Balcani, il futuro รจ un’impresa
Riforme e fisco piรน leggero per attrarre investimenti. Anche se talora a spese della sicurezza sociale. La mappa aggiornata di dov’รจ piรน semplice avviare nuove aziende nei Balcani occidentali รจ nel rapporto Doing Business 2011 di Banca Mondiale. La regione sconta gli effetti della crisi e i ritardi della politica. Ma non mancano i passi avanti
La miglior economia del Sud-est Europa per facilitร di fare impresa? La Macedonia, sesta classificata addirittura di tutto lโEst censito da Doing business 2011. Il quaderno di Banca Mondiale ogni anno misura in 183 Paesi il grado di efficienza delle leggi sull’imprenditoria. Poche le innovazioni segnalate questโanno nei Balcani occidentali. Per alcuni versi il 2010 รจ stato un anno perso. Lโarea appare nella segno della stagnazione normativa. Con lโeconomia frenata dalle mancate scelte politiche, nonostante la crisi renda non prorogabili riforme e piani anti-disoccupazione.
Macedonia, primo mercato dei Balcani per appeal
Il rapporto di Banca Mondiale accomuna in unโunica regione ben 25 stati, dallโAdriatico alle repubbliche centro-asiatiche, passando per il Caucaso e il mar Caspio. In questa macroarea, la Macedonia si mette in vista. Gli assi di Skopje sono i tempi piรน brevi di tutta la regione โdunque non solo dei Balcani occidentali- per avviare una nuova societร , le norme varate a protezione degli investimenti (al 3ยฐ posto su 25 stati, al 2ยฐ sui 7 balcanici, Slovenia esclusa) e le tasse piรน basse e attraenti, dopo Estonia e Cipro.
Spicca inoltre la velocizzazione dell’iter per avviare un’impresa attraverso lo sportello unico, oltre alla ridotta tassazione per le aziende, ottenuta perรฒ anche con il taglio dei contributi per la sicurezza sociale. Giร dal 2010 i tempi per avviare unโazienda erano scesi a 8 giorni. La Macedonia resta il 38ยฐ approdo piรน favorevole a livello mondiale. Tuttavia nell’ultimo anno la situazione รจ peggiorata (-2 punti rispetto al gennaio 2010) per la poca trasparenza dei registri di proprietร , nonostante lโulteriore semplificazione fiscale.
Albania, incertezza politica ma รจ piรน facile di un anno fa fare impresa
In evidenza anche lโAlbania: pur in un quadro affannoso, dove corruzione e incertezza politica mettono a dura prova le nuove norme per attrarre investimenti, Tirana รจ -sulla carta- il 2ยฐ miglior Paese, dall’ex Jugoslavia all’Asia centrale, per tutela degli investitori e il 3ยฐ per tempi e facilitร del credito. Un ex aequo che condivide con Serbia, Romania e Bulgaria, nuovi ‘porti franchi’ del prestito bancario dietro alle leader Lettonia e Bulgaria.
Nel Paese delle aquile, nuove norme hanno ridotto la tassazione per le imprese, anche qui a prezzo di un taglio dei contributi per la previdenza sociale. Introdotti per le nuove aziende registrazione e pagamento elettronici. Ridotto anche il capitale minimo per costituirle. Cambiate anche le regole sulla bancarotta, con lโintroduzione di unโAgenzia nazionale insolvenze, con compiti di supervisione.
Oggi Tirana รจ allโ82ยฐ posto nellโindice di facilitร dโimpresa su 183 economie censite, e al 91ยฐ per la certezza del rispetto dei contratti. Il grande passo avanti lโAlbania lโha fatto sul fronte dellโavvio dโimpresa, passando tra 2008 e 2010 dalla 123ma alla 46ma posizione. Un risultato reso possibile dalla decisiva apertura di due uffici di e-government (il Centro nazionale per le licenze e l’Ufficio nazionale del registro), nati da fondi e consulenza Usaid. Un taglio netto dei tempi, e โquesto รจ l’auspicio- dei margini di corruzione.
