Venerdì 6 e sabato 7 dicembre l'Osservatorio ha organizzato a Rovereto il suo secondo convegno nazionale. Si può costruire la pace senza un profondo sforzo di elaborazione del conflitto? E che ruolo ha in questo la cooperazione allo sviluppo? I materiali emersi dal convegno

21/03/2003 -  Anonymous User

Quanti interventi umanitari, quante case e scuole ricostruite, quanti progetti di sviluppo sono stati realizzati nei tanti dopoguerra, lungo le moderne tragedie del nostro tempo. E quanto tempo invece è stato dedicato alla ricostruzione della pace? Della pace non come "assenza di guerra", ma della pace più solida che può essere chiamata riconciliazione? Quante guerre appena sopite ci stiamo trascinando, dove le cause profonde non sono state rimosse e nella coscienza collettiva come nell'animo delle persone cova ancora la paura, spesso anticamera della violenza? Quanti conflitti armati sono destinati e riesplodere, a volte più brutali di prima?

Sono questi i temi che l'Osservatorio sui Balcani ha messo al centro del Convegno nazionale "Abitare il conflitto: c'è pace senza riconciliazione?" tenutosi il 6 ed il 7 dicembre a Rovereto (TN).

E' stato un obiettivo ambizioso proporsi di parlare di conflitto e riconciliazione andando oltre la dimensione individuale, già affrontata da molti progetti di sostegno psicologico promossi nell'ambito della cooperazione allo sviluppo, per affrontare quella collettiva drammaticamente inaffrontata.Nei due giorni di convegno ci si è almeno in parte riusciti.

Parte delle giornate di lavoro è stata dedicata all'analisi delle esperienze delle Commissioni di verità e riconciliazione. Marcello Flores, storico, ha introdotto ed analizzato l'esperienza sudafricana, Jacob Finci, presidente della comunità ebraica della Bosnia Erzegovina, ha spiegato i motivi che lo spingono a battersi per la creazioni di simili Commissioni anche nel proprio Paese, Drinka Gojkovic, filologa ed editorialista della rivista Mostovi, ha invece descritto il progetto che dirige per conto dell'emittente B92: un centro che raccolga le testimonianze di chiunque voglia descrivere quanto vissuto in questi ultimi dieci tragici anni per la Serbia. A questi interventi si sono aggiunti quelli di Salman Natour tra i promotori dell'Istituto per gli studi arabi ed israeliani Emile Touma di Haifa ed Elisabetta Noli, vice presidente di Amnesty International - Sezione Italiana. I lavori di questa prima fase sono stati introdotti dal Console Generale in Italia del Sudafrica Alwiyn Figgins, il cui intervento, riportato qui sotto, non si è limitato alle formalità.

La giornata successiva si è invece articolato sull'interessante intervento di Marianella Sclavi che ha sottolineato il carattere quotidiano del conflitto ed il suo essere parte dell'uomo e delle sue relazioni e su due studi di caso. Il primo condotto in Kossovo da Alessandro Rotta sul processo di rientro degli sfollati della comunità serba ed il secondo condotto da Claudio Bazzocchi nell'ancora incerta situazione di Mostar, Bosnia Erzegovina.

Il convegno rientrava nel più ampio programma legato all'inaugurazione dei nuovi spazi della Biblioteca civica G. Tartarotti di Rovereto e pertanto ha allargato i propri appuntamenti alla cittadinanza ed alle scuole con una serie di iniziative collaterali. Tra queste l'incontro L'Assedio della memoria. Le biblioteche e le nuove guerre con Jakob Finci e Livio Senigalliesi, gli eventi compositi di Oltre il muro - immagini e performances su guerra e memoria a cura di Scarlattine Teatro con fotografie di Livio Senigalliesi, e la mostra/laboratorio fotografico di studenti albanesi della Scuola d'Arte di Pec/Peja e giovani dell'enclave serba di Gorazdevać.

L'Osservatorio sui Balcani ha inteso promuovere con questo Convegno, una nuova provocazione ma anche una "semplice" intuizione su cui vorrebbe continuare a confrontarsi: che non ci possa essere pace senza riconciliazione, né riconciliazione senza elaborazione del conflitto.

ENGLISH VERSION

PRESENTAZIONE DELL'EVENTO

 

IL DOCUMENTO INTRODUTTIVO

L'INTERVENTO DI MARCELLO FLORES, UNIVERSITA' DI SIENA

L'INTERVENTO DI JACOB FINCI, CIRCOLO '99 SARAJEVO

L'INTERVENTO DI ALWYN FIGGINS, CONSOLO GENERALE DEL SUDAFRICA

L'INTERVISTA A MARINELLA SCLAVI, UNIVERSITA' DI MILANO

L'INTERVISTA A DRINKA GOJKOVIC, CENTRO 'GUERRE 1991-1999' BELGRADO

L'INTERVISTA A GAJO SEKULOVIC

SINTESI DEL CONVEGNO

Panoramica sulle posizioni della società civile serba sui crimini di guerra

Kossovo e rientri: una ricerca di Alessandro Rotta

 


MATERIALI PREPARATORI E DI APPROFONDIMENTO


Percorsi di riconciliazione nei Balcani: il teatro nelle situazioni di guerra e post conflitto

Recensione de 'La guerra moderna come malattia della civiltà', di Nicole Janigro

Il progetto fotografico e teatrale 'Oltre il muro', di Livio Senigalliesi e di Scarlattine teatro


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