Un passo in più verso l’Ue
Semaforo verde per la Serbia dal Consiglio dei ministri degli Esteri dellāUe. Il 14 giugno i 27 hanno approvato allāunanimitĆ il via libera alla ratifica dellāAccordo di associazione e stabilizzazione. Esulta il governo di Belgrado, insoddisfatta lāopposizione
I ministri degli Esteri dei 27 membri Ue ieri, 14 giugno, hanno deciso allāunanimitĆ di eliminare un importante ostacolo sul percorso di integrazione della Serbia, accettando di sbloccare la ratifica dellāAccordo di associazione e stabilizzazione (Asa). Un incoraggiamento millimetrico ma per la Serbia altamente significativo commenta il quotidiano belgradese āBlicā. LāAsa, infatti, era stato firmato nellāaprile 2008 ma era rimasto sulla carta, senza che si fosse andati avanti con la ratifica dei parlamenti dei paesi membri.
In questi due anni, le richieste di Olanda e Belgio riguardanti una maggiore collaborazione con il Tribunale dellāAja avevano sempre frenato il percorso della Serbia verso lāUe. Nel dicembre dello scorso anno era stato sbloccato il cosiddetto accordo commerciale ad interim, entrato in vigore nel gennaio di questāanno. Ma la ratifica dellāAsa era stata rinviata.
Oggi, nonostante non sia stata presa in considerazione la candidatura della Serbia, giĆ presentata nel dicembre dello scorso anno, Belgrado può rallegrarsi di avere fatto un passo in più, anche se minimo, verso lāUnione.
La ratifica dellāAsa, come precisato dal vice premier Božidar ĆeliÄ, responsabile dellāintegrazione europea, richiederĆ un percorso lungo, probabilmente anche due anni, prima che tutti i parlamenti dei 27 procedano alla firma. āDipende dalle attivitĆ dei parlamenti degli stati membri. Ma ĆØ molto importante questa decisione e il fatto che la ratifica prenda inizio, perchĆ© per un certo numero di paesi membri si tratta del primo passo per prendere in considerazione la candidaturaā, ha precisato ĆeliÄ in unāintervista al belgradese āDanasā, che nellāedizione odierna, riprendendo le parole del vice premier, apre con il titolo āLāEuropa ha mantenuto la parolaā.
La decisione ĆØ stata presa dopo che il capo procuratore del Tribunale dellāAja Serge Brammertz ha informato i ministri Ue di essere soddisfatto della collaborazione della Serbia con detto tribunale. āLa collaborazione con la Serbia ĆØ a posto e non ci sono più questioni giuridiche irrisolteā, ha precisato Brammertz allāemittente B92, aggiungendo però che Belgrado deve fare ancora molto per la cattura di Ratko MladiÄ e Goran HadžiÄ, gli ultimi due latitanti sulla lista del Tpi.
A Lussemburgo, si legge sulla stampa belgradese, i membri Ue che più hanno spinto a favore della Serbia sono stati Slovenia, Spagna, Austria e Italia, i quali hanno dichiarato che la ratifica dellāAsa ĆØ il āminimoā che si potesse concedere alla Serbia. Il capo della diplomazia italiana, Franco Frattini, ha fatto sapere che ālāItalia sarĆ il primo paese a ratificare lāAsa, perchĆ© in parlamento maggioranza e opposizione sono d’accordoā. Anche Madrid, che sta per chiudere il semestre di presidenza dellāUe, ha ribadito di essere pronta ad una veloce ratifica dellāAccordo di associazione e stabilizzazione della Serbia con lāUnione.
Insoddisfatta invece lāopposizione serba. Secondo il Partito democratico della Serbia (DSS) la ratifica ĆØ solo un atto simbolico che serve a rinforzare il governo serbo per poterlo far arrivare a fine mandato, ma si tratta di una decisione che non porterĆ niente di nuovo. Disincanto anche per il partito di Tomislav NikoliÄ SNS, secondo il quale si tratta di un atto che ĆØ positivo per tutti i cittadini serbi perchĆ© dimostra che lāUe riconosce alla Serbia di aver fatto molto, ma nelle relazioni tra Belgrado e lāUe ānon succede niente di concretoā. Secche anche le dichiarazioni che giungono dal Partito liberale di Äedomir JovanoviÄ: āDa oggi il governo non ha più scuse per rinviare le riforme, tenendo presente il fatto che in parlamento non cāĆØ una sola proposta di legge necessaria al proseguimento dellāadozione degli standard europeiā.
Lāobiettivo di Belgrado ora ĆØ di diventare paese candidato entro lāanno prossimo e di avviare i negoziati per lāadesione. Tuttavia, come ha precisato il ministro degli Esteri olandese, Maksim Verhagen, la pressione sulla Serbia non cesserĆ del tutto. āSono ancora molti i passi che il paese dovrĆ compiere e ad ogni passo i paesi membri possono mettere il vetoā ha ribadito Verhagen alla BBC serba. Una risposta indiretta a chi come il noto giornalista Emir SuljagiÄ, nei giorni scorsi intervistato dal sarajevese āOsloboÄenjeā, aveva detto che se lāUe decidesse di rinunciare alla cattura di MladiÄ come condizione alla ratifica dellāAsa, le vittime di Srebrenica perderebbero la speranza di avere giustizia.







