Nobel a Handke: non c’รจ futuro per la letteratura

Dopo che lo scrittore Peter Handke ha vinto il premio Nobel per la letteratura si sono scatenate una serie di reazioni sia nei Balcani che a livello internazionale. Al centro delle controversie il revisionismo storico dello scrittore austriaco e il suo sostegno a Slobodan Miloลกeviฤ‡

18/10/2019, Ahmed Buriฤ‡ Sarajevo

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Peter Handke 2006 (foto wikimedia CC BY-SA 3.0)

La notizia che il premio Nobel per la letteratura 2019 รจ stato assegnato allo scrittore Peter Handke ha occupato per qualche giorno le prime pagine dei giornali, e questa รจ certamente unโ€™eccezione nel mondo di oggi in cui la maggior parte delle notizie dura al massimo 24 ore. La letteratura ha semplicemente perso la battaglia contro il sensazionalismo, lโ€™infotainment e altre forme della cultura dello spettacolo, e questo fenomeno ha ormai raggiunto dimensioni preoccupanti.

Reagendo alla notizia dellโ€™assegnazione del premio Nobel a Handke, il PEN America ha emesso un comunicato stampa, firmato dalla scrittrice Jennifer Egan, affermando di essere โ€œsconcertata dalla scelta di premiare uno scrittore che ha usato la sua voce pubblica per screditare la veritร  storica e ha offerto il suo appoggio ai perpetratori del genocidio, come lโ€™ex presidente serbo Slobodan Miloลกeviฤ‡ e il leader dei serbo-bosniaci Radovan Karadลพiฤ‡. [โ€ฆ] In un momento segnato dal crescente nazionalismo, la presenza di leader autocratici e il dilagare della disinformazione in tutto il mondo, la comunitร  letteraria merita di meglio. Siamo profondamente dispiaciuti per la scelta del Comitato Nobel per la letteraturaโ€.

La maggior parte dei media e delle organizzazioni non governative ha reagito in modo simile, e le loro reazioni potrebbero essere riassunte nellโ€™affermazione secondo cui Handke รจ โ€œun grande scrittore, che perรฒ resterร  per sempre macchiato dal revisionismo storicoโ€ e ricordato come un sostenitore di Slobodan Miloลกeviฤ‡, โ€œal cui funerale, dove era uno dei pochi ospiti stranieri, ha persino tenuto un discorsoโ€. Le reazioni piรน dure sono arrivate dal Kosovo e dalla Bosnia Erzegovina, ed รจ stata lanciata anche una petizione per chiedere la revoca del premio Nobel assegnato a Handke, ma โ€“ come accaduto anche nel 2014 quando il PEN Norvegia aveva chiesto che a Handke venisse revocato il premio Ibsen a causa di alcune sue affermazioni scandalose โ€“ il Comitato del Nobel per la letteratura ha risposto brevemente, affermando che il premio una volta assegnato non puรฒ essere revocato.

Particolarmente lucide sono state le osservazioni di due scrittori, Aleksandar Hemon e Andrej Nikolaidis. Hemon โ€“ che รจ probabilmente lo scrittore bosniaco-erzegovese piรน letto allโ€™estero, da anni residente negli Stati Uniti โ€“ ha scritto sul New York Times che โ€œla politica del signor Handke ha irrimediabilmente inficiato la sua estetica, e la sua adorazione per Miloลกeviฤ‡ ha inficiato la sua eticaโ€, definendo Handke, non senza cinismo, โ€œil Bob Dylan degli apologeti del genocidioโ€.

Con lโ€™assegnazione del premio Nobel per la letteratura 2016 a un cantautore, il Comitato Nobel per la letteratura โ€“ consapevole del fatto che negli ultimi decenni questo riconoscimento รจ stato svuotato di significato โ€“ in un certo senso ha oltrepassato le sue competenze, aggiungendo un ulteriore spunto di polemica alle controversie politiche che accompagnano il premio Nobel fin dalla sua istituzione. Bob Dylan รจ un artista che appartiene al mondo dello spettacolo, il suo principale mezzo di espressione รจ la musica, e non bisogna dimenticare lโ€™impatto che i testi delle sue canzoni hanno avuto, e continuano ad avere in tutto il mondo.

