Elezioni in Serbia: gli studenti hanno vinto!

Dopo due anni di proteste e mobilitazioni, gli studenti serbi hanno vinto ieri 25 ottobre le elezioni parlamentari anticipate. La loro Lista studentesca, secondo i dati non ancora definitivi, ha ottenuto 140 seggi su 250, contro i 103 dell’ex presidente Aleksandar Vučić, che ha riconosciuto la sconfitta. È un terremoto politico in Serbia e nei Balcani

26/10/2026, Redazione
Belgrado, Serbia. Gli studenti festeggiano la vittoria elettorale la notte del 25 ottobre 2026 - Foto A. Lazzaroni

Belgrado, Serbia. Gli studenti festeggiano la vittoria elettorale la notte del 25 ottobre 2026 – Foto A. Lazzaroni

Belgrado, Serbia. Gli studenti festeggiano la vittoria elettorale la notte del 25 ottobre 2026 - Foto A. Lazzaroni

Gli studenti hanno vinto. La Lista degli studenti è riuscita a sconfiggere la lista guidata dall’ex presidente della Serbia Aleksandar Vučić con una distanza di oltre dieci punti percentuali. Al punto che Vučić alle 21.30, prima ancora che uscissero i risultati, aveva sorprendentemente già riconosciuto la sconfitta: “È chiaro che abbiamo perso queste elezioni, ha vinto la lista degli studenti blokaderi… Alcuni imprenditori e alcune persone ci lasceranno, ma la nostra struttura è molto solida, siamo uniti, molto forti, abbiamo imparato a stare all’opposizione. La maggior parte di noi ha trascorso più tempo all’opposizione che al potere… l’SNS continuerà a lottare e a mostrare cos’è l’opposizione.”

Vittoria schiacciante, i socialisti fuori dal parlamento

Secondo i risultati non ancora definitivi, sono circa 140 i seggi ottenuti dalla Lista degli studenti, rispetto ai 103 della lista di Vučić, sul totale di 250 seggi del parlamento serbo, dove sono 126 i seggi necessari per avere la maggioranza parlamentare. Nessun’altra lista o partito, eccetto quattro liste delle minoranze nazionali (senza sbarramento), ha passato la soglia di sbarramento del 3%. Anche lo storico Partito socialista serbo, già di Milošević e ora di Ivica Dačić, si è fermato a poco più del 2%, e per la prima volta da quando si tengono in Serbia le elezioni multipartitiche (queste erano le quindicesime), non entrerà in parlamento.

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Affluenza da record

Una vittoria storica, come l’hanno definita gli studenti riuniti in piazza Slavija per festeggiare con clacson, canti e balli di felicità. Ma è stata anche una giornata segnata da un’affluenza da record. Secondo i dati a disposizione, il tasso di partecipazione ha raggiunto alla chiusura dei seggi, alle ore 20.00, il 69.1%, di gran lunga superiore alle precedenti elezioni.

Sin dalle prime ore del mattino (i seggi erano aperti dalle ore 7), il tasso di partecipazione è stato un importante indicatore dell’andamento della tornata elettorale. Fino a mezzogiorno l’affluenza era più del doppio di quella registrata alle elezioni del 2023. Notevole anche l’affluenza all’estero, nonostante le difficoltà relativi alla mancanza di seggi in vari paesi. Secondo quanto riportato dall’emittente N1, una famiglia serba che vive a Brisbane in Australia ha viaggiato con un furgone per 900 chilometri per votare a Sidney. Altra anomalia il fatto che il voto all’estero, a prescindere dal fuso orario, sia stato organizzato volutamente alla stessa ora in vigore in Serbia. Si sono viste colonne di persone in fila di notte per andare a votare. L’attesa in molte città, sia all’estero che in Serbia era di qualche ora. A Novi Sad si aspettava fino a due ore per poter votare.

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“Cara Serbia, stasera si è udita la voce del popolo, la voce della libertà. Stasera i cittadini della Serbia hanno dimostrato che nessun ostacolo è più grande della loro volontà, che nessuna paura è più forte del coraggio e non può sopraffare un popolo che ha deciso di prendere in mano il proprio destino”. Così l’accademico e candidato della Lista degli studenti Radomir Saičić, nelle prime dichiarazioni pubbliche dopo la vittoria elettorale.

“Devucizzare” la Serbia

Il lavoro da fare inizia adesso, formare un governo e iniziare a “devucizzare” la Serbia. Riportare la fiducia nelle istituzioni, riportare le forze dell’ordine al servizio dello stato democratico, democratizzare la Serbia. Non sarà facile, la lista che ha vinto è una lista piglia tutto: ci sono ideologie politiche molto differenti al suo interno, dalle istanze nazionaliste a quelle filoeuropee. La vittoria è stata una sorta di voto referendario, pro o contro Aleksandar Vučić. Adesso la lista studentesca dovrà prendere decisioni importanti  in tempi ristretti.

La vittoria degli studenti serbi è un importante segnale anche per l’Europa intera: la dimostrazione concreta che migliaia di giovani in piazza, nonostante tutti i tentativi del potere di contrastarli, possono portare ad un grosso cambiamento. Due anni sono passati dalla miccia che ha innescato quel grande movimento che ha vinto le elezioni del 25 ottobre, due anni dalla caduta della pensilina della stazione di Novi Sad sotto la quale sono morte 16 persone. Due anni di proteste e mobilitazioni, che ieri hanno portato ad un grande risultato.

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