Serbia: un anno di passione per la stampa indipendente
I media indipendenti serbi attraversano in questi giorni una nuova turbolenta fase, dopo l’ennesimo passaggio di proprietà. Si tratta di un altro tentativo del governo serbo di silenziare la stampa non allineata? Un riepilogo di quanto avvenuto nell’ultimo anno

Belgrado, Serbia © Roman023_photography/Shutterstock
Belgrado, Serbia © Roman023_photography/Shutterstock
A fine agosto 2025, una conversazione registrata di nascosto tra il general manager di United Group, Sten Miller, e il direttore di Telekom Srbija, Vladimir Lučić, ha fatto temere che il governo serbo, tramite Telekom Srbija, si stesse muovendo per portare sotto controllo i pochi media indipendenti rimasti nel paese.
La United Group, a quel tempo, deteneva la quota di maggioranza di United Media, che a sua volta possedeva le televisioni N1 e Nova S. Nel corso di quella conversazione, Miller diceva di non poter intervenire nei confronti delle televisioni N1 e Nova S e che, prima, avrebbe dovuto rimpicciolire il gruppo per poi procedere a rimuoverne la direttrice esecutiva, Aleksandra Subotić.
Erano quelli i mesi delle proteste di piazza e i cronisti di N1 e Nova S coprivano ogni sera le proteste, le marce degli studenti e gli scontri, che, soprattutto durante i mesi estivi, erano divenuti parecchio frequenti. La conversazione ha fatto scattare i campanelli d’allarme per quanto riguarda la libertà dei media in Serbia, un settore critico della società serba.
Le tappe principali
Fine agosto 2025 — Trapela la conversazione registrata tra Sten Miller (United Group) e Vladimir Lučić (Telekom Srbija): il primo allarme sul futuro di N1 e Nova S, mentre le due tv coprono ogni sera le proteste di piazza.Febbraio 2026 — United Group crea Adria News Network (ANN) e vi trasferisce N1, Nova S, Danas, Radar e altri nove media regionali. Brent Sadler alla guida del nuovo gruppo, rimossa la direttrice esecutiva di United Media Aleksandra Subotić.
Maggio 2026 — ANN è acquistata da ALPAC Capital, gruppo finanziario portoghese guidato da Pedro Vargas David. L’ALIA, il regolatore lussemburghese, non ha però ancora autorizzato l’operazione.
17 agosto 2026 — ALPAC sostituisce di colpo tutti i manager delle cinque società di ANN, compreso Sadler e il fondatore di N1 BiH Amir Zukić. Preoccupazione di NUNS, EFJ e di diciassette ong serbe.
20 agosto 2026 — Il ministro dell’Informazione Boris Bratina invia una lettera aperta ai nuovi proprietari, invitandoli a registrare N1 in Serbia presso la REM e accusando l’ALIA di aver fatto da “ombrello d’acciaio”.
25 agosto 2026 — Vargas David diffonde un comunicato rassicurante sull’indipendenza delle redazioni e reintegra Zukić alla guida dell’informazione di N1 BiH.
Mesi d’incertezza
I mesi successivi hanno mandato dei segnali contraddittori, confermando però quanto detto nel corso di quella conversazione.
Mentre N1 e Nova S hanno continuato con la loro programmazione, senza cambiamenti alla linea editoriale, a febbraio 2026 United Group ha creato un nuovo gruppo, la Adria News Network (ANN): Nova S e N1, assieme al quotidiano Danas, il periodico Radar e altri nove media tra Slovenia, Croazia, Montenegro e Bosnia Erzegovina venivano trasferiti sotto il controllo del nuovo gruppo.
Brent Sadler, giornalista di lungo corso, è nominato alla guida di ANN, mentre la direttrice esecutiva di United Media, Aleksandra Subotić è rimossa.
Preoccupati per tali sviluppi, i giornalisti di N1 hanno cercato di creare una cordata per acquistare N1, ma l’offerta è stata respinta. Poche settimane dopo, anche il direttore finanziario ed editoriale di N1 Igor Božić, che si era impegnato nel tentativo d’acquisto, è rimosso e il suo contratto terminato consensualmente dalle parti. Col nuovo news director, Branislav Šovljanski, la linea editoriale rimane però immutata.
A maggio 2026, un altro passaggio di proprietà ha destato preoccupazione: Adria News Network (ANN) è acquistata da ALPAC Capital, un gruppo finanziario portoghese, che in passato era stato vicino a Viktor Orbán, e che è uno dei proprietari di Euronews Europa. Il CEO di Alpac Capital è Pedro Vargas David, il cui padre, Mario David era stato definito “un amico” da parte del presidente serbo Vučić ed è da molti anni un sostenitore dell’ingresso della Serbia nell’UE.
Dopo l’acquisto, per alcuni mesi, non è successo nulla fino alla settimana scorsa, quando il gruppo ALPAC ha improvvisamente sostituito tutti i manager delle cinque compagnie facenti parte di Adria News Network, compreso Brent Sadler.
I cambiamenti non hanno riguardato solo la Serbia: anche Amir Zukić direttore e fondatore di N1 Bosnia Erzegovina è stato sostituito e sono stati rimossi anche i manager delle testate registrate in Slovenia e Croazia. N1 ha spiegato che i cambiamenti non sono null’altro che la prosecuzione dei piani annunciati in precedenza. Al posto di tutti i direttori, è stato nominato il direttore esecutivo di ALPAC, Pedro Vargas David.
