Romania: nonostante lo humor, Schengen รจ lontana

"Qui il tempo รจ pessimo". "Venite da noi allora!". Botta e risposta all’insegna dello humor tra Gran Bretagna e Romania. Ma la questione รจ maledettamente seria e riguarda la libertร  di circolazione in seno all’Ue. Abbiamo incontrato il ministro degli Esteri rumeno Titus Corlatean

06/03/2013, Daniela Mogavero

Lo humor inglese ha contagiato anche Bucarest. Forse per seguire il vecchio adagio secondo cui โ€œchi รจ disprezzato suole ripagare con la stessa monetaโ€ oppure proprio per dimostrare un grande spirito di accoglienza e prendere in contropiede Londra, il governo romeno ha messo in campo una fine e โ€œsaggiaโ€ strategia di comunicazione in Gran Bretagna, in risposta ai โ€œtimoriโ€ inglesi di una possibile invasione di lavoratori romeni (e bulgari) all’indomani della caduta delle restrizioni per i lavoratori stranieri.

Un’esperienza ben riuscita ma che non bisogna applicare ovunque in Europa, per esempio in Italia โ€œnon servirebbeโ€, parola di Titus Corlatean, ministro degli Esteri romeno, secondo cui Roma ha avuto un atteggiamento realmente europeo e ha dato l’esempio ad altri Paesi Ue. Una frase ancora piรน โ€œpesanteโ€ se paragonata alla nuova chiusura della Germania all’ingresso della Romania in Schengen, ultimo capitolo di una lunga storia.

โ€œIn Gran Bretagna la comunitร  romena รจ ben radicata e dร  un grande contributo, di certo non ha dimensioni simili a quella presente in Italia, ma per ragioni e obiettivi politici nei mesi scorsi alcuni media hanno lanciato una campagna che parlava della possibile ‘invasione’ di romeni e bulgari dal primo gennaio 2014 quando le restrizioni al mercato del lavoro britannico verranno eliminate โ€“ ha spiegato a OBC il titolare della diplomazia romena in visita a Roma – per questo abbiamo lanciato una campagna a nostra volta: una strategia su due binari, una per i media e una per la societร  civile. Punto focale il sense of humor. Abbiamo invitato i britannici a venire in Romania e quindi a "invadere" il Paeseโ€.

Una contro-strategia con slogan come: "Metร  delle nostre donne somiglia a Kate. L’altra a sua sorella". Oppure con cartelloni pubblicitari che facevano riferimento allo scandalo di cui รจ stato protagonista il principe Harry, fotografato nudo in un hotel di Las Vegas: "Il principe Carlo ha comprato una casa in Romania nel 2005. E qui Harry non รจ mai stato fotografato nudo".

Per Corlatean la campagna รจ stata โ€œapprezzata ed รจ stata saggia: avrร  conseguenze positiveโ€. Nei cartelloni che riportavano i simpatici spot anche l’invito a trasferirsi in Romania in tempi di crisi: "Avete un clima cattivo, non avete lavoro, non avete casa? Brutta storia. Perchรฉ non venite a vivere qui?".

Secondo i media britannici tra il 2014 e il 2019 potrebbero arrivare in Gran Bretagna 250mila tra romeni e bulgari, con relative conseguenze sul mercato del lavoro. E a Downing Street, dove la mossa di Bucarest ha preso in contropiede le autoritร , si valutano altri progetti per dissuadere gli ultimi arrivati tra i nuovi europei dal trasferirsi perchรฉ bisogna sfatare il mito che โ€œle strade siano lastricate d’oroโ€ nel Regno Unito, ha sottolineato una fonte ministeriale inglese.

Si pensa a rendere piรน difficile l’accesso ai servizi pubblici, il rimpatrio forzato per chi non trova un impiego entro tre mesi, una campagna negativa sulla mancanza di posti di lavoro e sulle terribili condizioni meteo. Deterrenti sufficienti?

Un piano โ€œpubblicitarioโ€ e di pulizia di immagine del genere non serve invece in Italia, il ministro degli Esteri Corlatean ne รจ sicuro al 100%. โ€œIn Italia c’รจ un ottimo livello di integrazione. Quando vengo qui non riesco a distinguere tra italiani e romeni. Penso che condividere i comuni valori della latinitร  faccia la differenza โ€“ ha continuato il ministro – la maggior parte dei romeni in Italia รจ ben integrata, paga le tasse, lavora. Si sono verificati casi gravi e difficili in passato โ€“ ha ammesso Corlatean โ€“ ma siamo sempre stati a favore di una dura applicazione della legge, per il resto abbiamo accolto con favore lo spirito di collaborazione delle autoritร  e l’eliminazione delle restrizioni per i lavoratori romeni giร  dal gennaio del 2012โ€.

Per il ministro questo รจ ed รจ stato โ€œun ottimo esempio di quello che dovrebbe essere veramente l’Europa. L’Italia ha dato un buon esempio ad altri paesi in Ue in questi tempi ancora cosรฌ complicatiโ€.

Parole forse premonitrici di un peggioramento dei rapporti in Europa. Il fronte dei contrari a Bucarest e Sofia in Schengen, infatti, ha ripreso corpo e sembra piรน agguerrito che mai. La Germania ha dichiarato di essere pronta a porre il veto sull’ingresso dei due Paesi nell’area di libera circolazione. Il ministro federale dellโ€™Interno, Hans-Peter Friedrich, si รจ detto allarmato dal forte afflusso di rom provenienti dai Balcani e che sono giunti in Germania nei mesi scorsi per usufruire di benefici sociali.

E proprio il 7 marzo i ministri della Giustizia e dellโ€™Interno dellโ€™Ue sono chiamati a decidere nuovamente sullโ€™allargamento di Schengen. Berlino, perรฒ, ha giร  dichiarato battaglia. Se questo ordine del giorno rimarrร  sul tavolo la Germania voterร  contro: โ€œSe Bulgaria e Romania insisteranno su una votazione, lโ€™iniziativa fallirร  per il veto tedescoโ€. Nella precedente riunione sul tema dell’ingresso di Romania e Bulgaria in Schengen era stata l’Olanda a mettere i bastoni tra le ruote all’allargamento sostenendo che i due Paesi avrebbero dovuto incrementare la propria lotta e migliorare i propri strumenti contro la corruzione e il crimine organizzato.

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