“Sono infinitamente grata ai miei studenti”. Mirjana Nikolić e la nuova Serbia
Dopo la vittoria della Lista degli Studenti alle elezioni del 25 ottobre, la rettrice dell’Università delle Arti di Belgrado Mirjana Nikolić entra in Parlamento. A OBCT racconta le priorità del nuovo corso: trasparenza su Novi Sad, tutela dell’università e Stato di diritto

Mirjana Nikolić a Belgrado. Foto: Federico Baccini
Mirjana Nikolić a Belgrado. Foto: Federico Baccini
Il trionfo della Lista degli Studenti alle elezioni in Serbia del 25 ottobre porta per la prima volta in Parlamento un nutrito gruppo di esperti e professionisti di ogni settore della società, chiamati ora a cambiare drasticamente la rotta di un Paese da anni in mano alla corruzione e al clientelismo.
Tra loro ci sono anche personalità particolarmente note nel Paese, o che si sono fatte conoscere in questi due anni di proteste per il loro incessante sostegno al movimento studentesco.
Mirjana Nikolić, rettrice dell’Università delle Arti di Belgrado, è stata eletta nella Lista degli Studenti come deputata al Parlamento.
“Sono estremamente felice. Questo momento segna la fine di due anni di lotta contro il regime e sono infinitamente grata ai miei studenti, a tutti gli studenti della Serbia, per questa grande energia e per l’ottimo risultato elettorale”, ha detto a OBCT Nikolić appena annunciati i primi risultati nel quartier generale degli studenti nella serata del 25 ottobre.
Tra le lacrime di gioia, la rettrice dell’Università delle Arti di Belgrado ha voluto ricordare con forza che “questo è un cambiamento che ha coinvolto l’intero Paese – i giovani, i professori e i cittadini – e segna l’inizio di una nuova era nella storia della Serbia”.

Al quartier generale della Lista studentesca a Belgrado, il 25 ottobre 2026. Foto – Federico Baccini
Quali misure concrete saranno considerate prioritarie in Parlamento e come si potrà garantire che le richieste originarie degli studenti non vengano indebolite dopo le elezioni?
Una delle richieste fondamentali della protesta studentesca è sempre stata la piena trasparenza riguardo alla documentazione relativa alla ristrutturazione della stazione ferroviaria di Novi Sad, e anche il perseguimento penale dei responsabili della corruzione.
Questa richiesta non è mai stata soddisfatta e ci sono indicazioni che, verso la fine del suo mandato presidenziale, Vučić abbia concesso la grazia ai responsabili.
La nostra priorità immediata deve essere quella di ottenere pieno accesso a tutti i documenti firmati dalla precedente amministrazione e di esaminarli.
Si tratterà di un’impresa vasta e quasi forense. Dobbiamo valutare in che misura questi contratti siano dannosi e segnati dalla corruzione, un compito estremamente impegnativo durante il quale dovremo agire rapidamente, sviluppando al contempo strategie per mitigare il danno.
Una parte essenziale di questo processo consisterà nel chiamare a rispondere tutti coloro che, con le loro azioni o omissioni, hanno causato conseguenze dannose per questo Paese.
Si tratterà di un processo cruciale, perché i cittadini si aspettano da noi verità e giustizia. Deve finalmente arrivare il momento in cui coloro la cui mancanza di competenza ha danneggiato l’interesse pubblico siano ritenuti pienamente responsabili.

