sentito in questi giorni la migliore รจ quella in cui Fata (la mitica protagonista delle barzellette bosniache, come Sara della mitologia ebraica) dice a Mujo (lโ€™equivalente di Mosho degli aneddoti ebraici): โ€œMujo, spargiamo la voce che abbiamo contratto quel virusโ€œ. โ€œMa sei normale? Perchรฉ dovremmo farlo se tutti scappano da questa cosa?โ€œ, chiede sorpreso Mujo. โ€œNon andiamo mai da nessuna parte. Cosรฌ almeno la gente penserร  che siamo stati in Italiaโ€œ.

Il panico รจ stato ulteriormente alimentato dalle speculazioni secondo cui da qualche parte nella periferia di Sarajevo (nelle โ€œnotizieโ€œ di questo tipo non viene mai precisato il luogo dellโ€™evento) alcuni cinesi sarebbero stati โ€œtrovati mortiโ€œ e dalle affermazioni del tipo: โ€œSu di noi si abbattono tutte le sventureโ€œ. รˆ intervenuta anche una farmacista che, allโ€™affermazione di un cliente secondo cui โ€œquei cinesi vengono da noi, ma non spendono nienteโ€œ, ha replicato: โ€œรˆ vero, non ci faranno stare meglio. Possono solo farci stare peggioโ€œ.

Queste osservazioni razziste mi hanno fatto tornare in mente un episodio accaduto 15 anni fa. Stavo viaggiando in treno dalla stazione di Parigi Gare de Lyon a Trieste, poi da lรฌ dovevo proseguire verso lโ€™Istria, dove ero atteso per un seminario di letteratura. Non cโ€™erano voli disponibili, o i voli last minute costavano troppo โ€“ non mi ricordo piรน โ€“ , e avevo deciso di viaggiare con il mio mezzo di trasposto preferito: il treno, per lโ€™appunto. La cuccetta, la comoditร … Ma appena il treno รจ partito ho avvertito un certo disagio. Il mio compagno di cuccetta era un cinese. Allโ€™epoca girava lโ€™influenza suina e i cinesi anche allora, come oggi, erano additati come i principali responsabili dellโ€™epidemia. A Parigi girava la voce che i cinesi non venissero sepolti nei cimiteri e che prendessero i documenti di identitร  dei loro parenti defunti. I media avevano riportato la notizia secondo cui in Francia sarebbe stato rintracciato un cinese che โ€“ secondo i documenti di identitร  di cui era in possesso โ€“ risultava avere 130 anni. Qualcuno dalla questura avrebbe automaticamente rinnovato il suo permesso senza verificare lโ€™autenticitร  dei suoi documenti di identitร . Si trattava perlopiรน di dicerie, ma bisognava riempire le pagine dei giornali e dei neonati portali web.

Mi ero subito reso conto che quel cinese con cui condividevo la cuccetta era piรน spaventato di me: per tutto il tempo del viaggio aveva il viso coperto da una mascherina, che gli arrivava fino agli occhi, mentre io facevo rumore sfogliando il giornale, accendevo e spegnevo la luce in continuazione, dimostrando, come al solito, un nervosismo esagerato rispetto alla situazione. Avevamo passato due controlli di sicurezza in Francia, il cinese si era rimpicciolito dalla paura; poi a Brescia lo avevano fatto scendere dal treno. Alla fine ero dispiaciuto per lui. Non ero riuscito a scoprire che cosa gli fosse successo, ma probabilmente lo avevano sottoposto a diversi esami, forse lo avevano anche messo in quarantena, o persino deportato. Mi sentivo ingannato, raggirato. Esattamente come oggi si sente la maggior parte dellโ€™opinione pubblica bombardata dalle notizie sul coronavirus.

Oggi, vista la gravitร  della situazione, quel povero cinese sicuramente se la passerebbe peggio. Dopo le prime convulse notizie sulla diffusione del virus e i tentativi di scoprire se tutti i nostri amici in Italia stanno bene, abbiamo appreso, dai dati diffusi dallโ€™Organizzazione Mondiale della Sanitร , che lโ€™epidemia non รจ poi cosรฌ grave, sicuramente meno grave del panico, e che i danni causati dai media sono irreparabili.

Senza voler sminuire le argomentazioni espresse dai medici nรฉ tanto meno la preoccupazione della popolazione, mi sembra un poโ€™ strano che lโ€™intero mondo sia in preda al panico a causa di una malattia che, secondo i dati ufficiali, finora ha colpito 79.300 persone, un numero che corrisponde allo 0,7% della popolazione della cittร  di Wuhan dalla quale รจ partita lโ€™epidemia. Secondo i dati dellโ€™OMS, il tasso di letalitร  del coronavirus รจ del 14,8% tra gli over 80, mentre nella fascia tra 50 e 60 anni scende allโ€™1,3% e nella fascia tra 10 e 39 anni allo 0,2%.

Al momento in Bosnia Erzegovina non cโ€™รจ nessun caso confermato di contagio da coronavirus. Ma non ci sono nemmeno strutture adeguate per lโ€™isolamento di eventuali pazienti infettati. Intanto, i media non parlano dโ€™altro. Secondo le statistiche, le probabilitร  che una persona di 45 anni muoia per lโ€™infezione dal coronavirus sono dello 0,28%. Ma nessuno parla di questi numeri. Ci si sforza di riempire le pagine dei giornali e portali web di notizie sul virus e, a quanto pare, di affermazioni ostili nei confronti dei cinesi, per incutere timore nei cittadini. Come se i popoli della Bosnia Erzegovina non si odiassero giร  abbastanza.

Ma forse il vero motivo dietro tutta questa paura risiede nel fatto che negli ultimi giorni le borse mondiali hanno registrato le piรน grandi perdite dopo la crisi del 2008?

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