Croazia: prevenire gli incendi con il sostegno europeo

In Croazia gli incendi boschivi sono una minaccia costante. Il progetto Firestop, attuato dall’Ente forestale croato con un finanziamento dell’85% da fondi di coesione europei, ha migliorato il sistema di videosorveglianza delle aree a rischio. Obiettivo: prevenire ed intervenire tempestivamente contro le fiamme

01/09/2026, Ivor Kruljac
Zagabria, Croazia, vigili del fuoco in azione © Ivan Klindic/Shutterstock

Zagabria, Croazia, vigili del fuoco in azione © Ivan Klindic/Shutterstock

Zagabria, Croazia, vigili del fuoco in azione © Ivan Klindic/Shutterstock

(Originariamente pubblicato dal nostro partner di progetto EuSEE Tportal)

Le telecamere a 360 gradi, distribuite in nove contee croate, coprono oltre 95.000 ettari di foreste, permettendo ai vigili del fuoco di intervenire tempestivamente in caso di rilevamento di fumo e incendi. Siamo andati a vedere come funziona questo sistema nella contea di Šibenik-Knin.

Quest’estate, come di consueto, i vigili del fuoco croati erano impegnati a spegnere numerosi incendi, soprattutto nelle zone costiere, a causa del caldo estremo, dell’imprudenza dei turisti e dei cattivi comportamenti individuali. L’incendio più grave al momento è quello di vaste proporzioni vicino a Omiš.

La Croazia ha sempre dovuto affrontare il problema degli incendi. Oltre ai vigili del fuoco e alla polizia, anche le Hrvatske šume (ente forestale croato) si sta occupando della questione, riconoscendo che, oltre alle risorse umane, un elemento imprescindibile in questa battaglia è quello tecnologico.

In questo contesto è stato avviato il progetto Firestop, con l’installazione di telecamere su oltre 95.000 ettari di foreste e terreni forestali. L’obiettivo è individuare rapidamente lo scoppio di un incendio. Questo progetto migliora ed estende il sistema di videosorveglianza degli incendi boschivi già avviato in precedenza.

Interpellato da Tportal, Blaž Štefanek, responsabile del progetto Firestop, spiega che le nuove telecamere coprono 41 postazioni in nove contee: Spalato-Dalmazia, Šibenik-Knin, Zara, Dubrovnik-Neretva, Primorje-Gorski Kotar, Istria, Lika-Senj, Karlovac e Vukovar-Srijem. Le telecamere funzionano sulla base di un algoritmo per il riconoscimento di fumo e fuoco sviluppato presso la Facoltà di Ingegneria Elettrica, Meccanica e Navale di Spalato. La manutenzione tecnica è affidata all’azienda Odašiljači i veze (OIV). I risultati ottenuti testimoniano l’efficacia del progetto.

“Già il fatto che una determinata area sia videosorvegliata incoraggia un comportamento più responsabile da parte dei cittadini. La negligenza umana è infatti la causa più comune degli incendi”, afferma Štefanek. “Grazie all’intensificazione delle attività di prevenzione da parte delle Hrvatske šume, incluso il sistema Firestop, negli ultimi otto anni il numero di incendi boschivi è diminuito del 58% e la superficie media bruciata del 33% rispetto al periodo 1992-2017”.

Particolarmente incoraggianti sono i dati relativi al 2025, anno in cui – come sottolinea il responsabile del progetto – si è registrato un numero di incendi e di aree bruciate inferiore alla media.

“L’area più a rischio rimane la Croazia mediterranea, in particolare la Dalmazia. Tuttavia, a causa delle ondate di calore sempre più intense e dei cambiamenti climatici, il rischio di incendi sta aumentando in tutta il paese”, sottolinea Štefanek. “Al di fuori dei mesi estivi, anche i roghi di sterpaglie primaverili rappresentano un rischio significativo. Pertanto, invitiamo i cittadini a comportarsi in modo responsabile e a segnalare ai vigili del fuoco locali l’intenzione di accendere fuochi”. Va sottolineato che dal primo giugno al 31 ottobre è vietato accendere fuochi all’aperto.

L’ente forestale croato sta realizzando il progetto Firestop, del valore di 3.249.471,29 euro, con un significativo contributo dei fondi di coesione dell’Unione europea, di cui 2.640.848,71 euro sono stati stanziati per un nuovo sistema di videosorveglianza e rilevamento precoce degli incendi boschivi.

“Il progetto è stato finanziato per l’85% dal Fondo europeo di coesione, mentre l’ente forestale croato ha coperto la parte restante. Il sistema permette di rilevare fumo e incendi in tempo reale, giorno e notte, accelerando significativamente l’intervento dei vigili del fuoco”, spiega Štefanek.

