Budget UE: primo confronto sulle cifre, ma gli schieramenti restano divisi

Bruxelles, sala degli incontri dei 27 del Consiglio europeo - © Alexandros Michailidis/Shutterstock

Bruxelles, sala degli incontri dei 27 del Consiglio europeo

Bruxelles, sala degli incontri dei 27 del Consiglio europeo - © Alexandros Michailidis/Shutterstock

Il 18 e il 19 giugno a Bruxelles si è tenuto  il vertice del Consiglio Europeo, che ha riunito i 27 leader europei a discutere di una vasta gamma di temi, tra cui il complesso dossier sul bilancio pluriennale 2028-2034

Le discussioni si sono aperte a partire dalla proposta presentata l’11 giugno dalla presidenza cipriota, nel tentativo di trovare un compromesso tra i paesi frugali, che spingono per ridurre drasticamente la spesa, e il gruppo dei paesi chiamati “Amici della Coesione”, che invece ne rivendica una maggiore.

Il piano proposto dalla presidenza cipriota avrebbe previsto un taglio del 2% del budget – ossia del 32,8 miliardi di euro, portando cosi il totale a circa 1.730 miliardi di euro -, accompagnato però da un leggero rafforzamento delle dotazioni per la politica agricola comune e la politica di coesione.

Tuttavia, le critiche non sono mancate dalla maggior parte degli Stati membri, o per l’eccessiva generosità o per l’insufficiente ambizione, a seconda degli schieramenti. In particolare, il premier spagnolo Sanchez, sostenuto dalla premier italiana Giorgia Meloni e dagli “Amici della Coesione”, pur riconoscendo positivamente le cifre proposte per agricoltura e coesione, denuncia la generale insufficienza dei fondi e una mancanza di ambizione.

Sul piano istituzionale, la Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen ha accolto il tentativo cipriota come un’evoluzione positiva dei negoziati: per la prima volta i 27 si sono confrontati su cifre concrete (seppur ancora del tutto provvisorie), e si sono registrati segnali di convergenza sulla struttura semplificata del budget, con posizioni negoziali concordate sui Piani Nazionali e Regionali di Partenariato, Fondo per la Competitività e Global Europe, dedicato al ruolo internazionale dell’Unione.

Il finanziamento del bilancio rimane però il nodo irrisolto per eccellenza. Le discussioni sulle “risorse proprie” dell’Unione [ dazi doganali, i contributi basati sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) riscossi dagli Stati membri e i contributi diretti dei paesi dell’UE], e su come ripartire il peso di queste tra gli Stati membri si sono confermate il vero ostacolo politico. Numerose proposte sono state presentate sia dalla Commissione che dal Parlamento europeo, spaziando da tasse sul gioco d’azzardo online a contributi finanziari da parte delle aziende più grandi, ma i Paesi contributori netti oppongono una resistenza trasversale all’aumento delle spese, indipendentemente dalle cifre in questione.

Il vertice si conclude quindi fondamentalmente irrisolto, con il passaggio di testimone alla presidenza del Consiglio Ue dal Cipro all’Irlanda per i prossimi sei mesi, quest’ultima incaricata di presentare entro ottobre una nuova proposta che offra una soluzione “ambiziosa ed equilibrata” per la gestione delle “risorse proprie” dell’Unione. L’obiettivo rimane quello di raggiungere un’intesa politica entro la fine del 2026, condizione necessaria per garantire la continuità dei finanziamenti a partire dal 1° gennaio 2028.

Questo articolo è stato prodotto nell’ambito del progetto EuSEE, co-finanziato dall’Unione europea. Tuttavia, i punti di vista e le opinioni espresse sono esclusivamente quelli dell’autore/degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’autorità concedente e l’Unione europea non può esserne ritenuta responsabile.

Commenta e condividi
Iscriviti alla newsletter

La newsletter di OBCT

Ogni venerdì nella tua casella di posta