Bulgaria, se il passaporto รจ in vendita

Scoppia a Sofia lo scandalo dei passaporti bulgari ottenuti in cambio di tangenti. Al centro dellโ€™indagine il direttore e i funzionari dellโ€™Agenzia nazionale per i bulgari allโ€™estero

07/11/2018, Francesco Martino Sofia

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Passaporto bulgaro - di www.image-stock.eu/Shutterstock

Migliaia di passaporti bulgari ottenuti grazie a mazzette da migliaia di euro, chieste e ricevute dai funzionari dell’Agenzia nazionale per i bulgari all’estero (DABCh). Questo lo scenario portato alla luce la settimana scorsa dalla magistratura bulgara, con un’indagine che ha portato a decine di fermi e all’imputazione di quattro persone, tra cui il direttore dell’agenzia Petar Haralampiev.

Dall’ingresso di Sofia nell’Unione europea nel 2007, il passaporto bulgaro รจ diventato un oggetto del desiderio, vista la possibilitร  che garantisce di poter viaggiare e lavorare all’interno dell’Ue, ma anche in molti paesi extra-europei. Attualmente, il documento permette di entrare in ben 169 nazioni a livello planetario senza bisogno di chiedere alcun visto.

Ufficialmente, la politica โ€œgenerosaโ€ delle autoritร  bulgare in fatto di passaporti รจ diretta soprattutto alle numerose comunitร  etniche bulgare che storicamente popolano paesi come Ucraina, Moldavia e Serbia. Un caso particolare รจ rappresentato dalla Macedonia, la cui popolazione viene storicamente considerata โ€œbulgaraโ€ da Sofia.

Per garantire ai bulgari etnici la possibilitร  di diventare cittadini, con tutti i vantaggi del caso, la Bulgaria prevede quindi una strada privilegiata per chi possa dimostrare, carte alla mano, di avere โ€œradici bulgareโ€. Una strategia studiata anche con l’obiettivo di rimpolpare le fila di una popolazione che, negli ultimi anni, ha registrato tassi di decrescita record, passando dai quasi nove milioni del 1989 agli attuali sette.

Secondo le ultime statistiche, nell’anno che va dal giugno 2017 al giugno 2108 quasi 18mila cittadini di Macedonia, Moldova, Ucraina, Serbia ed Albania hanno chiesto il passaporto bulgaro dopo aver dichiarato di avere radici etniche bulgare. Secondo il ministero della Giustizia di Sofia, circa 10mila di queste domande sono state approvate. Se andiamo indietro di un decennio, il numero dei โ€œnuovi bulgariโ€ che hanno ottenuto la cittadinanza grazie alle proprie origini, vere o presunte, tocca le 115mila unitร .

Una fabbrica di passaporti

Proprio la โ€œscorciatoia etnicaโ€, รจ diventata il motore di scandali e corruzione nella DABCh. L’Agenzia per i bulgari all’estero, infatti, รจ responsabile di vidimare il certificato di โ€œorigine bulgaraโ€, documento chiave per poter presentare la domanda di cittadinanza al ministero della Giustizia, che la approva in ultima istanza.

Secondo i procuratori assegnati al caso, la DABCh era diventata una vera e propria โ€œfabbrica di passaportiโ€. Migliaia di cittadini macedoni, ucraini, serbi e moldavi, anche se privi di qualsiasi legame etnico con la Bulgaria, hanno potuto ottenere l’agognato documento pagando mazzette che vanno dai cinquemila agli ottomila euro.

Per gli inquirenti, il capo dell’Agenzia Petar Haralampiev avrebbe messo in piedi un’organizzazione criminale in piena regola, di cui facevano parte anche Krasimir Tomov, segretario generale della stessa istituzione, e a vari intermediari bulgari e di altre nazionalitร . Non si pagava solo per ottenere documenti falsi, ma anche per accelerare le procedure burocratiche: per ogni certificato emesso, Haralampiev avrebbe intascato 1500 euro, mentre il resto delle somme pagate andava agli intermediari di vario titolo e grado.

โ€œParliamo del piรน grave caso di corruzione nei piani alti dell’amministrazione, senza analoghi nella storia recente del paeseโ€, ha dichiarato poco dopo gli arresti il vice-capo procuratore Ivan Geshev.

L’inchiesta in Bulgaria ha dato vita ad un’indagine parallela in Serbia, che ha portato all’arresto di quattro persone tra Pirot, ฤ†uprija e Dimitrovgrad, sempre per la falsificazione di documenti che provano โ€œlโ€™origine bulgaraโ€ di chi li richiedeva.