“Le telecamere a 360 gradi possono essere utilizzate dai vigili del fuoco nei capoluoghi delle contee, ingrandendo l’immagine in modo da poter valutare con maggiore precisione la necessità di intervento. Il sistema include anche un simulatore di propagazione degli incendi che, in base alle condizioni meteorologiche, stima la possibile estensione del fuoco”, spiega il responsabile del progetto.

Il caso di Šibenik

Con queste informazioni ci siamo diretti al Dipartimento forestale di Šibenik, dove il responsabile, Ante Slamić, ci ha accompagnati sulle colline boscose della Dalmazia, da dove potevamo ammirare l’intero arcipelago con le Kornati, Zlarin e altre splendide isole dell’Adriatico. Il sole splendeva nel cielo limpido e la temperatura dell’aria era così elevata che il rischio di un incendio era tangibile.

Le telecamere sono disseminate in tutta la contea, anche in luoghi inaccessibili. Una di queste, che abbiamo visto, era posizionata in alto per consentire un’ampia visuale dell’area boschiva e della zona circostante, nonché per prevenire eventuali danni causati da animali o persone. L’unica eccezione sono gli insetti che a volte si posano sulla telecamera, senza però comprometterne il funzionamento.

Slamić, un forestale con vent’anni di esperienza alle spalle afferma che, oltre a finanziare il progetto, l’ente forestale croato si occupa anche della sistemazione del terreno e fornisce supporto nella selezione dei luoghi per l’installazione delle telecamere. Fortunatamente, la zona di Šibenik non è stata colpita da incendi di grandi dimensioni quest’anno, anche grazie – come ritiene il nostro interlocutore – al nuovo sistema di monitoraggio.

“Nello specifico, nella zona di Perković, in un breve lasso di tempo, abbiamo avuto tre incendi consecutivi, ognuno dei quali è stato spento nella prima mezz’ora, e questo è stato possibile grazie al progetto Firestop”, afferma Slamić.

“Il progetto ha due obiettivi: uno preventivo e l’altro di monitoraggio dello sviluppo di tutti gli incendi. Con l’evoluzione della tecnologia, ogni nuovo sistema di telecamere implementato offre una qualità migliore. Quindi, con ogni nuovo programma software, miglioriamo la qualità e gli interventi diventano molto più rapidi. Localizzare ogni incendio è più veloce e i vigili del fuoco hanno quindi istruzioni precise su come raggiungere il luogo il più rapidamente possibile e in quale direzione si sta propagando l’incendio”.

Oltre ai vigili del fuoco e ai guardaboschi, le telecamere aiutano anche la polizia. Anche se Slamić non ha potuto citare casi specifici, le telecamere Firestop possono anche fornire prove nelle indagini sui casi di piromania.

“Parliamo di telecamere ad altissima risoluzione”, precisa Slamić, “in grado di rilevare le targhe dei veicoli anche a decine di chilometri di distanza. Per questo motivo vengono utilizzate anche come prove. In particolare, la polizia le impiega nelle indagini per escludere il sospetto di incendio doloso”.

Šibenik, Croazia, vigili del fuoco in azione © fotoreporter_112/Shutterstock

Šibenik, Croazia, vigili del fuoco in azione © fotoreporter_112/Shutterstock

Interventi più rapidi

L’ente forestale croato non dispone di un sistema di videosorveglianza autonomo, quindi ci siamo rivolti alla caserma dei vigili del fuoco di Šibenik, che monitora in diretta le telecamere Firestop e conserva le registrazioni precedenti. Abbiamo così potuto vedere le immagini dell’incendio di Perković menzionate da Slamić, oltre a quelle di altri incendi. Come ci hanno mostrato i vigili del fuoco sui monitor, il sistema di videosorveglianza permette anche di localizzare l’incendio sul radar, consentendo di individuarne con precisione il punto esatto.

Darko Dukić, comandante dei vigili del fuoco della contea di Šibenik-Knin dal settembre 2007, ricorda come inizialmente il sistema di sorveglianza antincendio della contea disponesse di sole tre telecamere, mentre oggi ce ne sono ventiquattro che coprono il 90% dell’area di competenza dei vigili del fuoco. La valutazione della situazione e l’invio degli allarmi avvengono ora, come afferma Dukić, “letteralmente nel primo minuto”.

“Recentemente, a Rogoznica è scoppiato un incendio a seguito della caduta di un palo elettrico. Le fiamme si sono propagate molto rapidamente, minacciando gli edifici residenziali. I vigili del fuoco e l’aeronautica si sono attivati tempestivamente”, racconta Dukić. “In passato, erano stati gli abitanti ad andare sul posto per primi a valutare la situazione, ma ora il comandante competente o i funzionari del capoluogo di contea prendono una decisione immediata e si attivano subito”.

