Alla ricerca delle proprie origini dalla Sicilia alla Macedonia del nord

Silvia Duminuco, una giovane adottata vent’anni fa da una coppia siciliana, è tornata nella Macedonia del nord alla ricerca delle sue origini. Un viaggio tra speranza e aspettative per riscoprire le proprie radici, che potrebbe trasformarsi presto in un documentario

30/06/2026, Aleksandar Samardjiev Tetovo
Silvia Duminuco a Skopje © Aleksandar Samardjiev

Silvia Duminuco a Skopje © Aleksandar Samardjiev

Silvia Duminuco a Skopje © Aleksandar Samardjiev

Maggio 2026 è stato un periodo emozionante per Silvia Duminuco. Dopo circa vent’anni trascorsi in Sicilia con i genitori adottivi, Enzo e Liliana, ha finalmente scoperto le sue origini in Macedonia del nord, dove è nata nel 1997 ed è stata adottata nel 2003.

Silvia si è recata in Macedonia del nord due volte, ha visitato diverse città, ha parlato con molte persone e si è sottoposta a un test del DNA. La sua ricerca è iniziata con alcuni documenti in possesso di Enzo e Liliana, ma alla fine ha scoperto di avere una sorella in Macedonia del nord e dove sono sepolti i suoi genitori biologici.

La storia di questa giovane donna è una testimonianza della forza della perseveranza. La ricerca di Silvia è iniziata con una promessa fatta a se stessa, e per anni la ragazza si è aggrappata a quella speranza interiore. Come racconta a OBCT, voleva solo poter dire: “Ce l’ho fatta, mamma”.

I canali ufficiali, come le istituzioni e gli avvocati incaricati delle adozioni, a causa delle restrizioni legali sulla divulgazione di informazioni, le hanno di fatto precluso la possibilità di sapere di più sulla famiglia in cui era nata. Il passo successivo è stato quindi quello di rivolgersi ai media macedoni, che hanno pubblicato la sua storia.

Violeta, una donna di una famiglia affidataria di Makedonski Brod, dove Silvia ha trascorso gli ultimi giorni prima di essere adottata, ha commentato uno degli articoli pubblicati sui social network. Tuttavia, per lei è stato difficile trovare i suoi genitori biologici e i suoi parenti.

La svolta è arrivata grazie al sostegno degli amici, che non hanno permesso a Silvia di arrendersi. Con il loro aiuto, ha deciso di sottoporsi ad un test del DNA, i cui risultati ha pubblicato su un sito web per rintracciare parenti. Questo passo si è rivelato cruciale per trovare Vancho, cugino di primo grado di uno dei suoi genitori biologici.

“Quando Vancho finalmente mi ha risposto, si è riaccesa la speranza. Nei mesi successivi, la ricerca ha preso finalmente una direzione concreta e mi ha condotto ad una donna che, secondo molti, era mia sorella. Per la prima volta, mi sono sentita vicina ad una risposta, ma allo stesso tempo avevo paura. Dopo anni trascorsi nell’incertezza, la semplice possibilità di scoprire la verità mi sembrava terrificante”, racconta Silvia a OBCT.

L’8 maggio, Silvia ha messo piede sul suolo macedone per la prima volta dopo 21 anni. Tornare nel paese dove ha trascorso i primi anni della sua infanzia tra assistenti sociali e famiglie affidatarie è stata una sfida emotiva per lei, fin da quando è salita sull’aereo per Skopje.

Silvia ha incontrato sua sorella a Skopje e insieme hanno fatto il test del DNA. Ricorda che la donna era molto cauta e diffidente. Inizialmente, è rimasta ferita dalla sua reazione, ma col tempo ha capito che doveva anche comprendere il suo punto di vista.

“Ho passato tutta la vita a vivere con il pensiero di essere stata abbandonata. Lei, invece, conosceva le persone che avrebbero potuto essere i miei genitori biologici. Li amava, ha vissuto con loro e alla fine li ha salutati. Per lei era quasi impossibile immaginare che avessero un’altra figlia e che quella figlia fossi io”, racconta Duminuco.

I giorni successivi sono stati un vero turbine di emozioni per Silvia. Ha incontrato una donna, la sorella di sua madre, che l’ha accolta con grande calore e le ha raccontato la storia della sua famiglia. Nel villaggio di Dolni Manastirec è andata a trovare Violeta, l’ultima donna che si era presa cura di lei, e ha visitato la casa dove aveva vissuto per tre anni.

“La Macedonia del nord era il luogo delle mie origini, ma anche quello che associavo ai primi anni della mia vita”, ricorda. Confrontarsi con il passato e visitare la casa dove aveva vissuto da bambina è stato come toccare una parte della sua storia che fino ad allora aveva conosciuto solo attraverso i documenti.

Uno dei momenti più intensi è stato visitare, insieme a sua sorella, il cimitero dove sono sepolti i suoi genitori biologici. Di fronte alle loro foto, per la prima volta, ha visualizzato l’assenza che aveva sentito per anni. “Quando mi sono ritrovata sola di fronte alla tomba di mia madre, ho sentito il bisogno di dire le parole che portavo dentro di me da anni: “Ce l’ho fatta, mamma”, dice Silvia.

A fine maggio, è tornata in Macedonia del nord per ritirare il referto del test del DNA, dove si leggeva: “Il valore ottenuto indica un’altissima probabilità che gli individui siano parenti di secondo grado, ovvero che provengano dagli stessi genitori”. Sorelle.

Silvia ricorda quel momento come un misto di euforia e profonda solitudine, perché in quel momento non aveva nessuno con cui condividere quell’emozione. “Finalmente sapevo chi ero e da dove venivo”, aggiunge.

Questa storia di vita non si conclude con la scoperta della verità, ma con la sua accettazione. Silvia ora sa dove sono le sue radici. Sebbene non possa recuperare il tempo perduto, ora si concentra sulla creazione di nuovi ricordi.

Esprime profonda gratitudine a tutti coloro che le sono stati accanto. “Mia madre mi ha dato la vita, Enzo e Liliana mi hanno insegnato a viverla”, dice.

Oggi, questa giovane donna sente finalmente di appartenere a entrambe le sue storie: quella in cui è nata e quella in cui è cresciuta. La sua esperienza rimane un messaggio potente per tutti coloro che sono alla ricerca della propria identità, ricordandoci che alcune risposte, anche se tardive, valgono l’attesa.

È stato anche girato del materiale video sulla ricerca dei genitori biologici e dei parenti di Silvia in Macedonia del nord, ed è in programma la realizzazione di un documentario.