Al quartier generale della Lista studentesca a Belgrado, il 25 ottobre 2026. Foto – Federico Baccini
Come si coordineranno gli eletti della Lista degli Studenti nei lavori parlamentari, non potendo contare su una vera e propria struttura politica alle spalle?
In questo momento, data la sua autenticità, il movimento alla base della Lista degli Studenti non ha precedenti diretti né modelli consolidati a cui ispirare le proprie azioni.
Tuttavia, sono fiduciosa che presto emergeranno figure chiave, come per esempio per la candidatura alla presidenza della Repubblica, seguite naturalmente dalla selezione di un candidato alla carica di primo ministro, mentre il resto della struttura istituzionale si formerà a tempo debito.
La Lista degli Studenti comprende candidati dotati di profonda competenza, conoscenza ed esperienza in tutti i settori necessari per formare un governo. Si tratta di professori universitari, affiancati da attivisti di lunga data provenienti dagli ambiti ambientale, sindacale e culturale, che possiedono una conoscenza approfondita dei rispettivi settori.
Ciascuno di loro comprende a fondo il proprio settore, sa come istituire solidi quadri sistemici e, cosa fondamentale, possiede una forte mentalità di squadra.
Questo spirito collaborativo costituirà una risorsa fondamentale, perché noi tutti riconosciamo il valore di chiedere consiglio e di affidarsi alle competenze specialistiche ogni volta che sia necessario.
Credo che un nuovo governo formato dai membri della Lista degli Studenti abbia la capacità di essere quello più esperto e competente della storia recente di questo Paese.
Da rettrice dell’Università delle Arti di Belgrado ha vissuto le proteste dall’interno della comunità accademica. Cosa ha potuto constatare sul rapporto tra università e Stato in questi anni?
Ancora prima dell’inizio delle proteste studentesche nel novembre 2024, il Ministero dell’Istruzione aveva avviato una revisione della legge sull’istruzione superiore, introducendo disposizioni che avrebbero consentito alle università straniere di entrare nel sistema educativo serbo.
Ciò di per sé non sarebbe stato problematico se fossero state consultate le università nazionali, sia pubbliche che private.
Tuttavia, le misure proposte erano fonte di profonda preoccupazione, perché concedevano a queste istituzioni straniere l’accreditamento senza seguire le procedure standard e garantivano loro finanziamenti direttamente dal bilancio dello Stato.
Sebbene questa proposta legislativa sia stata ritirata a seguito delle forti pressioni esercitate dalla comunità accademica, l’ambizione del regime di riformare l’istruzione superiore non ha fatto che intensificarsi con l’inizio delle proteste.
Oltre alle pressioni esercitate sui vertici universitari – in particolare sui rettori – durante una serie di incontri con rappresentanti del governo e del ministero che esigevano la repressione delle proteste studentesche, le università pubbliche hanno subito tagli sostanziali ai propri bilanci operativi.
Contemporaneamente, è stata approvata un’ordinanza in circostanze giuridiche altamente discutibili, che ha modificato la proporzione dei finanziamenti destinati alla ricerca rispetto a quelli destinati all’insegnamento, creando un pretesto legittimo per ridurre gli stipendi di circa l’80%.
Un altro sviluppo preoccupante è stata la firma di un memorandum tra il governo e il capo della Chiesa ortodossa serba, in cui si esprimeva l’intenzione reciproca di fondare una nuova università, l’Università di San Sava.
Questa istituzione fungerebbe essenzialmente da alternativa all’istituzione di istruzione superiore più antica e prestigiosa della Serbia, l’Università di Belgrado.
Considerato che la Serbia è costituzionalmente uno Stato laico, l’introduzione di una potenziale università ‘ecclesiastica’ in un sistema di istruzione superiore già sovraccarico è estremamente atipica.
Invece di promuovere un rapporto collaborativo, lo Stato si è posizionato come un’autorità arbitraria sull’istruzione superiore, in grado di penalizzare e persino smantellare facoltà senza alcun controllo, arrestare studenti, avviare procedimenti per reati minori e penali contro presidi e rettori, e screditare in modo generalizzato le università pubbliche.

Al quartier generale della Lista studentesca a Belgrado, il 25 ottobre 2026. Foto – Federico Baccini
Da eletta al Parlamento, quali cambiamenti istituzionali spingerà per tutelare l’istruzione e l’accademia?
Ci impegneremo a garantire l’applicazione coerente della Costituzione del nostro Paese e di tutte le leggi applicabili.
Attueremo le disposizioni più efficaci, modificando al contempo quelle che si riveleranno inadeguate.
La nostra visione centrale è che lo studente debba rimanere al centro del processo educativo – non solo per quanto riguarda la qualità accademica e didattica, ma anche in termini di tutela del suo benessere socio-economico, assicurando l’istruzione gratuita e garantendo pari opportunità.
Porremo particolare enfasi sulla depoliticizzazione delle organizzazioni studentesche, che in passato sono state strumentalizzate per manipolare il funzionamento degli organi e delle strutture di governance all’interno delle facoltà e delle università.
La Serbia rimane un Paese candidato all’adesione all’UE, ma con dubbi sull’orientamento della politica estera nazionale. Cosa farà il governo sostenuto dalla Lista degli Studenti per promuovere l’integrazione europea?
Le priorità fondamentali all’interno del programma della Lista degli Studenti non sono pensate solo per soddisfare i requisiti esterni per l’adesione all’UE, ma sono principi che rappresentano valori universali a cui qualsiasi società civile aspira naturalmente.
L’orientamento democratico, una società moderna radicata nel dialogo e nella diversità e lo Stato di diritto sono conquiste fondamentali della civiltà che nel nostro Paese hanno subito un grave degrado.
In questo contesto, voglio ricordare che la Lista degli Studenti è profondamente impegnata a rispettare la Costituzione della Repubblica di Serbia.
E come sancisce l’articolo 1, “la Repubblica di Serbia è lo Stato del popolo serbo e di tutti i cittadini che vi risiedono, fondato sullo Stato di diritto e sulla giustizia sociale, sui principi della democrazia civile, sui diritti e sulle libertà dell’uomo e delle minoranze, nonché sull’adesione ai principi e ai valori europei”.
Tutto ciò che è richiesto si riduce semplicemente al rispetto della massima norma giuridica del nostro Paese.
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