Un incontro per parlare delle connessioni tra migrazione ed eredità della pulizia etnica, in vista della nuova missione sulla rotta balcanica e dei progetti che Ospiti in Arrivo vuole sostenere in Bosnia Erzegovina
“Nella Valle della Drina. Sulla rotta balcanica e insieme alle donne di Srebrenica” viene organizzato in vista della nuova missione sulla rotta balcanica e dei progetti che Ospiti in Arrivo vuole sostenere in Bosnia ed Erzegovina. Un incontro per parlare delle connessioni tra migrazione ed eredità della pulizia etnica facendoci trasportare da Anna Piuzzi, giornalista, e Bisera Krkić, volontaria di Ospiti in Arrivo, attraverso immagini, testimonianze e idee.
A trent’anni dagli Accordi di Dayton – che posero fine alla guerra in Bosnia ed Erzegovina disegnando però un sistema istituzionale fragilissimo – nella Valle della Drina si sovrappongono due questioni apparentemente distanti ma fortemente connesse: il passaggio di persone migranti sulla cosiddetta rotta balcanica e la pesante eredità della pulizia etnica, che qui fu feroce, e del genocidio di Srebrenica.
Ospiti in arrivo – che da un decennio compie missioni di monitoraggio sulla rotta balcanica – nell’ultimo anno si è presa a cuore questa regione dove proprio chi ha subìto la pulizia etnica è impegnatə nell’accoglienza e nella tutela dei diritti delle persone migranti.
Nel maggio 2025, appoggiandosi all’associazione Djeluj.ba e facendo base a Tuzla, lə volontariə, insieme ad Anna Piuzzi, hanno visitato tutta l’area – da Bijeljina a Srebrenica, passando per Zvornik, Bratunac e Kalesija – con l’obiettivo di documentare il dramma dei migranti che muoiono nel tentativo di attraversare il fiume Drina. Nella ferma convinzione che sia necessario avere cura anche delle comunità dei territori attraversati dalla rotta migratoria, l’associazione ha incontrato anche le donne di Srebrenica che stanno vivendo il difficile e lunghissimo dopo guerra, segnato da lutti familiari – nel genocidio furono uccisi oltre 8mila uomini – e da una perdurante crisi economica.
Da quell’esperienza è nato un reportage, a firma di Anna Piuzzi, poi selezionato come finalista al Premio giornalistico internazionale Marco Lucchetta. Ma è anche nato un legame significativo con Djeluj.ba: in agosto infatti è seguita una nuova missione di Ospiti in Arrivo che ha finanziato anche un microprogetto agricolo a favore di una delle donne di Srebrenica.
INFO:
Ospiti in Arrivo Onlus




