Ucraina 2016: dov’รจ lo stato?

Esiste un modo per far progredire un paese in cui non vi รจ praticamente alcuna fiducia nelle istituzioni? Alcune risposte basate sui dati di una recente ricerca

Nel corso delle nostre ricerche sull’Ucraina, ci siamo spesso imbattuti in report indicanti uno scarso livello di fiducia nelle istituzioni statali e l’assenza di dialogo tra lo stato e i cittadini. Trascorsi un paio di anni, e accaduta qualche โ€œrivoluzioneโ€œ, abbiamo deciso di testare da soli quanta fiducia vi fosse nelle istituzioni dello stato ucraino. I risultati emersi sono stati impressionanti, ben oltre le nostre aspettative, ma non necessariamente in senso positivo. รˆ infatti emerso non solo che l’84% degli ucraini non crede che lo stato stia agendo nel loro interesse, in quanto individui, ma anche che il 79% di loro pensa che il governo non stia lavorando per il bene del paese.

Toc toc, vi รจ qualcuno (o qualche sorta di stato) di lร ?

Nel dicembre 2015 l’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev (KIIS) ha condotto un sondaggio su un campione rappresentativo della popolazione nazionale a cui abbiamo avuto l’opportunitร  di aggiungere qualche domanda. Dato il principale interesse della nostra ricerca โ€“ informalitร  e relazioni informali con particolare attenzione al settore della sanitร  โ€“ abbiamo pensato che sarebbe stato interessante studiare il ruolo delle relazioni interpersonali nell’odierna societร  ucraina. In quale misura, ci chiedevamo, i cittadini ucraini tendono a colmare le lacune dello stato attraverso relazioni personali. In che misura sono propensi a usare vie alternative, in particolare quelle non implicanti denaro, per accedere a servizi che, in teoria, dovrebbero essere gratuiti e accessibili a tutti.

La domanda da cui siamo partiti era: quanto contano le reti personali e la fiducia tra i cittadini nell’Ucraina di oggi? La nostra supposizione iniziale era che le relazioni personali potessero essere viste come un modo per colmare le lacune dello stato. Laddove lo stato risulta incapace di assicurare la fruizione di certi servizi, le relazioni potrebbero essere di aiuto.

Con nostra sorpresa, perรฒ, รจ emerso un quadro molto piรน cupo. All’affermazione: โ€œPenso che lo stato agisca nel mio interesseโ€œ l’84% degli intervistati ha dato una risposta negativa, il che significa che piรน di quattro cittadini ucraini su cinque pensano che lo stato non stia agendo nel loro interesse. Allora, dal momento che lo stato puรฒ agire contro gli interessi dei singoli cittadini qualora lo ritenga opportuno per il bene della comunitร , abbiamo inserito nel questionario anche l’affermazione โ€œil governo lavora per il bene dell’Ucrainaโ€œ. Tuttavia, anche in questo caso la grande maggioranza (il 79%) delle risposte รจ stata negativa, e questo implica che praticamente quattro ucraini su cinque pensano che il governo non stia agendo nรฉ nel loro interesse nรฉ in quello del paese.

Ancora piรน sorprendente รจ il fatto che il 78% degli intervistati dissente dall’affermazione che โ€œle autoritร  locali negli ultimi anni hanno provveduto a migliorare la fornitura dei servizi pubbliciโ€œ, contraddicendo de facto ogni asserzione secondo cui le cose nel paese starebbero migliorando. Vi รจ quindi una diffusa percezione dello stato come incapace o restio a proteggere i propri cittadini. Infatti, il 76% degli intervistati si รจ dichiarato dโ€™accordo con lโ€™affermazione โ€œle persone come me non si sentono protette dallo statoโ€.

A questo punto รจ lecito aspettarsi che, di fronte a questi dati cosรฌ negativi, alcuni lettori vorranno assumere il ruolo dellโ€™avvocato del diavolo, mettendo in questione la validitร  della metodologia usata o, piรน semplicemente, esprimendo il proprio scetticismo nei confronti della statistica, comportamento, questโ€™ultimo, a cui anche noi stessi siamo spesso inclini. Vi sono perรฒ due cose da specificare. In primis, KIIS conduce sondaggi sullโ€™opinione pubblica in Ucraina dal 1992, mentre molti dei suoi membri sono esperti di ben piรน lunga data, distinguendosi oggi come uno dei principali istituti demoscopici del paese. In secondo luogo, anche se per uno scherzo della natura (o della statistica) si dimostrasse che lโ€™errore standard(izzato) della nostra stima รจ piรน grande di quel ci si aspetterebbe, le percentuali resterebbero comunque alte. Persino ammettendo un margine di errore del 20%, la percentuale di coloro che percepiscono lo stato come deficitario arriverebbe ad oltre il 60%.

Gli ucraini non hanno fiducia nello stato nรฉ pensano che esso abbia fatto abbastanza per migliorare la situazione del paese. Ci si chiede allora a cosa sia servito Euromaidan, tutti quei mesi di scontri con le autoritร  e il sacrificio di coloro che sono morti sognando un mondo migliore? รˆ stato tutto inutile?

Eppure la gente, in marshrutka, si scambiava sorrisi…

Lโ€™assenza di fiducia nello stato non necessariamente equivale allโ€™assenza di speranza. Non รจ detto che gli ucraini, non fidandosi dello stato, non possano contare sullโ€™appoggio di altre istituzioni. Lโ€™affermazione di un amico, secondo cui โ€œdopo Euromaidan la gente ha iniziรฒ a scambiarsi sorrisi in marshrutka, ci si salutava tra estranei e nellโ€™aria si percepiva una grande energiaโ€, inizialmente ci ha fatto ridere. Eppure, forse proprio qui sta il punto saliente della nostra ricerca. รˆ infatti emerso che, mentre il livello di fiducia nello stato risulta estremamente basso, la fiducia tra le persone โ€“ e una societร  รจ composta da persone โ€“ รจ particolarmente alta. Tanto per cominciare, circa nove cittadini ucraini su dieci sono dโ€™accordo sul fatto che sia importante aiutare gli altri.