Andrej Nikolaidis รจ intervenuto con una riflessione ancora piรน approfondita e precisa. In un testo intitolato โ€œIma li miลกljenje veze sa pisanjem?โ€ [Lโ€™opinione cโ€™entra con la scrittura?], Nikolaidis ha definito Handke come โ€œun classico della letteraturaโ€ e โ€œun idiota dal punto di vista moraleโ€, esprimendo alcune osservazioni molto precise sul nazionalismo serbo: โ€œCi sono potenze globali e locali, grandi e piccole, imperialiste e aspiranti allโ€™imperialismo. La Serbia appartiene al secondo gruppo. Ormai da un secolo la Serbia sta cercando di realizzare il suo piccolo progetto imperiale. Questo progetto รจ il motivo del suo scontro con il grande impero. Questo progetto โ€“ e non un ideale di libertร , lโ€™orgoglio nazionale, la conservazione della purezza della fede e bla bla bla โ€“ รจ il motivo alla base dellโ€™atteggiamento ostile della Serbia nei confronti dellโ€™Occidente. Che ha impedito [ai serbi] di costruire il loro piccolo impero locale. Allo stesso modo in cui lโ€™Occidente si รจ comportato come una potenza imperiale nei confronti della Serbia, cosรฌ anche la Serbia si รจ comportata come un impero nei confronti di tutte le ex repubbliche jugoslaveโ€.

Non cโ€™รจ nulla da aggiungere nรฉ da togliere a queste affermazioni che rispecchiano quasi totalmente la realtร . Chiunque proverร  a relativizzarle cadrร  nella stessa trappola del revisionismo in cui era caduto Peter Handke quando, allโ€™inizio degli anni Novanta, si era schierato dalla parte di Slobodan Miloลกeviฤ‡. Un viaggio dโ€™inverno, compiuto da Handke nel 1996 lungo i fiumi Danubio, Sava, Morava e Drina โ€“ dal quale รจ nato un libro, con un appendice intitolato โ€œGiustizia per la Serbiaโ€, nel quale lo scrittore austriaco nega il genocidio di Srebrenica e descrive i suoi incontri con i criminali di guerra โ€“ si รจ trasformato per Handke in un viaggio senza ritorno. Successivamente ha pubblicato altri quattro libri dedicati allo stesso argomento e ha continuato a schierarsi dalla parte sbagliata della storia, motivo per cui probabilmente non sarร  ricordato solo come autore di libri ormai diventati cult come โ€œPrima del calcio di rigoreโ€, โ€œBreve lettera del lungo addioโ€, o come co-sceneggiatore dei migliori film di Wim Wenders โ€œFalso movimentoโ€ (1975) e โ€œIl cielo sopra Berlinoโ€ (1987).

Per quanto riguarda la decisione del Comitato Nobel per la letteratura di assegnare il premio Handke, non ho nulla da aggiungere, tranne il fatto che le polemiche sullโ€™assegnazione del Nobel a Handke hanno fatto passare in secondo piano la notizia che il premio Nobel per la letteratura 2018 รจ stato attribuito alla brillante scrittrice e attivista polacca Olga Tokarczuk. Nel 2014 Handke ha dichiarato che sarebbe stato meglio se il Comitato del Nobel non lo avesse preso in considerazione, definendo il premio Nobel come una โ€œfalsa canonizzazione che non dice niente al lettoreโ€.

Su questโ€™ultimo punto aveva ragione. Ma poi ha vinto il premio e lo ha accettato dichiarando che โ€œdopo tutte le polemiche [โ€ฆ] รจ stata una decisione coraggiosaโ€. Il Comitato Nobel รจ riuscito a contenere le tensioni suscitate dallโ€™assegnazione del premio Nobel a Handke, un premio desiderato dalla maggior parte degli scrittori, e di โ€œribadireโ€ ancora una volta i criteri per lโ€™assegnazione, che non sono mai stati chiaramente definiti, tanto che alcuni scrittori, come Gottfried Benn e Jorge Luis Borges, non hanno vinto il premio proprio a causa dellโ€™appoggio fornito a dittatori o criminali di guerra.

Le vittime delle guerre jugoslave non esistono per lโ€™Accademia svedese, esattamente come non esistevano per la comunitร  internazionale nel momento in cui venivano commessi i crimini che Handke ha negato.

Allora dovโ€™รจ la letteratura? Sicuramente non nelle parole pronunciate da Albert Camus in occasione del discorso per il ritiro del premio Nobel per la letteratura nel 1957: โ€œLa missione dello scrittore รจ fatta ad un tempo di difficili doveri; per definizione, non puรฒ mettersi oggi al servizio di coloro che fanno la storia: รจ al servizio di quelli che la subiscono. O, in caso contrario, lo scrittore si ritrova solo e privo della sua arteโ€.

Nulla da aggiungere. Tranne unโ€™affermazione di Mile Stojiฤ‡, forse il piรน grande poeta bosniaco-erzegovese contemporaneo, il quale ha scritto: โ€œIl Nobel. Nulla di nuovo. Lo hanno vinto decine di scrittori peggiori di lui, e non lo hanno vinto centinaia di scrittori migliori di lui. Se non avesse scritto contro i musulmani non lo avrebbe nemmeno vintoโ€.

Se questa affermazione รจ vera, (e i fatti suggeriscono che lo sia) allora non cโ€™รจ futuro nรฉ per il premio Nobel nรฉ per la letteratura. E tanto meno per gli scrittori.

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