Nel corso della sua carriera, Dukić ha affrontato migliaia di incendi, ma uno in particolare ha segnato la sua vita: la tragedia delle Kornati nel 2007, in cui hanno perso la vita dodici vigili del fuoco. Ha anche assistito ad altri grandi incendi nella zona di Šibenik, come quello vicino a Zaton, nell’entroterra di Vodice, nel 2022 e l’incendio di Grebaštica nel 2023. Entrambi gli incendi sono stati domati solo dopo diversi giorni, causando ingenti danni materiali.

Il tragico passato non può essere cambiato, ma una migliore risposta e un monitoraggio più efficace oggi lasciano spazio all’ottimismo, nella speranza che gli abitanti della contea di Šibenik-Knin non debbano più vivere incendi così devastanti.

“Dall’inizio dell’anno al 10 agosto, abbiamo avuto 378 incendi in spazi aperti”, afferma Dukić, fornendo i dati più aggiornati a sua disposizione. “La maggior parte di questi incendi si verifica nei mesi estivi. Ma, per ora, siamo molto soddisfatti e, nonostante l’aumento del numero di incendi, non comportano le conseguenze catastrofiche di un tempo, quando il fuoco causava ingenti danni, soprattutto alle proprietà”.

Le capacità locali e il sostegno europeo

Riflettendo sulla storia degli incendi in Croazia, Štefanek sottolinea che da anni ormai l’ente forestale croato organizza un servizio di monitoraggio e segnalazione durante la stagione degli incendi, gestito da personale fisso e stagionale. Ricorda in particolare il 2017, quando 48.500 ettari di foreste e terreni boschivi erano stati distrutti da numerosi incendi. Il fuoco aveva raggiunto anche Spalato, mettendo in pericolo vite umane e proprietà. Dopo questa tragedia si è deciso di investire ulteriormente nella protezione antincendio attraverso la videosorveglianza.

La normativa forestale prevedeva questa opzione già nel 2015, ma il primo progetto è stato avviato solo nel 2018 in quattro contee dalmate con due telecamere ciascuna, in 49 postazioni. Il sistema è stato ulteriormente esteso a nove contee e 111 postazioni, fino al lancio ufficiale di Firestop nel 2024. Dopo la scadenza del finanziamento del fondo di coesione, previsto fino al 31 dicembre 2028, le Hrvatske šume – come prevedono i rappresentanti dell’azienda – continueranno a finanziare il progetto con fondi propri “per almeno altri cinque anni, e molto probabilmente anche più a lungo”.

Štefanek afferma che l’ente forestale croato partecipa ai bandi europei avvalendosi delle proprie competenze professionali. La proposta del progetto Firestop è stata preparata in collaborazione con il Servizio per i progetti UE e il Servizio per l’ecologia e la protezione delle foreste. Un’impresa non priva di difficoltà.

“Abbiamo preparato noi stessi la documentazione di gara. Questo approccio ha permesso di allineare il progetto alle reali esigenze di gestione forestale e di tutela degli ecosistemi forestali, nonché alla Legge forestale e alla normativa sulla protezione delle foreste dagli incendi”, spiega il responsabile di Firestop.

Stando alle sue parole, la sfida più grande durante la fase di preparazione è stata quella di integrare correttamente gli elementi tecnici, operativi e finanziari in un unico progetto. Una delle difficoltà è stata quella di coordinare le attività sul campo e il team di progetto.

“Un’implementazione efficace – prosegue Štefanek – ha richiesto una collaborazione continua tra le unità organizzative di Hrvatske šume, gli appaltatori, i fornitori di attrezzature e le altre parti interessate per garantire che tutti gli elementi del sistema siano presenti e funzionanti in conformità con le scadenze previste e gli obiettivi del progetto. La presentazione della domanda di progetto è un processo impegnativo, ma l’esperienza di Hrvatske šume e il servizio progetti dell’UE, ci permette di gestire con successo la complessità di questo processo”.

Šibenik, Croazia, giugno 2026 © Simun Galic/Shutterstock

Šibenik, Croazia, giugno 2026 © Simun Galic/Shutterstock

Migliore controllo della bruciatura delle sterpaglie

Il sistema di videosorveglianza che abbiamo visto, almeno nella contea di Šibenik-Knin, funziona benissimo, e Slamić sottolinea che le risorse umane rimangono insostituibili nello spegnimento degli incendi. Alla domanda su eventuali ulteriori miglioramenti dell’infrastruttura stessa, risponde che il sistema di telecamere potrebbe essere ulteriormente modernizzato e sviluppato con le nuove tecnologie. Vorrebbe anche vedere più forestali sul campo.

“Abbiamo ottimi esperti, sia ingegneri che tecnici, manca però il personale. Šibenik è una città turistica e durante l’alta stagione registriamo un notevole afflusso di turisti. Quindi, in questo ambito, la situazione è un po” più difficile, ma riusciamo a gestirla”, afferma Slamić.

Si dice inoltre soddisfatto del lavoro svolto dall’ente forestale croato nella prevenzione degli incendi dolosi. Grazie agli opuscoli, alle campagne di sensibilizzazione e alle attività educative promosse dall’ente, sempre più persone comprendono l’importanza della tutela dell’ambiente.

Riguardo all’esperienza dei vigili del fuoco, Darko Dukić afferma che durante il periodo del divieto di bruciare, prima del lancio del progetto Firestop, si registravano circa un centinaio di segnalazioni nella contea, mentre quest’anno, fino al primo giugno, ne sono state ricevute 4.674. Per incentivare ulteriormente le segnalazioni, l’azienda ha creato l’applicazione mobile FireApp, tramite la quale nel 2025 sono state ricevute 6.700 segnalazioni di bruciatura di sterpaglie.

“Tutte le segnalazioni vengono ricevute dal personale del centro operativo antincendio della contea, con dati precisi. Negli ultimi anni, nessun incendio è mai sfuggito al controllo, monitoriamo tutto tramite videosorveglianza”, spiega Dukić. “Se abbiamo qualche sospetto, inviamo immediatamente sul posto i vigili del fuoco più vicini e poi anche la polizia.”

La Croazia tra i paesi più minacciati dagli incendi

Firestop non è il primo progetto per il quale l’ente forestale croato ha richiesto fondi di coesione dell’Unione europea per migliorare la gestione delle foreste nazionali.

Nel precedente periodo di programmazione, dal 2014 al 2020, sono stati realizzati quattro progetti analoghi. Blaž Štefanek sottolinea in particolare il progetto “Sminamento, ripristino e protezione delle foreste e dei terreni forestali nelle aree protette e Natura 2000 nella regione Danubio-Drava – NATURAVITA”.

“Il valore di questo progetto è stato di 49.051.126 euro con un contributo UE di 41.693.457 euro”, spiega Štefanek. “Il progetto è stato realizzato dal 23 giugno 2015 al 23 settembre 2023 portando allo sminamento di 25,3 ettari di foresta e terreni forestali. Il ripristino biologico della foresta è stato effettuato piantando 2,5 milioni di piantine autoctone. Nell’ambito del progetto, sono stati anche costruiti e ristrutturati 107 ettari di fasce tagliafuoco e 33 km di fasce tagliafuoco con elementi di strade forestali. La Casa forestale di Podravlje è stata ricostruita diventando un centro didattico dove vengono implementati programmi di pedagogia forestale”.

“Parte dell’attività – prosegue il responsabile di Firestop – ha riguardato la protezione e la conservazione dell’acqua e degli ecosistemi idro-dipendenti, realizzata dal nostro partner, le Hrvatske vode [azienda idrica croata]. Monitoriamo costantemente le opportunità di finanziamento attraverso i fondi dell’UE e prepariamo nuove proposte di progetto incentrate sulla digitalizzazione, la protezione dai disastri naturali, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la conservazione della biodiversità e la gestione forestale sostenibile”.

Nel frattempo, Firestop sta ottenendo risultati e l’obiettivo è continuare ad implementare questo sistema già collaudato con successo.

“L’area del Mediterraneo è una delle più minacciate al mondo in termini di pericolo di incendi boschivi, e la Croazia non fa eccezione”, sottolinea Štefanek. “Anzi, a causa della sua ampia fascia costiera, è uno dei paesi più a rischio. Ogni paese sta cercando di sviluppare autonomamente metodi per la conservazione delle foreste e dell’ambiente in generale in materia di protezione antincendio, e tutti noi collaboriamo e ci scambiamo esperienze sullo sviluppo di tecnologie di rilevamento e spegnimento rapido degli incendi. Il progetto Firestop, che stiamo attuando con successo, è uno dei migliori in Europa in termini di implementazione tecnologica dei sistemi di protezione antincendio, ma anche per la cooperazione intersettoriale che abbiamo instaurato”, conclude il responsabile del progetto.


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Questo articolo è stato prodotto nell’ambito del progetto EuSEE, co-finanziato dall’Unione europea. Tuttavia, i punti di vista e le opinioni espresse sono esclusivamente quelli dell’autore/degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’autorità concedente e l’Unione europea non può esserne ritenuta responsabile.

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