Bosnia Erzegovina: ennesimo trionfo dei partiti etno-nazionalisti
Le elezioni generali in Bosnia Erzegovina dello scorso 4 ottobre si sono svolte senza gravi irregolarità. Per gli osservatori internazionali e locali, la competizione elettorale è stata sostanzialmente equa. A trionfare, ancora una volta, i partiti nazionalisti

Sede della Presidenza della Bosnia Erzegovina a Sarajevo © trabantos/Shutterstock
Sede della Presidenza della Bosnia Erzegovina a Sarajevo © trabantos/Shutterstock
Alle elezioni del 4 ottobre in Bosnia Erzegovina, secondo quanto rilevato da osservatori stranieri e locali, i membri delle commissioni elettorali hanno utilizzato correttamente i dispositivi per l’identificazione biometrica degli elettori e la scansione delle schede, tecnologie utilizzate per la prima volta nella tornata appena conclusa. Il conteggio manuale dei voti ha mostrato solo lievi discrepanze rispetto ai risultati elettronici.
L’affluenza alle urne si è attestata attorno al 42%, quasi il 10% in meno rispetto al 2022. L’affluenza è stata maggiore in Republika Srpska (47,03%) rispetto alla Federazione BiH (40,12%) e al distretto di Brčko (38,10%).
L’applicazione delle nuove tecnologie elettorali è stata resa possibile dalla decisione dell’Ufficio dell’Alto rappresentante (OHR) di intervenire dopo l’ennesimo tentativo – andato a vuoto a causa di disaccordi interni – degli attori politici bosniaco-erzegovesi di approvare una riforma elettorale.
Restano i partiti etno-nazionalisti
L’Unione dei socialdemocratici indipendenti (SNSD) di Milorad Dodik ha mantenuto la carica di presidente della Republika Srpska, il seggio serbo nella Presidenza tripartita della Bosnia Erzegovina e la maggioranza nell’Assemblea popolare della Republika Srpska.
Darijana Filipović, candidata dell’Unione democratica croata in Bosnia Erzegovina (HDZ BiH), ha conquistato il seggio croato nella Presidenza tripartita della BiH.
Il Partito di azione democratica (SDA) è tornato ad essere la prima forza bosgnacca nel parlamento statale e in quello della Federazione BiH. Denis Bećirović (SDP) ha mantenuto per un soffio la carica di membro bosgnacco della Presidenza tripartita.
La Commissione elettorale della Bosnia Erzegovina (CIK) ha annunciato i risultati lo scorso 24 ottobre, dando il via alla fase dedicata a eventuali ricorsi e un eventuale riconteggio.
Dal 4 ottobre, i leader dei partiti hanno tenuto diversi incontri per discutere possibili coalizioni. Uno degli incontri più importanti è stato quello tra SNSD e HDZ BiH. I due partiti hanno confermato la loro partnership strategica e hanno affermato di voler insistere sul rispetto dei risultati ottenuti dalle forze che rappresentano tutti e tre i popoli costituenti della BiH.
Milorad Dodik, leader dell’SNSD, ha escluso la possibilità di creare un’alleanza con il Fronte democratico (DF) e con Željko Komšić, pur rimanendo aperto ad una collaborazione con l’SDP ma solo all’interno di una coalizione più ampia.
Dodik ha messo in chiaro le sue priorità, tra cui la revisione delle decisioni dell’Alto Rappresentante non ratificate dal Parlamento, le leggi sulla Corte Costituzionale della Bosnia Erzegovina e sulla Procura e il Tribunale della BiH, e la politica estera sotto la guida della Presidenza tripartita.
Prima delle elezioni, i rappresentanti della Republika Srpska avevano annunciato le loro azioni post-voto, perlopiù a danno dello stato. D’altra parte, i rappresentanti bosgnacchi non avevano presentato alcun programma concreto, limitandosi ad annunciare la loro opposizione alle aspirazioni di Dodik e alle politiche che danneggiano la BiH.
I partiti croato-bosniaci annunciano di voler proseguire gli sforzi per emendare la legge elettorale, che l’HDZ BiH considera uno strumento fondamentale per garantire la “legittima rappresentanza” dei croati nelle istituzioni della Bosnia Erzegovina.
L’SDA è fondamentale per formare la maggioranza
I risultati, seppur non ancora definitivi, indicano un ricambio di oltre il 50% dei membri della Camera dei Rappresentanti dell’Assemblea parlamentare della Bosnia Erzegovina, con SDA, SNSD, SDP e HDZ BiH che hanno ottenuto i risultati migliori.
Le due ipotesi più probabili per la formazione di una coalizione sono SDA–SNSD–HDZ BiH–SBiH, che, secondo le proiezioni, avrebbe una maggioranza risicata, e una coalizione più ampia SDA–SNSD–HDZ BiH–SDP, con una maggioranza leggermente più solida.
Il Partito per la Bosnia Erzegovina (SBiH), che ha conquistato tre seggi alla Camera dei Rappresentanti, non entrerà a far parte del governo “a qualsiasi costo”, e chiede un accordo preliminare su programmi, principi e progetti.
Si vocifera inoltre che i diplomatici statunitensi in Bosnia Erzegovina non vedano di buon occhio la partecipazione dell’SBiH ad un nuovo governo della Federazione BiH né a quello statale, a causa dell’aperta opposizione dei rappresentanti di questo partito al progetto del cosiddetto gasdotto di interconnessione meridionale, promosso dagli Stati Uniti.
