Mercoledì 20 maggio alle ore 18.00, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, si terrà un incontro sul tema Sarajevo, trent’anni dopo: come si costruisce la fiducia? (in croato)
L’incontro riunirà ricercatrici e attiviste che da anni si occupano di giustizia di transizione e relazioni internazionali nella regione:
– Senada Šelo Šabić, Istituto per lo sviluppo e le relazioni internazionali (IRMO)
– Dea Vidović, Istituto per lo sviluppo e le relazioni internazionali (IRMO)
– Vesna Teršelič, Documenta – Centro per il confronto con il passato
Il trentesimo anniversario della fine dell’assedio di Sarajevo viene ricordato attraverso domande che restano ancora oggi aperte: come si costruiscono la fiducia reciproca e lo scambio culturale nella regione? Che cosa ne pensano i giovani che conoscono l’assedio solo attraverso i racconti?
L’evento è organizzato nell’ambito della mostra fotografica “Sarajevo 1992–1996 – l’assedio più lungo” del fotografo e giornalista italiano Mario Boccia, che dopo le tappe di Rovereto e Belgrado, è stata inaugurata a Zagabria il 5 maggio presso l’Istituto italiano di Cultura e vi rimarrà fino al 30 giugno.Realizzata da Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e dal Museo Storico Italiano della Guerra, la mostra racconta attraverso scatti in bianco e nero la dura quotidianità degli abitanti di Sarajevo durante gli anni di distruzione della loro città. Queste fotografie non sono solo testimonianza di devastazione e perdita, ma anche di speranza, dignità e dei gesti invisibili di solidarietà che hanno tenuto unita la comunità cittadina.
L’ospitalità della mostra è organizzata nell’ambito del progetto “Trancityons”, cofinanziato dall’Unione Europea (CERV-2024-CITIZENS-REM).




