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Velvet Glove
10/12/2010, Redazione
A Trento, presso la galleria d’arte Boccanera, la mostra di Nebojša Despotović Velvet Glove. Le opere di Despotović nascono da una caccia alle immagini a partire dai libri di storia, dalle vecchie foto, dai vecchi volumi trovati ai mercatini delle pulci. Porzioni di memoria personale abbandonate che finiscono nelle mani di uomini distanti nel tempo e nello spazio. Un fotoracconto, testo di Luigi Meneghelli [dicembre 2010]

Barrier-2010-olio-su-tela-50×60-cm
Osservando una vecchia fotografia ci si trova come davanti ad un mistero tutto da scoprire. Totalmente estraneo, ma inesorabilmente inquisitorio, assolutamente distante, ma sempre pronto ad inquietare il nostro sguardo.

Cavaliere-errante-2010-olio-su-tela-110×140-cm
Il gesto di Nebojša Despotović di recuperare da un giornale (o da vecchi manuali, periodici, pagine pubblicitarie) delle immagini per rimetterle in circuito attraverso il flusso della pittura non apre a una nuova vita (o ad una nuova vista) i soggetti presi in considerazione, ma, se possibile, ne accentua la percentuale di ambiguità.

Chair-2010-olio-su-tela-100×150-cm
Basterebbe guardare il dittico dal titolo Two white dressed portraits per trovarsi di fronte a due figure apparentemente innocenti, dietro cui però si nasconde una forza devastante non ancora svelata. L'impatto è violento e ipnotico come se le fattezze umane fossero ancora latenti o avessero i tratti marionettistici, alienati delle classiche fotografie in posa d'antan.

Lipstick-2010-olio-su-tela-130×160-cm
Non c'è nulla di attuale, di immediatamente riconoscibile nella pittura di Despotović (anche se il suo gesto non si spinge mai ai limiti dell'informe): le figure, i paesaggi, i giochi sembrano venire da un'epoca lontana, da uno spazio insituabile. E, anche gli elementi compositivi all'interno del suo quadro sono sempre ridotti all'essenziale, ottenendo così l'effetto di ridurre al minimo la loro capacità narrativa.

Office-2010-tecnica-mista-24×34-cm
Egli non è certo un erede di quegli artisti che negli anni '90 erano impegnati a impastare schegge dell'immaginario mediatico. Egli non si serve di espressioni formalmente vistose, anche perchè chi ritrae per lui è uno sconosciuto, è la prova misteriosa di una diversità ignota.

Section-table-2010-collage-e-tecnica-mista-21×30-cm
Quella di Despotović allora è quasi una archeologia dello sguardo, che scava nella distanza, per interrogare una “sparizione” (dove sparizione non identifica una assenza visiva, ma un elemento fantasmatico, simulacrale, come potrebbe essere quello di un'impronta sulla sabbia o quello di una maschera che sottrae il corpo dalla propria vita quotidiana).

Senza-titolo-2010-acrilico-e-olio-su-teal-140×110-1
Nebojša Despotović è nato a Belgrado (SRB) nel 1982. Vive e lavora a Venezia. Laurea di primo livello in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia (2006). Frequenta attualmente il biennio specialistico in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo nella stessa Accademia.

Senza-titolo-2010-olio-su-tela-148×170-cm
Il suo lavoro è orientato ad isolare, ad analizzare una presenza di cui non sa nulla, se non che “è stata” (come direbbe R. Barthes), a cercare i significati possibili di questi esseri perduti nelle profondità del tempo.

Senza-titolo-2010-tecnica-mista-24×34-cm
Nebojša Despotović. Velvet Glove
a cura di Daniele Capra e Luigi Meneghelli
Galleria Arte Boccanera Contemporanea di Giorgia Lucchi
via Milano 128/130, Trento
dal 13 novembre 2010 al 29 gennaio 2011
T/F +39 0461 984206 C +39 340 5747013
[email protected], www.arteboccanera.com




