Boban Pesov: “Il mio modo di ribellarmi รจ fare una vignetta”

Boban Pesov รจ un fumettista italiano di origine macedone. Nel 2025 ha pubblicato โ€œCโ€™era una volta lโ€™estโ€, la sua prima graphic novel che racconta tre storie tra Italia e Macedonia del Nord. Con questโ€™intervista annunciamo la sua nuova rubrica illustrata su OBCT

03/09/2026, Giovanni Vale
Il fumettista Boban Pesov, autore di "C'era una volta l'Est". Foto: archivio privato

Il fumettista Boban Pesov, autore di “C’era una volta l’Est”. Foto: archivio privato

Il fumettista Boban Pesov, autore di "C'era una volta l'Est". Foto: archivio privato

Partiamo dall’inizio: come siete arrivati in Italia tu e la tua famiglia?

Io sono nato nel 1988 e sono arrivato in Italia nel 1996, in Piemonte, vicino ad Alba. Da allora ho sempre abitato nelle Langhe. Sono arrivato con mia madre, in aereo da Sofia a Milano, mentre mio padre era giร  in Italia, da irregolare, e quando ha ottenuto i documenti ha fatto il ricongiungimento.

Dopo il nostro arrivo, in realtร , mia madre รจ dovuta ripartire subito, perchรฉ mentre io e mio fratello eravamo sul suo permesso di soggiorno, mia madre non lo era e fu espulsa.

Noi bambini trascorremmo sei o sette mesi da soli con papร . Lui doveva lavorare e gestirci per la scuola, mentre la mamma in Macedonia risolveva le beghe burocratiche per poter tornare.

Puoi immaginare, allโ€™epoca, un padre che stava da solo con i figli non era una cosa comune, soprattutto in Macedonia. Ma fu un bel periodo.

Un estratto di "C'era una volta l'Est" ยฉ Boban Pesov

Un estratto di “C’era una volta l’Est” ยฉ Boban Pesov

Che legame ti รจ rimasto con la Macedonia del Nord?

Da quando abbiamo ottenuto il permesso di soggiorno, siamo tornati ogni estate in Macedonia: l’unica volta in cui non siamo andati รจ stata l’anno dei bombardamenti su Belgrado.

Ancora oggi, torniamo ogni anno. Mia nonna materna รจ ancora in vita, mentre i genitori di mio padre sono morti negli anni Novanta. I miei figli parlano macedone oltre allโ€™italiano, e nel paesino dove sono nato posso lasciarli liberi, come facevamo io e mio fratello: giocano con gli altri bambini, si sporcano, cadono.

La Macedonia del Nord (e lโ€™Est Europa in generale) รจ poi diventata per me un interesse anche dal punto di vista lavorativo. Mi interessa la sua storia degli ultimi cent’anni, l’architettura brutalista, il terremoto di Skopje e il lavoro dell’architetto Kenzo Tange. Ma anche il kitsch di Skopje, il monumento con Alessandro Magno a cavallo. Insomma, i Balcani in generale.

Parliamo della tua carriera lavorativa. Prima di fare il fumettista, hai cominciato come YouTuber.

Sรฌ, facevo video ironici, satirici, tutorial: avevo piรน di 150mila iscritti. Poi ho smesso, mi stava un po’ asfissiando. Non mi interessano piรน cosรฌ tanto i follower e i numeri. In un certo senso, ho fatto il percorso opposto di tanti colleghi fumettisti: sono nato sul web e torno alla carta stampata.

Oggi non riesco a immaginare altro che fumetti, libri, storie. Durante il Covid pubblicavo vignette quotidiane e lรฌ ho scoperto la passione per la scrittura dei personaggi. Ho capito che ero pronto a raccontare qualcosa in piรน.

Comโ€™รจ nato โ€œC’era una volta lโ€™estโ€, la tua prima graphic novel?

L’idea nasce dal voler raccontare l’esperienza da immigrato irregolare di mio padre negli anni Novanta, amalgamando aneddoti reali e storie.

Nel libro, il padre scappa dalla Jugoslavia nel 1992 per cercare un futuro migliore; nel 2001 la famiglia fa il primo viaggio estivo per tornare a casa, con i confini del dopoguerra; nel 2022-2023 il figlio ormai cresciuto torna in Macedonia del Nord per visitare la madre ricoverata all’ospedale di Skopje.

C’รจ ovviamente molto di mio: in unโ€™autobiografia serve la capacitร  di equilibrare la persona e lโ€™autore, senza essere troppo sentimentale.

Un estratto di "C'era una volta l'Est" ยฉ Boban Pesov

Un estratto di “C’era una volta l’Est” ยฉ Boban Pesov

Sullo sfondo di questa vicenda familiare si apprende molto sulla storia recente della Jugoslavia.

Sรฌ, il libro รจ disseminato di โ€œeaster eggโ€, piccole sorprese nascoste. Raccontano la mia idea politica e la mia descrizione della societร  balcanica.

Cโ€™รจ ad esempio un โ€œMotel Titoโ€: il padre di famiglia dice che da giovane lo pubblicizzavano dicendo che Tito ci mangiava la ฤorba, la minestra. Quando ci ripassano nel 2001 รจ ancora aperto, ma si nota la decadenza: i piatti sporchi, lโ€™architettura abbandonata. Poi, quando ci passa il figlio, resta solo lo scheletro dell’edificio.

