Romania, sostenere le startup innovative
Il fondo di investimento romeno Nucleo Ventures, recentemente creato grazie al contributo dell’UE attraverso la politica di coesione, fornirà capitale di rischio a startup tecnologiche con importi che vanno da 150.000 a 1,4 milioni di euro. Intervista con Valentin Filip, responsabile di Nucleo Ventures

© Vlad Ispas/Shutterstock
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(Originariamente dal nostro partner di progetto EuSEE Hotnews)
Il fondo di investimento Fortech Ventures e l’Agenzia per lo sviluppo della regione nord-ovest (ADR) hanno lanciato ufficialmente il fondo Nucleo, finanziato nell’ambito del Programma per la regione nord-ovest 2021-2027 [co-finanziato dalla politica di coesione europea, ndr]. Nucleo Ventures è la nuova identità pubblica di Fortech Ventures e ha appena avviato la sua campagna di investimenti in aziende.
Lo scorso 24 giugno, StartupCafe ha incontrato Valentin Filip, responsabile di Nucleo Ventures, nell’ambito di Techylvania 2026, un importante evento dedicato alle startup tecnologiche tenutosi a Cluj, Romania. Il responsabile del nuovo fondo di venture capital ha fornito spunti utili sulle opportunità di finanziamento offerte da Nucleo Ventures.
In quali startup intendete investire?
Investiamo nella regione nord-ovest, in startup che opereranno qui. Possono avere sede nella regione o provenire da qualsiasi paese dell’Unione europea e non solo, purché stabiliscano la propria attività qui tramite una filiale o una succursale.
In altre parole, possiamo investire in una startup di Galați pronta ad aprire una filiale nella regione nord-ovest che generi attività economica in loco, quindi che non sia una filiale fine a se stessa. In sostanza, la filiale assume personale, avvia e gestisce l’attività a livello locale. Siamo disposti a supportare l’attività commerciale delle startup nella regione nord-ovest, contribuendo così alla loro crescita.
Qual è l’ammontare dei finanziamenti che intendete fornire?
L’investimento iniziale varierà tra 150.000 e 1,4 milioni di euro. In media, erogheremo 650.000 euro per startup e poi effettueremo investimenti successivi.
Quindi, siete un fondo di investimento in fase iniziale, cioè pre-seed e seed?
Esattamente. Negli ultimi due anni, abbiamo notato una crescente esigenza sul mercato e, grazie alle nostre capacità, siamo riusciti a lanciare un fondo per startup in fase iniziale. Vi è un urgente bisogno di capitali in questo settore. La maggior parte dei fondi esistenti è passata alla fase successiva. Quasi nessuno investe più nelle startup in fase iniziale. Per questo abbiamo deciso di rimanere in questo segmento e di sfruttare l’esperienza maturata: aiutare le startup mettendo a frutto le competenze acquisite.
Quale percentuale di capitale azionario acquisite nelle startup in cui investite?
Idealmente tra il 5% e il 15%, a seconda della maturità dell’azienda e dell’entità dei finanziamenti forniti.
In termini di settori verticali di attività, su quali vi concentrate?
Tecnologia sanitaria, finanza, industria manifatturiera, energia e difesa. Ma siamo aperti alla maggior parte dei settori industriali, a patto che possiamo individuare una soluzione che si rivolga ad uno specifico segmento verticale, focalizzandosi su un particolare settore e operando nel mercato B2B (prodotti o servizi rivolti ad altre aziende). Questo è un ambito che comprendiamo e dove possiamo offrire il nostro supporto.
La nostra idea è supportare soluzioni che abbiano un impatto sull’economia reale e che agiscano in diversi settori e industrie. Ci concentriamo su soluzioni integrate più ampie, non solo su un prodotto software autonomo o un sito web.
Ho notato che è previsto anche un contributo a fondo perduto, per un totale di 1,7 milioni di euro, cosa abbastanza insolita per i fondi di investimento. Si tratta di un contributo senza cessione di quote azionarie?
Sì. L’Agenzia per lo sviluppo della regione nord-ovest, ente promotore dei fondi pubblici, voleva sostenere anche la creazione di nuove imprese, non solo l’attività di quelle già esistenti. Si è quindi rivolta all’UE, ottenendo l’autorizzazione per includere una componente di sovvenzioni nei fondi che eroga. Si tratta di una novità, anche se in passato ci sono state iniziative analoghe per altri fondi regionali, ma la loro messa in pratica si è rivelata difficoltosa.
Abbiamo trovato una soluzione con i nostri partner nei Paesi Bassi, che si occupano della struttura del fondo. In sostanza, possiamo investire a partire dalla fase dell’idea imprenditoriale: per supportare lo sviluppo dell’MVP (prodotto minimo funzionante) o per raggiungere un obiettivo non direttamente legato alla generazione di ricavi, come ad esempio una licenza per un dispositivo medico, che non genera entrate di per sé, ma funge da fattore abilitante per la crescita dell’azienda. Attraverso questo approccio, aiutiamo le startup a crescere e a svilupparsi fino a soddisfare tutti i requisiti per ricevere investimenti.