La mossa è giunta in un modo del tutto inaspettato in Serbia e ha anche creato problemi burocratici dal momento che Pedro Vargas David non si trovava in Serbia e non aveva delegato alcuna persona a firmare in sua vece. Ma la cosa che più ha destato sospetti è stato il fatto che l’ALIA (Autorité luxembourgeoise indépendante de l’audiovisuel, l’ente regolatore del Lussemburgo), paese dove Adria News ha la sede legale, non ha ancora dato il via libera all’acquisto della società: sono infatti in corso dei controlli sull’acquisto stesso per evitare una concentrazione dei media in Serbia.
La sostituzione dei direttori ha creato l’allarme e la NUNS, l’Associazione dei Giornalisti Indipendenti della Serbia, ha prontamente espresso preoccupazione per le possibili ripercussioni sull’indipendenza editoriale e sul fatto che i circa mille giornalisti di Adria News chiedevano garanzie in merito al loro futuro.
L’invito del ministro Bratina
La notizia della rimozione dei direttori ha provocato una reazione abbastanza insolita da parte del ministro dell’Informazione e delle Telecomunicazioni della Serbia, Boris Bratina, il quale, il 20 agosto, ha inviato una lettera aperta ai nuovi proprietari e invitato il nuovo management a registrare N1 in Serbia con l’ente regolatore serbo, la famosa REM, che da qualche settimana ha ripreso ad operare seppur a ranghi ridotti e che in passato è stata spesso criticata per la sua parzialità.
Il ministro Bratina ha anche accusato l’ALIA di aver ostacolato senza motivo l’approvazione del trasferimento di proprietà e ha criticato l’ente regolatore per aver funzionato come un “ombrello d’acciaio” ponendo al riparo N1 e Nova S dalle autorità serbe. L’operato delle due testate, secondo la lettera del ministro, è sostanzialmente stato quello di propagare l’odio e sollevare le tensioni e, stando sempre alla lettera, di recente le due televisioni avrebbero contribuito a creare una “struttura mediatica” al di fuori della realtà che corrisponde alla “lista studentesca”.
La Federazione Europea dei Giornalisti si è fatta sentire con parole molto dure e tramite la sua presidente Maja Sever, ha descritto la lettera di Bratina come surreale. Sever ha spiegato che è in corso un’azione volta “a silenziare gli ultimi media liberi in Serbia”, come lasciato intendere dallo stesso presidente Vučić e teme che la risposta dell’Unione Europea non sarà adeguata.
Diciassette organizzazioni non-governative della Serbia hanno espresso la loro preoccupazione in merito a questa cessione e hanno invitato gli organi competenti, tra cui l’Unione Europea e l’ALIA a seguire da vicino gli sviluppi.
L’Unione Europea ha già iniziato a seguire da vicino il caso, tramite un gruppo di esperti ad hoc che opera all’interno dell’European Board for Media Service, l’organo consultivo stabilito dall’European Media Freedom Act.

Aleksandar Vučić © photoibo/Shutterstock
Giorni cruciali
La notizia della sostituzione di tutti i direttori è giunta proprio nella settimana in cui il presidente Vučić ha annunciato che le elezioni parlamentari si terranno il 18 o il 25 ottobre, il che ha indotto molti a pensare che potessero esservi dei collegamenti tra i due fatti, cosa difficile da stabilire.
Il presidente Vučić in questi giorni sta visitando numerose località della Serbia, come se fosse una sorta di pre-campagna elettorale, dato che pare scontato che Vučić stesso si candiderà con l’ambizione di diventare primo ministro.
Commentando l’accaduto, il 21 agosto Vučić ha detto di non conoscere il nuovo proprietario delle televisioni, ma di conoscerne solo il padre ed in modo superficiale. Vučić ha però spiegato che di fatto la situazione nei media è cambiata, il nuovo proprietario vuole comunque realizzare dei profitti e quindi dovrà avvicinarsi alla maggioranza del pubblico in Serbia.
Vučić poi si è dichiarato completamente estraneo all’operazione: “Io non c’entro niente con tutto questo! Né ho venduto, né ho preso commissioni, né ho ricevuto un solo dinaro da tutto questo”.
Rimane quindi molta incertezza nel settore dei media e non è chiaro se quello in atto sia un ulteriore tentativo di silenziare i media indipendenti oppure il risultato delle operazioni di compravendita. Di certo, il lavoro dei giornalisti e delle redazioni non è facile in questo clima che oramai perdura da più di un anno e ciò può avere facilmente delle ripercussioni sul lavoro delle redazioni a scapito della libertà di informazione.
Sarà interessante vedere come si comporterà il nuovo management.
Le prime dichiarazioni sembrano voler rassicurare il pubblico e rimuovere i timori creati dal repentino cambio di management: nel pomeriggio del 25 agosto, in relazione alle operazioni di ALPAC Capital in Bosnia Erzegovina, il nuovo management ha rilasciato un comunicato dai toni molto rassicuranti, ponendo l’enfasi sulla necessità di proteggere il lavoro dei giornalisti da qualsiasi forma di ingerenza e pressione e sull’importanza dell’indipendenza delle redazioni, che sarà “attivamente promossa”.
Alle parole hanno fatto anche seguito i fatti: Vargas David ha fatto sapere di aver nominato a capo del programma informativo di N1 Bosnia Erzegovina il giornalista Amir Zukić che era stato rimosso dalla posizione di direttore.
Il giorno seguente, Vargas David ha cortesemente rifiutato l’ “invito” di Bratina a registrare N1 con la REM in Serbia, sottolineando l’importanza di avere una REM che sia funzionale ed indipendente, riecheggiando così la posizione dell’Unione Europea in merito. Allo stesso tempo ha ribadito che nessun tentativo di influenzare o far pressione sui giornalisti avrà mai successo.
Hai notato inesattezze o errori in questo articolo? Contattaci a redazione@balcanicaucaso.org .
Tag:










