Ambiente: la Moldavia รจ “un’immensa discarica a cielo aperto”
In Moldavia vi sarebbero migliaia di discariche abusive. I rischi sanitari sono enormi ma il governo non sembra prendere alcuna iniziativa in merito. L’allarme lanciato da Dorin Duศciac, dimissionario vice-ministro dell’Ambiente
(Pubblicato originariamente da Timpul il 1 aprile 2015, selezionato e tradotto da Le Courrier des Balkans e Osservatorio Balcani e Caucaso)
Il nostro paese รจ pieno di discariche illegali. Come affrontare il problema?
In Moldavia sono state individuate circa 2000 discariche, per 900 comuni. La maggior parte di esse sono abusive e solo due in regola. Le conseguenze sono catastrofiche. La gente non se ne rende conto ma attualmente il nostro paese รจ una grande discarica a cielo aperto. Purtroppo esagero poco, l’intero paese รจ una fossa piena d’immondizia. Vi sono effetti nefasti sulla salute pubblica.
Per misurare l’ampiezza della catastrofe, basta recarsi all’Istituto oncologico dove curano i tumori… nel nostro paese tutto รจ molto inquinato. Quando piove, l’acqua, impregnata di rifiuti, diviene estremamente acida. In poche settimane raggiunge la falda freatica che alimenta i pozzi.
Come risolvere il problema?
Occorre innanzitutto che la legge sul trattamento dei rifiuti venga adottata al piรน presto con tutti gli atti normativi che l’accompagnano. E’ da quattro anni che รจ stata redatta ma non รจ mai stata adottata dai deputati. Sta prendendo la polvere sugli scaffali del governo e del parlamento.
In ogni caso รจ giร in vigore una Strategia nazionale per l’ambiente che guarda sino al 2023. Riorganizza la gestione dei rifiuti dividendo il paese in otto sotto-regioni. In ciascuna di esse va approntato un sito di raccolta temporanea, prima della selezione, del riciclaggio e della combustione.
Purtroppo la legislazione attuale non permette ancora la combustione. Solo l’azienda Lafarge ha ottenuto una deroga per bruciare pneumatici di automobili. In tutti i paesi sviluppati i rifiuti che non possono essere riciclati vengono bruciati perchรฉ il livello di inquinamento causato dalla cenere รจ moderato. In materia la Moldavia potrebbe ispirarsi a paesi come la Romania, i Paesi baltici.
A casa nostra vi รจ un paradosso. Da una parte non viene adottata la legge sui rifiuti. Dall’altra tutti si lamentano che gli investimenti esteri sono insufficienti. Quando ero vice-ministro, ne ho discusso con i rappresentanti di varie aziende straniere che avevano intenzione di investire nel settore dei rifiuti. Investimenti potenziali che sono stimati attorno al mezzo miliardo di euro: non vi รจ altro settore dell’economia moldava in grado di attirare tali risorse.
Quali le conseguenze sulla qualitร dell’acqua?
I rifiuti inquinano fiumi e laghi. Personalmente non bevo mai acqua che arriva dai pozzi in Moldavia e invito tutti a non farlo. Il 99% dell’acqua proveniente da pozzi nel paese non รจ potabile: vi sono controlli periodici e i suoi livelli limite risultano sistematicamente superati. Occorre porsi il problema di fornire ai cittadini acqua di qualitร .
Una soluzione potrebbe essere utilizzare i due grandi fiumi del paese, il Prut e il Dniestr. A lungo termine รจ la migliore delle soluzioni, perchรฉ la loro acqua รจ una fonte inesauribile. Ciononostante si continua a scavare pozzi, a sollecitare la falda freatica che non offre che una quantitร d’acqua limitata.
In Moldavia รจ stato istituito un Fondo ecologico nazionale (Fen) pensato per finanziare la gestione dei rifiuti. Come funziona? Dove finiscono i soldi?
