Il Pride di Podgorica: celebrare la vita

05/10/2026, Tijana Lekić Podgorica

Con bandiere arcobaleno e striscioni con le scritte “Perché così tanti suicidi” e “Orgogliosi di essere noi stessi”, circa 350 partecipanti alla 14° edizione del Montenegro Pride hanno sfilato pacificamente sabato 3 ottobre dalla sede del governo a Piazza Argentina a Podgorica. Con lo slogan “Vivremo celebrando la vita!”, gli organizzatori del Pride di quest’anno hanno denunciato l’ascesa della destra, la militarizzazione e le guerre, invitando i cittadini a battersi per i diritti e per una vita dignitosa.

Riflettendo sull’attuale situazione in Montenegro, Staša Baštrica, direttrice esecutiva dell’organizzazione Kvir Montenegro, ha parlato di un clima politico “dove le sentenze vengono contestate e si esprimono condoglianze alle famiglie dei criminali di guerra, mentre allo stesso tempo l’adozione di leggi di fondamentale importanza per i cittadini viene rinviata o bloccata”.

“I veri nemici non sono gay, lesbiche, bisessuali e trans”, ha affermato Baštrica.

Ali Erdogan dell’ong Kvir Montenegro ha chiesto che i diritti delle unioni tra persone dello stesso sesso siano pienamente rispettati e che l’identità delle persone trans sia riconosciuta “senza procedure mediche imposte”.

“Nessuno dovrebbe essere costretto a dimostrare coraggio solo per vivere una vita normale”, ha detto Erdogan.
È proprio una vita normale che prevede la legge sul riconoscimento giuridico dell’identità di genere sulla base dell’autodeterminazione, che non è ancora stata approvata.

Dopo otto anni di lavoro, la proposta di legge era pronta alla fine del 2024 e la Commissione europea ha espresso un parere positivo il 13 dicembre dello stesso anno. Nonostante la sua adozione sia stata annunciata più volte nell’ambito del capitolo 23 dei negoziati di adesione, il governo non ha ancora inviato la legge al parlamento per un esame.

Il giorno prima del Pride, l’associazione Spektra si è rivolta all’ombudsman, presentando una denuncia ufficiale. Secondo gli attivisti, il ministero dell’Interno vincola il cambio di genere a interventi medici, anche se la normativa non lo prevede. Tra i partecipanti al Pride c’era anche il difensore civico Siniša Bjeković.

Alla manifestazione hanno partecipato anche molti cittadini stranieri, perlopiù provenienti da Russia e Turchia, i paesi di origine del maggior numero di richiedenti asilo LGBT in Montenegro. Dal 2022 alla fine del 2025, stando ai dati del ministero dell’Interno, 27 persone LGBT hanno presentato domanda di asilo. Finora ne sono state accolte solo due.

Iskra Đurišić dell’associazione Spektra, membro del comitato organizzatore del Montenegro Pride, ha ringraziato i partecipanti per aver fatto sentire la propria voce. Insieme, come ha affermato, “riusciremo a creare uno spazio dove tutti possano vivere liberamente, in sicurezza e con dignità”.

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