A livello mondiale, sul fronte delle riforme, lโAlbania ha perso un anno: gli analisti di Doing Business (DB) le assegnano un punto in meno (ora รจ 82.ma su 183 Stati) rispetto al 2010, perchรฉ la modernizzazione sembra restare inapplicata.
Montenegro, giรน le tasse per le imprese e ma con meno welfare per i lavoratori
In generale gli analisti di Banca Mondiale collocano nella metร bassa della classifica la maggior parte dei Paesi dei Balcani occidentali. A parte exploit, peraltro contenuti, come quelli del Montenegro. Le norme piรน recenti hanno reso Podgorica tra i posti migliori dellโarea per velocitร delle cessioni societarie, per gli scambi transfrontalieri, per la tutela degli investimenti e la concessione del credito. Tutte voci virtuose, ma di doppia lettura in un clima finanziario ibrido, terzโultimo per trasparenza dei registri proprietari e quartโultimo per il rispetto dei contratti, ossia per le modalitร di risoluzione delle vertenze commerciali. In una parola, la giustizia civile.
Eliminate comunque diverse procedure dโavvio dโimpresa: oggi basta un unico modulo di registrazione. Tagliato lโobbligo di pagamenti in anticipo per le tasse sul reddito societario. Meno imposte di import-export alle dogane per potenziare gli scambi. Forte deregulation anche sul fronte edilizio nel 2010, con l’abolizione della tassa di edificazione, oltre a controlli sui progetti minori ormai delegati ai municipi. Due provvedimenti che rischiano di produrre perรฒ danni sul fronte ambientale. Dimezzata fino al 9% la tassa sul reddito dโimpresa e tagliate dal 12 al 9% le imposte previdenziali a tutela dei lavoratori.
Peggioramento leggero (-1 punto) a livello mondiale per il Montenegro, oggi 66mo. Tranne che per start up piรน agili e scambi transfrontalieri agevolati, tutti gli altri valori arretrano, segnalando il persistere di una zona grigia e di riforme rimandate.
Serbia, aspettando la modernizzazione
Oltre al Montenegro, la certezza nei contratti โper gli analisti di Doing Business– non ha visto passi avanti neppure in Macedonia, Albania e Serbia, tutte agli ultimi posti, con Bosnia e Kosovo che chiudono la classifica (sono rispettivamente 23ma e 25ma economia) dei Paesi del sud est Europa appetibili per le imprese straniere. Proprio in Serbia, รจ modernizzazione non pervenuta, almeno secondo i giudizi di Doing Business.
Solo un passo avanti in classifica per Belgrado nel 2011: oggi รจ 89ma nel mondo, grazie a miglioramenti nel registro di proprietร e per le cessioni, ma con una burocrazia respingente e poche certezze, specie per chi voglia dare il via a unโattivitร o per chi sperava in una semplificazione fiscale. Note positive: la Serbia da pochi mesi ha varato la nuova norma fallimentare, che unifica e facilita le procedure. Migliorato giร nel 2010 lโaccesso allโinformazione sul credito.
Tuttavia urgono innovazioni strutturali. In Serbia nei primi 9 mesi del 2010, sono crollati del 40% gli investimenti esteri, con appena 600 milioni di euro allโattivo, rispetto allo stesso periodo 2009. Lo ha segnalato la rivista specializzata belgradese โBiznis e Finansijaโ che ogni anno premia le migliori performances imprenditoriali.
Bosnia, รจ sos economia per il lungo impasse politico
La Bosnia รจ preda dellโimmobilitร , ferma al 110ยฐ posto su 183 Stati, senza nemmeno un passo avanti in dodici mesi, se non per aver migliorato โe molto, in questo caso- le norme sul registro di proprietร (ha rimontato la classifica per ben 38 punti), perdendone perรฒ ad esempio 15 sul fronte degli scambi transfrontalieri, peggiorati nellโultimo anno per volume e mancata semplificazione.
