A Belgrado, le foto della vittoria degli studenti

26/10/2026, Andrea Lazzaroni

È una vittoria schiacciante quella che gli studenti hanno inflitto, domenica 25 ottobre, all’ex presidente serbo Aleksandar Vučić, al potere da 14 anni. La festa degli studenti nelle strade di Belgrado raccontata dalle foto di Andrea Lazzaroni

Sono da poco passate le 21.30 quando Aleksandar Vučić riconosce la sconfitta. “Voglio informarvi che ha vinto la lista studentesca dei blocchi”, queste le parole pronunciate dalla sede del Partito Progressista Serbo (SNS) a Belgrado. Un’ammissione insolitamente rapida, arrivata prima che i risultati finali fossero disponibili. Si chiude un’epoca per la Serbia: il sistema politico dominato da Vučić e dal suo partito durava infatti dal 2012.
Molto alta l’affluenza: quasi il 70% degli aventi diritto si è recato alle urne. Una vittoria storica per la Lista Studentesca (LS), il movimento nato dalle proteste seguite al crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, avvenuto il primo novembre 2024, nel quale persero la vita 16 persone. Da quel giorno la mobilitazione, partita dal capoluogo della Vojvodina, è cresciuta gradualmente, attraversando tutto il paese: blocchi delle facoltà, plenum studenteschi, manifestazioni, oltre a un viaggio in bicicletta fino a Strasburgo per sensibilizzare le istituzioni europee.

La notizia diventa ben presto di dominio pubblico e decine di migliaia di persone si riversano in strada. Fuochi d’artificio, urla di gioia, slogan contro il governo e canti di liberazione: da Terazije a Piazza Slavija, dove giovedì 22 ottobre si è tenuto il grande comizio conclusivo della campagna elettorale della Lista Studentesca. Nel Parco dei Pionieri, tra il parlamento e il municipio, vengono rimosse le transenne che per oltre un anno e mezzo hanno circondato il presidio filo-governativo di Ćacilend, che si contrapponeva, simbolicamente e fisicamente, alle proteste studentesche.

Ora si apre la fase più delicata. La Lista Studentesca dovrà formare un governo e misurarsi con il potere, in un paese dalla storia complessa e dalla posizione geopolitica delicata. La nuova Serbia, nata dal basso, inizia ora la sua battaglia più difficile.

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