L’accordo finale sul nuovo esecutivo dipenderà anche dalla composizione della Camera dei Popoli del parlamento della Federazione BiH e di quella del parlamento statale.
Risultati e prospettive nell’entità e nei cantoni della Federazione di Bosnia Erzegovina
Nella Federazione BiH, rispetto ai risultati del 2022, la rappresentanza complessiva in dieci cantoni è aumentata per SDA, HDZ BiH, SBiH e SDP BiH, mentre NiP, Naša stranka e DF/GS hanno perso seggi nei parlamenti cantonali.
I partiti minori e quelli con una forte presenza locale potrebbero svolgere un ruolo significativo durante le trattative in alcuni cantoni, dove un maggior numero di partiti parlamentari favorisce la formazione di ampie coalizioni.
La sfida più grande nel Cantone di Sarajevo è la formazione di un nuovo governo, a causa della risicata maggioranza di SDA, SBiH e DF, che detengono 18 seggi su un totale di 35, ma non hanno maggioranza nei gruppi dei popoli costituenti e degli Altri.
Tale equilibrio di potere potrebbe permettere all’SDP, al NiP e al Nostro Partito di esercitare una notevole influenza sulla composizione dei gruppi parlamentari, che svolgono un ruolo importante nella nomina dei candidati alla carica di primo ministro del cantone. La maggioranza di governo non è in grado di garantire che il presidente del Parlamento e il primo ministro siano di nazionalità diversa. Ciò complica ulteriormente il processo e, di conseguenza, vi è il rischio di un ritardo nella formazione di un nuovo esecutivo del Cantone di Sarajevo.
Dopo la conferma definitiva dei risultati elettorali, seguirà la costituzione del nuovo Parlamento della Federazione BiH, l’avvio dalla procedura per l’elezione del presidente e del vicepresidente della FBiH e per la formazione del governo dell’entità. Ulteriori negoziati dipenderanno anche dalla formazione definitiva dei dieci parlamenti cantonali.
Stando ai risultati finora disponibili e agli accordi che si stanno delineando, SDA e HDZ BiH avranno quasi certamente posizioni dominanti nei gruppi parlamentari bosgnacco e croato alla Camera dei Popoli del Parlamento della Federazione BiH. La principale incertezza riguarda il gruppo parlamentare serbo, la cui composizione potrebbe conferire all’SDP e ai suoi alleati un notevole potere negoziale.
Il quadro in Republika Srpska
In Republika Srpska, l’SNSD, insieme ai suoi partner, è ben posizionato per mantenere una solida maggioranza nell’Assemblea popolare della RS. La distribuzione definitiva dei mandati, l’elezione di cinque delegati serbi alla Camera dei Popoli dell’Assemblea parlamentare della Bosnia Erzegovina e la futura composizione del Consiglio dei Popoli della Republika Srpska sono le questioni più pressanti che dovranno essere affrontate dopo la conferma definitiva dei risultati da parte della CIK.
Quanto all’opposizione, il movimento PSS guidato da Draško Stanivuković ha il potenziale per diventare la seconda forza della RS, superando il Partito democratico serbo (SDS), che si trova ad affrontare tensioni interne.
All’indomani del voto, i media hanno riportato che la dirigenza dell’SDS avrebbe espulso dal partito Ljubiša Petrović, sindaco di Bijeljina, a causa del sostegno offerto a Nebojša Vukanović, leader della Lista per la giustizia e l’ordine, anziché al candidato dell’SDS alla Presidenza tripartita della Bosnia Erzegovina.
La disputa interna all’SDS, che si protrae da diversi anni ormai, si è quindi trasformata in accuse post-voto, comportando conseguenze concrete per il partito stesso. Queste dinamiche assumono un significato più ampio per la Repulika Srpska influenzando l’opposizione nel suo complesso, che rischia di uscirne ulteriormente indebolita.
Questioni costituzionali e competenze istituzionali
La formazione del governo della Republika Srpska procederà probabilmente più rapidamente del previsto, grazie alla solida maggioranza di cui godono l’SNSD e i suoi partner di coalizione. La maggioranza dei due terzi nell’Assemblea popolare della Republika Srpska, di cui la coalizione di governo ha finora goduto, offrirebbe certamente maggiore margine di manovra all’SNSD e ai suoi partner, che, stando ai risultati finora resi noti, non hanno ricevuto un sostegno così ampio dagli elettori. Resta da vedere se Dodik sarà capace di assicurarsi ulteriore supporto, come ha fatto in passato, attraverso pratiche corruttive e altri metodi.
Oltre alla maggioranza nell’Assemblea popolare della Republika Srpska, anche la composizione del Consiglio dei Popoli della RS è cruciale per la capacità dell’SNSD di attuare le modifiche costituzionali annunciate. Il nuovo parlamento della RS eleggerà cinque delegati serbi alla Camera dei Popoli del Parlamento della BiH con conseguenze dirette sulla velocità di approvazione delle leggi, nonché sulle trattative tra i partiti.
Anche le dinamiche regionali e internazionali, compresa la caduta di Orbán e Vučić, alleati storici di Dodik, ma anche le polemiche sulle attività di lobbying della Republika Srpska negli Stati Uniti e la posizione dei principali attori della comunità internazionale in Bosnia Erzegovina, potrebbero influenzare la posizione politica di Milorad Dodik e il suo margine di manovra.
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