รˆ una metafora del decadimento progressivo di un sogno, quello jugoslavo. Non servono le parole, basta il disegno: la graphic novel per questo รจ il mezzo perfetto.

Come vedi la Macedonia del Nord di oggi?

Mi sembra che voglia un po’ dimenticare la Jugoslavia. I macedoni temono di essere visti come non abbastanza macedoni e per questo cercano spesso una unโ€™identitร  forzata, una sorte di iper-patriottismo.รˆ qui che rientrano Alessandro Magno, le bandiere, un revisionismo a volte grottesco, pacchiano.

So che tanti connazionali mi prenderebbero a schiaffi per quello che sto dicendo. Ma non fraintendetemi, รจ bello e giusto riscoprire la propria identitร , ma a volte quel processo diventa tossico e porta a situazioni spiacevoli, soprattutto quando si dimentica il passato recente.

Questa settimana รจ uscito per Tunuรฉ la graphic novel โ€œUn diavolo muto. Storie da Gazaโ€, realizzata in collaborazione con Emergency e alla quale hai collaborato anche tu. Ci puoi dire di piรน?

"Un diavolo muto. Storie da Gaza". Tunuรฉ, 2026

“Un diavolo muto. Storie da Gaza”. Tunuรฉ, 2026

Si tratta di otto storie raccolte da Emergency, delle esperienze reali. Quando mi hanno proposto di disegnarne una, ho accettato subito.

Occuparmi dei Balcani mi ha portato a sottolineare la follia di noi occidentali, che dimentichiamo cosa รจ successo a pochi chilometri dall’Italia. Anche Gaza non รจ lontana: piรน di Srebrenica, Vukovar o Goraลพde, ma non tanto. Cโ€™รจ poi lโ€™aggravante che, mentre su Srebrenica le informazioni arrivarono molto dopo, Gaza avviene in diretta.

Davanti a questo genocidio che si protrae nel tempo, mi riscopro di nuovo inerme e il mio unico modo di ribellarmi รจ fare una vignetta: non risolve niente, ma รจ una forma di testimonianza. C’รจ chi banalizza โ€” dice che con un libro non aiuti la gente, e prende in giro anche chi fa di piรน, come la Flotilla. รˆ svilente, ma non mi ferma.

Quando i miei figli cresceranno e si parlerร  molto di piรน del genocidio di Gaza, come รจ successo con Srebrenica, vorrei essere orgoglioso di essere stato dalla parte di chi ha fatto qualcosa.

Cosa ti auguri per i Balcani?

La visione utopica di un’altra Jugoslavia non avverrร  mai. Ma mi auguro una collaborazione piรน attiva, anche oltre l’ex Jugoslavia: con Grecia, Albania, Bulgaria. E che si capiscano i propri errori: sia noi macedoni che i serbi tendiamo a passare dalla parte delle vittime. Potremmo fare un passo avanti, invece di piangerci addosso. La Bosnia Erzegovina, poi, รจ una Jugoslavia in miniatura, messa ancora peggio: ci sono passato quest’estate.

Ripongo speranza nelle nuove generazioni, a cui delle differenze non importa nulla โ€” รจ una visione romantica, lo so. Lโ€™allargamento europeo, temo, non arriverร  mai per Bosnia Erzegovina e Kosovo, e ho sempre il timore che una futura guerra possa essere combattuta anche qui: gli animi non si sono mai placati.

Un estratto di "C'era una volta l'Est" ยฉ Boban Pesov

Un estratto di “C’era una volta l’Est” ยฉ Boban Pesov

Parliamo del tuo nuovo libro, โ€œCattivo vicinatoโ€, che uscirร  il prossimo anno.

La storia รจ ambientata in un paesino generico e multireligioso degli anni Ottanta, Dobromir Polje, dove viene eletto un giovane sindaco, Mujo. Ci sono zio Toma e zio ลฝeljko, cresciuti insieme, ma che si odiano a morte: non perchรฉ uno รจ croato e l’altro serbo, ma perchรฉ sono vicini di casa.

Nel paese cresce l’odio etnico, beghe stupide diventano momenti di conflitto grazie alla propaganda che arriva da Zagabria, Belgrado e Sarajevo. Il sindaco cerca di tenere unita la comunitร , ma vede che gli esplode tutto in mano. Allora, chiede aiuto proprio a quei due vicini, ex partigiani, che decidono di unire le forze quando riconoscono il fascismo nel nazionalismo.

C’รจ anche una linea temporale al presente, con la nipote di Mujo che lavora come reporter a Londra e torna per un’inchiesta su una fossa comune nella valle della Drina. รˆ una storia molto jugoslava, tra dramma e ironia.

Boban, da questo venerdรฌ i lettori di OBCT troveranno una tua vignetta ogni settimana sul nostro sito. Per noi รจ una grande piacere averti a bordo!

E per me รจ un grande onore! Seguo OBCT da tanti anni, dal 2010, penso. E avevo persino consultato il sito per preparare la tesina di quinta superiore. Per cui ecco, mi sento un poโ€™ a casa.


Hai notato inesattezze o errori in questo articolo? Contattaci a redazione@balcanicaucaso.org .

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