Tra lโ€™altro, la stragrande maggioranza dei โ€œnuovi bulgariโ€, ha utilizzato l’agognato passaporto non per stabilirsi in Bulgaria, ma per cercare opportunitร  e lavoro in altri paesi dell’Unione europea. Una situazione che ha portato a ricadute surreali, come quella riportata dal portale EURACTIV : in paesi come Belgio e Francia, gli interpreti convocati dalla polizia locale per coadiuvare indagini che coinvolgono possessori di passaporti emessi a Sofia, constatano sempre piรน spesso che questi non parlano una sola parola di bulgaro.

Un affare โ€œpatriotticoโ€

L’arresto di Haralampiev ha suscitato forti polemiche in Bulgaria: il direttore della DABCh, leader del movimento โ€œBG Patriotโ€ รจ stato nominato alla carica dalla VMRO, uno dei tre partiti membri dei โ€œPatrioti Unitiโ€, la coalizione di formazioni nazionaliste oggi al governo insieme al GERB del premier Boyko Borisov.

Al momento della nomina, tra l’altro, Haralampiev รจ stato al centro di una diatriba scatenata da una foto pubblicata sul suo profilo Facebook. Nell’istantanea, l’uomo indossa infatti una maglietta con la scritta โ€œWehrmachtโ€ . Haralampiev ha risposto alle accuse di simpatie naziste sostenendo che la t-shirt faceva riferimento ad una band heavy-metal, e non all’esercito della Germania hitleriana.

La procura ha negato che l’inchiesta in corso coinvolga anche la VMRO o il suo leader Krasimir Karakachanov, attualmente ministro della Difesa. In questi anni perรฒ le voci sul fatto che la DABCh funzionasse da โ€œsalvadanaioโ€ del partito sono state insistenti. In un’intervista al canale Btv , Katia Maneva, ex responsabile della direzione โ€œcittadinanza bulgaraโ€ del ministero della Giustizia, ha dichiarato di avere le prove del fatto che โ€œsia la VMRO che Karakachanov si mantengono vendendo il passaporto nazionaleโ€.

La Maneva aveva denunciato abusi giร  nel 2016, ma la sua denuncia non aveva avuto alcun seguito. Anzi, la funzionaria รจ stata licenziata nel 2017 per motivi disciplinari. Secondo lo stesso Karakachanov, la Maneva avrebbe condotto una politica โ€œanti-nazionaleโ€, favorendo i candidati alla cittadinanza provenienti dalla Turchia, rispetto a quelli di Moldova e Macedonia, un’accusa che la ex-responsabile del ministero della Giustizia respinge fermamente.

Pur avendo ammesso che la nomina di Haralampiev รจ stata โ€œun erroreโ€, Karakachanov ha perรฒ rigettato le accuse nei suoi confronti, soprattutto sul tema dei bulgari all’estero (e in particolare in Macedonia), storico cavallo di battaglia del partito. โ€œNella mia vita ho fatto molti errori [โ€ฆ] ma da quando sono a capo della VMRO non ho approfittato nemmeno di un centesimo speculando sulla Macedonia. Se qualcuno dimostra il contrario sono pronto a dimettermi, lasciare la politica e a spararmi sulla pubblica piazzaโ€, ha dichiarato teatralmente il ministro della Giustizia.

Le conseguenze

Viste le voci e le denunce che da anni si accumulano sulle pratiche corruttive nella DABCh, molti si chiedono come mai la procura, una struttura che in Bulgaria viene frequentemente accusata di essere politicamente controllata dall’esecutivo, abbia deciso di muoversi solo adesso.

Una delle teorie, in voga nei circoli interni della VMRO, รจ che il vero obiettivo sia mettere in difficoltร  Karakachanov, che come ministro della Difesa supervisiona al momento la modernizzazione dell’esercito, un progetto da tre miliardi di leva (circa 1,5 miliardi di euro) su cui si concentrano molti interessi.

Che le azioni della magistratura siano politicamente motivate o meno, la sensazione รจ che l’indagine sulla DABCh possa dare una spallata decisiva all’attuale alleanza tra conservatori e nazionalisti, e molti analisti giร  discutono apertamente la possibilitร  di una crisi di governo ed elezioni anticipate.

Lo scandalo dei โ€œpassaporti in venditaโ€ fa da pessimo viatico alla pubblicazione del prossimo rapporto della Commissione europea su lotta a corruzione e stato di diritto in Bulgaria, prevista nelle settimane a venire. Proprio le preoccupazioni sugli scarsi progressi del paese in questi settori tengono Bulgaria (e Romania) fuori dallo spazio Schengen.

Lunedรฌ 5 novembre la Commissione per le libertร  civili del Parlamento europeo ha reiterato a larga maggioranza l’invito ad ammettere Sofia e Bucarest nello spazio di libero movimento europeo. La decisione, perรฒ, deve essere approvata all’unanimitร  dal Consiglio, dove paesi come Germania e Olanda continuano a mantenere una ferma opposizione.

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