In alcune regioni, come Vinnitsa, Ivano-Frankivsk e Kirovograd, si sono registrati picchi del 100% di risposte positive rispetto allโ€™affermazione secondo cui รจ importante, o molto importante, aiutare gli altri. Il piรน basso livello di consenso attorno a questa affermazione รจ stato registrato nelle regioni di Ternopil e Kharkiv, dove comunque una percentuale significativa di intervistati (rispettivamente il 61,5% e il 64,9% ) ha dichiarato di essere dโ€™accordo con lโ€™idea che sia importante aiutare gli altri.      

E infatti, le relazioni tra i cittadini sembrano essere una delle piรน importanti risorse dellโ€™odierna societร  ucraina. Il nostro sondaggio ha dimostrato che lโ€™84,1% degli ucraini crede che avere buone relazioni nella sfera professionale sia cruciale per poter accedere ai servizi pubblici o alle informazioni di cui si ha bisogno.

Lโ€™Ucraina ha bisogno dello stato?

I risultati di cui sopra possono essere interpretati in due direzioni radicalmente opposte. Da un punto di vista anarchico-distruttivo, si potrebbe affermare che i cittadini ucraini non hanno bisogno delle istituzioni statali, e forse nemmeno dello stato come tale. Dopotutto, sembrano essere disposti ad aiutarsi tra di loro, non si fidano dello stato nรฉ pensano che le istituzioni statali lavorino per il loro bene o per quello del paese. Cโ€™รจ tanta voglia di aiutarsi a vicenda e, finchรฉ cโ€™รจ solidarietร  a livello individuale, si potrร  sopravvivere a qualsiasi cosa.

Sembra tuttavia difficile, per non dire impossibile, immaginare una popolazione cosรฌ grande senza uno stato e le istituzioni che esso comporta. Dโ€™altra parte, รจ incoraggiante sapere che gli ucraini sembrano disposti ad aiutarsi tra di loro, e questo ci permette di interpretare i dati di cui sopra in maniera piรน costruttiva. Forse la lezione che qui si potrebbe trarre รจ che in Ucraina vi รจ un forte tessuto sociale nonchรฉ il desiderio di partecipare alla vita della comunitร , ma non vi รจ una sufficiente comprensione dei modi di farlo. Bassi livelli di fiducia potrebbero semplicemente derivare dal mancato coinvolgimento dei cittadini nella presa di decisioni che, in definitiva, riguardano la loro vita. In quale misura le idee dei cittadini e, cosa ancora piรน importante, il loro feedback vengono presi in considerazione nellโ€™adottare nuove politiche o nel valutare lโ€™impatto di quelle esistenti a livello nazionale e locale? I benefici delle azioni che vanno in tale direzione sono ormai ampiamente dimostrati. Forse รจ ora di prenderli in considerazione non solo sul piano teorico, ma anche nella prassi.

Magari cercando di migliorare il dialogo e intensificare lโ€™interazione tra lo stato e i cittadini si riuscirebbe a far sรฌ che gli attori politici giungano a una migliore comprensione delle nuove direzioni da intraprendere. Se le istituzioni che dovrebbero agire nellโ€™interesse dei cittadini iniziassero anche a interagire con essi, si aprirebbe la possibilitร  di creare uno spazio dove le รฉlite e i cittadini possano incontrarsi.

Naturalmente, non stiamo qui suggerendo che gli ucraini dovrebbero occupare la Verkhovna Rada (uno scenario visto fin troppe volte negli ultimi tempi) Gli ucraini si sono dimostrati molto abili nel coordinare lโ€™interazione tra lโ€™opposizione politica, gli esponenti della societร  civile e i semplici cittadini. Tuttavia, la sinergia e il coordinamento tra questi attori tendevano a scomparire una volta cambiato lo status quo.

Come dimostra lโ€™esperienza di Solidarnoล›ฤ‡, รจ facile stare allโ€™opposizione e sfidare lโ€™รฉlite al potere, ma non รจ cosรฌ facile prendere decisioni una volta diventati establishment. A seguito di ogni grande agitazione politica, la societร  civile e gli attori politici evolvevano in direzioni diverse. Coloro che hanno voluto entrare in politica si sono spesso dimostrati capaci di impegnarsi politicamente e al contempo dialogare con i cittadini. Questi ultimi, dal canto loro, non sempre sono stati capaci di cogliere la vera dimensione dellโ€™importanza della loro opinione. In molti casi, ai cittadini non รจ stato spiegato che la loro opinione dovrebbe contare in misura tale da costituire la base per lโ€™adozione di nuove politiche.    

Forse รจ tempo di creare appositi meccanismi e stimolare il dialogo a livello di quartiere o di municipalitร . Cosรฌ facendo, diventerร  piรน facile costruire qualcosa insieme ai cittadini e per i cittadini.

 

*Abel Polese lavora nella ricerca e nella cooperazione internazionale e divide il suo tempo tra i territori dell’ex Unione Sovietica, l’Asia del sud est e, piรน recentemente, l’America Latina. Il suo progetto โ€œSustainable Development in Cultural Diversityโ€ ha ricevuto il Global Education Award del Consiglio d’Europa nel 2011. Si occupa principalmente di temi di governance e pratiche informali.

*Tetiana Stepurko รจ sociologa e si occupa di questioni legate alla sanitร  pubblica, insegna all’accademia Mohyla di Kiev.

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