Il regista sloveno Danjan Kozole, a lui andrà il premio alla carriera del Medfest 2012 - foto dal web

Si è aperta a Roma l'edizione 2012 del festival del cinema del Mediterraneo. Quest'anno il paese ospite è la Slovenia ma nutrite sono le presenze di film anche dagli altri paesi dei Balcani. Una rassegna

22/10/2012 -  Nicola Falcinella

Dopo l’Albania a Milano e la Bosnia e la Turchia a Roma, è di scena ora – sempre a Roma - il cinema della Slovenia. Un mese di ottobre quindi ricco di panoramiche dedicate alla cinematografia del sud est Europa.

Il 18° Medfilm Festival che oggi entra nel vivo per concludersi domenica sera con le premiazioni - ospitato tra Casa del cinema, Istituto Cervantes e per la chiusura all’Auditorium Conciliazione - presenta un cartellone di 86 pellicole, provenienti da 40 Paesi, tra lungometraggi, documentari e cortometraggi.

La manifestazione (programma e informazioni in www.medfilmfestival.org ), dedicata all’area del Mediterraneo e aperta al Vicino e Medio oriente, avrà la Slovenia come paese ospite. I film sloveni, nelle diverse sezioni, saranno accompagnati dagli autori: in totale otto tra lungometraggi e documentari e un bel gruppo di corti. E un premio alla carriera andrà, nella serata finale, al regista Damjan Kozole, attivo dalla fine degli anni ’80 e realizzatore del primo film “indipendente” della Jugoslavia.

Kozole presenterà il suo documentario “The Long Vacation” sui cosiddetti "cancellati". Ovvero coloro che, nati in altre repubbliche jugoslave, al tempo dell'indipendenza slovena non chiesero la nuova nazionalità e rimasero senza documenti, praticamente senza diritti. Il regista si concentra sulle storie di tre di loro: Alexander musicista "cancellato" per 20 anni, partito per una vacanza estiva in Serbia nel ’91 e rientrato temporaneamente nel ’95, Nesveta “cancellata” per nove anni e la giornalista Katarina senza documenti per un lustro.

Tra gli ospiti stranieri del festival spicca l’attrice iraniana Leila Hatami, già nel premio Oscar “Una separazione”, che presenterà stasera l’ultimo film di cui è protagonista, “The Last Step – Peleh Akhar” di Ali Mosaffa.

Per la Slovenia ci sarà pure Jan Cvitkovič, il regista di “Kruh in Mleko” e “Odgrobadogroba” che sarà in gara con il suo ultimo lavoro, lo sperimentale “Archeo”, meno fortunato dei precedenti nel suo cammino festivaliero.

In concorso ci sono due film già passati al Festival di Berlino a febbraio, “Epenin ardi - Beyond the Hill” opera prima del turco Emin Alper e “Parada - The Parade” di Srđan Dragojević. Da tener d’occhio il film del celebrato regista serbo, presente a Roma, che ha ricevuto il premio del pubblico della Berlinale con una vicenda che affronta le difficoltà dell’essere omosessuale nei Balcani.

Tra vetrina slovena e concorso internazionali c’è pure un bel gruppo di corti: gli sloveni “Can I Drive, Daddy?” di Miha Hočevar, “Hundred Dogs” di Jan Cvitkovič, “Last Lunch” di Miha Šubic e “Who’s Afraid Of The Big Black Wolf?” di Janez Lapajne, il collettivo “Father” di produzione Bulgaria, Croazia e Germania, il romeno “Turn Off The Lights” di  Ivana Mladenović e il turco “Ich liebe dich - I Love You” di Emine Emel Balci.

Domani ancora corti: il turco “Silent - Sessiz / Be Deng” L. Rezan Yeşilbaş (Palma d’oro a Cannes quest’anno), “Orizont – Horizon” del romeno Paul Negoescu e i croati “Dove sei amor mio” di Veljko Popović e “Chill” di Hana Jušić. Con la replica di “Parada e “Beyond The Hill”, c’è il cipriota “Sharing An Island” di Danae Stylianou.

Mercoledì da segnalare “Lahko noč, gospodična - Good Night, Missy” (2011) dello sloveno Metod Pevec e cortometraggi “Gerayîş - The Search” di Resit Baskin (Turchia), “Missing The Moment” di Mitja Mlakar (Slovenia) e “Stevan M. Živković” di Vladimir Tagić (Serbia).

Giovedì con “The Long Vacation” di Kozole e la replica di “Archeo” (ma c’è anche un breve backstage), ci sono il turco “Metamorphosis” di Gülten Taranç e il bel “Izlet - A Trip” (2011) di Nejc Gazvoda, uno dei migliori esordi dell’area ex-jugoslava degli ultimi anni.

Sabato sono in programma il bulgaro “Sneakers” di Ivan Vladimirov e Valeri Yordanov e lo sloveno “Stanje soka - The State of Shock” (2011) di Andreja Kosaka.

Domenica, prima della premiazione, spicca l’anteprima di “Oltre le colline - Dupã Dealuri” di Cristian Mungiu, premiato per la sceneggiatura e per le migliori interpreti femminili a Cannes, un film in uscita nelle sale italiane. La storia dell’amicizia tra due venticinquenni ex compagne di collegio, Alina (Cristina Flutur) e Voichita (Cosmina Stratan), che si ritrovano: una è suora in un monastero sulla collina, l’altra torna dalla Germania. Un’amicizia particolare, il bigottismo circostante, la Romania tra passato e presente, tutto filmato con lo stile molto forte di Mungiu (Palma d’oro per “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”). Dalla Slovenia il bel documentario “Aleksandrinke - The Aleksandrians” di Metod Pevec, “9:06” (2009) di Igor Sterk e “Kruha in iger - Bread & Circuses” (2011) di Klemen Dvornik. Chiude il programma una selezione di cortometraggi romeni dal Procult Cinemafestival: “Grand Cafè” di Bogdan Mihailescu, “Da oggi in poi” di Dorian Boguță e “Superman, Spiderman o Batman” di Tudor Giurgiu.


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