Il Fen รจ una struttura autonoma in seno al ministero. Distribuisce ogni anno tra i 300 e i 400 milioni di lei (15-20 milioni di euro, ndr), soldi che provengono dalle tasse anti-inquinamento pagate da importatori e aziende che producono beni di consumo. Dovrebbero essere fondi per migliorare la gestione integrata dei rifiuti. Nei fatti, non avviene: dato che non vi รจ ancora una legge sulla gestione dei rifiuti, si รจ ritenuto che si potevano utilizzare quei fondi per costruire delle canalizzazioni. Dopotutto, le acque reflue possono essere considerate come rifiuti.
Quindi per cinque anni il ministero dell’Ambiente si รจ concentrato sulla costruzione di canalizzazioni, che perรฒ dovrebbero essere piuttosto competenza del ministero dello Sviluppo regionale e delle Costruzioni. Siamo quindi di fronte a una deviazione di finanziamenti. L’80-85% dei fondi del Fen รจ destinato a sistemi idrici, e non dovrebbe essere cosรฌ. D’altronde รจ lo stesso consiglio d’amministrazione del Fen a votare il finanziamento ai progetti. Ha sette membri: il ministro, il vice-ministro, un rappresentante della societร civile, un funzionario del ministero delle Finanze, uno del ministero per lo Sviluppo regionale, un deputato ed un membro della Cancelleria.
Senza citare nessuno, posso perรฒ garantirvi che l’attivitร del consiglio di amministrazione del Fen รจ molto politicizzata. Quando si riceve una lista di 300 comuni che chiedono un finanziamento ci si riunisce e si decide a chi va e a chi non va il finanziamento. E questo spiega perchรฉ i comuni a maggioranza comunista non ricevono fondi… fin dall’inizio ho sostenuto che il Fen doveva operare in modo piรน efficace, depoliticizzato e trasparente. Sono i tre principi che dovrebbero guidare una sua riforma.
Quando avete dato le dimissioni avete raccomandato ai nuovi responsabili del ministero di โfare puliziaโ all’Ispettorato ambientale di stato. Chi avevate in testa?
La dirigenza dell’Ispettorato รจ corrotta. Personalmente ho richiesto piรน volte la revoca dell’incarico al capo di quella struttura, ma nessuno mi ha dato ascolto. E’ un’istituzione paradossalmente specializzata nella violazione della legislazione ambientale e le conseguenze sono gravissime. Fin dalla sua creazione ha operato al ritmo del conflitto di interesse permanente.
Di fatto รจ l’Ispettorato che emette i certificati verdi, ma รจ lo stesso organismo che deve verificare se vengono rispettati. Non si puรฒ essere allo stesso tempo giudice e parte in causa. Servirebbe una riforma istituzionale in seno al ministero per fare in modo che la concessione dei certificati ambientali venga assegnata all’Agenzia per l’ambiente e il controllo del loro rispetto all’Ispettorato, che deve operare da guardiano dell’ambiente.
In Romania, per esempio, il sistema funziona molto bene, e la struttura di controllo ha un funzionamento quasi paramilitare. Dopotutto non ha senso che un ispettore ambientale sia disarmato quando combatte banditi che sfruttano illegalmente le risorse naturali.
Quale l’impatto delle Ong sull’attivitร del ministero dell’Ambiente?
In Moldavia esistono piรน di 400 associazioni che si occupano di ambiente ma in realtร quelle attive sono solo una ventina. Sono gestite in generale da gente molto dinamica, istruita e competente, che tenta di dare continuitร ai progetti. Non posso che gioire dell’intervento delle Ong nella promozione e nelle consultazioni in merito a molti disegni di legge ambientali.
Un buon esempio รจ quello sull’acqua. Le Ong sono intervenute attivamente presso il ministero mostrando competenza in merito.
Purtroppo la maggior parte di loro si trovano a Chiศinฤu. Il mio sogno sarebbe quello di vedere molte Ong in Moldavia attive anche nelle zone rurali.