Al contempo, riduciamo il rischio per i nostri investitori privati garantendo un portafoglio di aziende accuratamente selezionate Di conseguenza, abbiamo maggiore fiducia nell’investire capitali di private equity in tali aziende.
Come selezionate le startup per questi finanziamenti?
Una caratteristica peculiare di questo fondo è l’intenzione di rendere disponibili i fondi quando necessario, abbandonando il modello dei bandi.
Siamo i promotori di questo nuovo approccio che stiamo ancora sperimentando. I fondatori di aziende si rivolgeranno a noi spontaneamente, proprio come fanno quando hanno già un’azienda avviata. Valuteremo ogni opportunità al momento della loro richiesta. Il nostro obiettivo è identificare il potenziale di mercato e comprendere a fondo il problema, in modo che la startup sia meritevole di supporto e possa sviluppare un MVP (minimum viable product) per rispondere ad un’esigenza concreta.
Quindi, di fronte ad un flusso continuo di imprenditori, li valuterete man mano che presenteranno le loro candidature?
Esatto. La componente di sovvenzione non è un’erogazione a sé stante. Si tratta di un capitale combinato. Il pacchetto di finanziamento includerà sia una sovvenzione che un investimento azionario. Possiamo fornire il capitale azionario contestualmente alla sovvenzione oppure subordinarlo al raggiungimento di determinati traguardi da parte del fondatore della startup.
Quanto può ricevere in genere una startup sotto forma di sovvenzione?
Il finanziamento a cui puntiamo varia da 50.000 a 150.000 euro sotto forma di sovvenzioni.
Oltre ai finanziamenti, offrite anche servizi di mentoring o altri tipi di supporto simili a quelli che gli imprenditori ricevono negli acceleratori o negli incubatori d’impresa?
Crediamo fermamente nell’importanza di sostenere e collaborare con chi ha una visione chiara. Dobbiamo favorire tutte le realtà, anziché offrire una sola alternativa. Per questo motivo, dovremmo supportare tutti i programmi di accelerazione in Romania e non solo, in modo che sia noi che le startup possiamo trarre vantaggio dal loro contributo.
Collaboriamo con LevelUp a Cluj, Make it a Oradea, Techcelerator, Rubik Hub e molte altre organizzazioni. In sostanza, supportando gli incubatori d’impresa, offriamo ai fondatori l’opportunità di ricevere tutoraggio e formazione. In definitiva, forniamo agli imprenditori l’accesso ai finanziamenti e sosteniamo il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalle organizzazioni.
Siete ancora alla ricerca di investitori o partner che contribuiscano al vostro fondo?
Abbiamo appena concluso la nostra prima fase di raccolta fondi, raggiungendo quota 27 milioni di euro. Il nostro obiettivo minimo è di 34 milioni di euro. Potremmo arrivare a 47 milioni di euro per la dimensione totale del fondo, a seconda della tipologia di investitori che riusciremo ad attrarre. Siamo in trattative anche con gli investitori istituzionali. In futuro, siamo aperti alla partecipazione delle cosiddette “limited partnerships”.
L’Agenzia per lo sviluppo della regione nord-ovest ha contribuito con 23,5 milioni di euro. Quanto avete investito voi nel nuovo fondo?
A questa cifra aggiungiamo quasi 4 milioni di euro. Questo include un contributo del team di gestione. Hanno aderito anche investitori privati, tra cui alcuni imprenditori dei settori IT, immobiliare ed energetico.
Vogliamo mantenere il gruppo relativamente ristretto, così da poter beneficiare dell’esperienza degli investitori e favorire le relazioni tra loro e il portafoglio.
Qual è il suo messaggio per gli imprenditori e le startup romene?
Il mio consiglio è di iniziare subito e di essere aperti a tutto ciò che accade nel mondo che ci circonda. Questa consapevolezza fornirà loro idee e opportunità che potranno trasformare in prodotti e soluzioni per i loro potenziali clienti. Trascorriamo la vita concentrati su ciò che dobbiamo fare, ma se guardiamo verso l’esterno, noteremo molte opportunità.
Abbiamo un nuovo sito web, Nucleo.vc, dove è molto facile vedere cosa facciamo, che tipo di startup supportiamo e come contattarci per avviare un dialogo.
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Questo articolo è stato prodotto nell’ambito del progetto EuSEE, co-finanziato dall’Unione europea. Tuttavia, i punti di vista e le opinioni espresse sono esclusivamente quelli dell’autore/degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’autorità concedente e l’Unione europea non può esserne ritenuta responsabile.
Tag: Coesione UE | EuSEE










