Le vittime conteggiate al momento sono 1200: 912 morti e 5383 feriti in Turchia, 350 e oltre 1000 feriti in Siria. Le proiezioni, tuttavia, parlano di numeri destinati a crescere con il passare delle ore: sono infatti migliaia gli edifici crollati in decine di cittĆ dei distretti nella Turchia meridionale di KahramanmaraÅ, Kilis, Diyarbakır, Adana, Osmaniye, Gaziantep, Åanlıurfa, Adıyaman, Malatya, Hatay, e nella provincia di Aleppo in Siria, dove oltretutto si registrano condizioni climatiche difficili, con temperature rigide, pioggia e neve. Lāepicentro del terremoto a Pazarcık, nella provincia di KahramanmaraÅ.
Sui social circolano migliaia di richieste di aiuto e scambio di informazioni, condivisioni di indirizzi, mappe, messaggi, per indirizzare i soccorsi verso le persone tuttāora intrappolate sotto le macerie. Foto e video raccolte dalle cittĆ colpite mostrano scene terribili, con edifici e interi isolati urbani rasi al suolo.
Secondo il professor Haluk Ćzener, direttore dell’Istituto di ricerca sui terremoti di Kandilli, ĆØ il più grave terremoto della regione negli ultimi 24 anni: āFinora si sono verificate oltre 100 scosse di assestamento. Circa 53 di loro di grado sopra il quarto grado scala Richter, sette di grado oltre il quinto. Questi terremoti continueranno nei prossimi giorniā.
Orhan Tatar, direttore generale di AFAD (la protezione civile turca), ha dichiarato in una dichiarazione sul terremoto: "C’ĆØ una frattura da Malatya a İskenderun", due delle cittĆ principali della regione che distano 350 chilometri lāuna dallāaltra
I danni alle infrastrutture e lāimpennata nellāuso dei telefoni stanno mettendo in difficoltĆ le telecomunicazioni nella regione, in particolare quelle digitali. Türk Telekom, la principale compagnia del paese, ha reso gratuita qualunque tipo di chiamata o comunicazione nelle dieci province colpite.
Il governo centrale ha diramato un comunicato internazionale con la richiesta di aiuto da parte di ogni paese che possa contribuire ai soccorsi.