Nuovo input anche sul costo del lavoro, con imposte ridotte, ma anche stavolta a spese dei minori contributi per la sicurezza sociale. Nel 2010 erano stati giร ridotti i tempi per i permessi di edificazione e registrazione al catasto. Il clima di investimenti non puรฒ che risentire delle ostilitร etniche incrociate. "Il tempo non รจ nostro alleato. Ci auguriamo di veder presto una migliore atmosfera politica, necessaria alla stabilitร dell’economia" ha commentato di recente con preoccupazione il governatore della Banca centrale bosniaca, Kemal Kozariฤ. Che dal suo osservatorio, fissa in "fine febbraio 2011 il termine ultimo" per formare un esecutivo (il Paese attende da 4 mesi che si formi una maggioranza, a livello centrale e nell’entitร federale (FBiH), allโindomani delle elezioni del 3 ottobre scorso, ndr) e puntare alla ripresa dell’economia.
โSenza governo i progetti si fermerannoโ gli ha fatto eco dalle pagine del quotidiano โDnevni Avazโ Mario Mantovanelli, responsabile di Banca Mondiale in Bosnia. โI nostri progetti sono in corso ma ovviamente saranno rallentati" ha aggiunto Mantovanelli, riferendosi ai 660 milioni di euro di crediti, stanziati da BM e istituzioni europee per nuove strade e infrastrutture, ora bloccati per il veto interetnico. Anche il settore privato โdicono i numeri- partecipa sempre meno alla ristrutturazione del sistema economico bosniaco: se nel 2009 gli investimenti diretti esteri erano crollati del 36% su base annua, nel 2010 la perdita di capitali toccherebbe ormai il 50%.
A Zagabria, meno burocrazia con l’e-government
La Croazia, candidata a medio termine a 28ยฐ stella europea, nellโultimo anno ha migliorato lโambiente imprenditoriale, salendo di 5 punti. Unica nei Balcani, a livello mondiale รจ tra i 10 Stati con piรน progressi nel clima di investimenti.
Oggi รจ 84ma su 183 Paesi censiti, soprattutto per aver facilitato le procedure di avvio dโimpresa (con la registrazione elettronica) e i permessi edilizi (col certificato unico).
Kosovo, lโemergenza inascoltata
In Kosovo, le procedure sono state addirittura complicate nel 2011 โrichiama โDoing Businessโ – nella fase di avvio dโimpresa, rimpiazzando il numero di contribuente con un codice fiscale, che perรฒ richiede iter e accertamenti burocratici piรน tortuosi. Nel 2010 Pristina aveva giร tagliato le tasse sul reddito dโimpresa dal 20 al 10%.
A livello globale, รจ lievemente peggiorato il Kosovo: non proprio una terra delle opportunitร , ha perso un punto nellโattrattiva per le imprese, e oggi รจ 119ยฐ su 183 realtร nazionali prese in esame. Il fisco รจ diventato piรน semplice, ma restano ancora troppe incertezze, dalla fase di start up al credito.
Cosรฌ nello Stato piรน giovane dei Balcani occidentali, con un tasso di disoccupazione stellare (45%), tra scandali politici e impasse istituzionale, lโeconomia resta al palo. In questo quadro, "dal 2005 la crescita annuale รจ decelerata al di sotto del 5%" osserva ancora Banca Mondiale, in un’economia dipendente dalle rimesse dall’estero e dai donors internazionali.
Nel complesso dunque economie in faticosa crescita nel Sud-est Europa, ancora fragili. Spesso le nuove norme hanno tagliato la burocrazia. E ridotto con i costi anche i diritti, a spese del welfare dei lavoratori. In parallelo i Balcani occidentali vengono ritratti dallโultimo Rapporto Bers (Banca europea ricostruzione e sviluppo) con proiezioni positive. In media รจ dellโ1.9 % la previsione di incremento medio del Pil nel 2011, rispetto allโ1.6% calcolato in precedenza. La stima รจ in rialzo per tutti i Paesi dellโarea, a parte la Bosnia, invariata al +2.2%.
Le innovazioni normative sono urgenti perรฒ, dal momento che la crescita comunque non sarร in grado di restituire posti di lavoro, indica un altro rapporto di Banca Mondiale, il โGlobal Prospects 2011โ. E proprio lโalto tasso di disoccupazione continuerร a frenare sia gli investimenti, che i consumi. A meno di riforme che riaprano il futuro.
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