Se avessi una mucca in più
Piccole somme di denaro, erogate nelle aree rurali più povere del Paese. Il microcredito è stato a lungo una delle soluzioni privilegiate in Albania per favorire lo sviluppo rurale. A Tirana studiosi, analisti e operatori si sono ritrovati per fare il punto sulla situazione
Il settore rurale rappresenta una sfida importante per lo sviluppo dellāAlbania. Secondo lāāInter-sectoral Rural development strategy of Albania – 2007-2013ā, elaborata dal ministero dell’Agricoltura, Alimentazione e Protezione Consumatori albanese, la popolazione rurale rappresenta il 54% del totale e il 71% della forza lavoro ĆØ impiegata nel settore agricolo.
A questi dati va aggiunto che la metà dei cittadini al di sotto della soglia di povertà nel Paese sono agricoltori e la popolazione rurale è in generale significativamente più povera di quella urbana. Questo ha comportato un progressivo processo di migrazione dalle campagne alle città , con conseguenti problemi di disgregazione sociale.
Lāagricoltura in Albania risulta inoltre ancora poco efficiente, in primo luogo per la dimensione estremamente ridotta delle aziende (in media 1,1 ettari ciascuna) e la loro frammentazione, causata dalla ridistribuzione delle terre collettive avvenuta dopo il 1990. Gli investimenti necessari per migliorare la produttivitĆ delle piccole aziende e favorire la competitivitĆ sul mercato locale e internazionale sono limitati dalle scarse possibilitĆ di accesso al credito. Si tratta non solo del fatto che le banche difficilmente concedono prestiti ai piccoli produttori, ma spesso anche delle difficoltĆ materiali per gli agricoltori di raggiungere e relazionarsi con gli istituti bancari.
Per questo lāAlbania ĆØ stata uno dei primi paesi del Sud-est Europa dove sono stati promossi programmi di microfinanza nei primi anni ā90, specialmente nelle aree rurali. Il microcredito sembrerebbe infatti rappresentare un valido strumento per contribuire allo sviluppo delle aziende agricole. Ma, al di lĆ dellāinteresse che esso ha suscitato negli ultimi anni, può davvero essere uno strumento efficace per la riduzione della povertĆ , soprattutto in ambito rurale?
Di questo tema si ĆØ discusso durante la 7a edizione della āGraduate Summer School on International Cooperation and Sustainable Development Policies (Agricultural and Rural Development Perspectives)ā, tenutasi a Tirana dal 6 allā11 settembre scorsi. La Scuola, organizzata dalla FacoltĆ di Agraria dellāUniversitĆ di Bologna, in collaborazione con lāUniversitĆ di Agraria di Tirana e promossa da UniAndrion Network, affronta ogni anno alcune delle diverse dimensioni della sostenibilitĆ in campo agricolo. Questāanno il focus ĆØ stato sulle diverse strategie e politiche indirizzate alla promozione di unāagricoltura sostenibile e dello sviluppo rurale, tra cui appunto il microcredito, con particolare attenzione alla situazione albanese.
Unāanalisi empirica della situazione della microfinanza in Albania, effettuata dalla GTZ (Istituto di cooperazione del governo tedesco), ha evidenziato come la vera forza trainante del settore nel Paese sia stata la Banca Mondiale, che dal 1992 ha implementato una serie di progetti di microcredito. Inizialmente, sono stati creati dei Fondi di Credito di Villaggio, trasformati successivamente in Associazioni di Risparmio e Credito o trasferiti al Fondo per il Finanziamento delle Aree Montane (MAFF) o liquidati. Il MAFF, a sua volta, creato dal governo albanese nel 1999 come fondazione no-profit nel quadro di programmi di sviluppo per le aree rurali finanziati dallāIFAD, nel 2009 ĆØ diventato la āFirst Albanian Financial Development Companyā, con lāobiettivo di contribuire alla crescita economica delle aree montane dellāAlbania.
Le Associazioni di Risparmio e Credito (SCA) attualmente sono 106, riunite in una federazione nata nel 2002, lāUnioni Shqiptar Kursim Kredi (SHKK ā Unione delle Associazioni di Risparmio e Credito) e distribuite in sedici distretti. Lāobiettivo dellāUnioni SHKK ĆØ fornire supporto finanziario e tecnico alle SCA, attive a livello di villaggio, create e gestite dai membri con lo scopo di promuovere attivitĆ produttive in aree rurali dellāAlbania. La loro attivitĆ si basa infatti sul modello della finanza cooperativa.
Nel Progetto Microcredito, concluso nel 2005, la Banca Mondiale ha investito per la componente relativa alla creazione di una rete di Associazioni di Risparmio e Credito Rurale 12,26 milioni di US$. Nel 2005, lāUnione creata grazie al progetto riuniva 92 SCA, con 11.500 membri distribuiti in 8 regioni e 401 villaggi (pari al 13% dei villaggi del Paese). Alla chiusura del progetto, i beni totali dellāUnione e delle SCA ammontavano a 14.7 milioni di US$ equivalenti, il portafoglio di prestito netto a 14.05 milioni di US$ e i depositi a 1.3 milioni di US$.
Dal 2005 lāUnione ĆØ notevolmente cresciuta: nel 2009 le SCA erano 106, con una copertura di 16 distretti, 994 villaggi e 28.235 membri. Lo scenario auspicato nel Business Plan dellāUnione per il periodo 2005-2010, che prevedeva di raggiungere i 30.000 membri nel 2010, ĆØ stato quindi sostanzialmente raggiunto.
I beni totali hanno raggiunto i 50.4 milioni di US$, il portafoglio di prestito netto ammonta a circa 37.8 milioni di US$ e i depositi a 10,66 milioni di US$.
Nonostante gli sforzi profusi Kastriot Belegu, esperto indipendente intervenuto alla Summer School, rimane scettico. A suo avviso infatti "nel contesto del microcredito i modelli importati non funzionanoā. In passato, per esempio, in Albania si ĆØ tentato di introdurre il modello della Grameen Bank, la prima ābanca dei poveriā fondata nel 1976 in Bangladesh da Muhammad Yunus. La banca funziona con il sistema dei āgruppi di reciproco sostegnoā, in cui il prestito viene concesso ad un gruppo. Se la situazione finanziaria di uno dei membri diviene inaffidabile, ulteriori crediti vengono negati allāintero gruppo: in questo modo dovrebbe venire incentivata la responsabilitĆ individuale. In Albania, però, questo sistema si ĆØ rivelato poco funzionale, perchĆ© in caso di insolvenza di uno dei membri anche gli altri si sentivano legittimati a non rispettare le regole della banca.
Il modello della finanza cooperativa, invece, ha riscosso un maggiore successo. Per avere accesso al credito, i beneficiari devono diventare anche membri della SCA, con diritto a votare il consiglio direttivo della federazione, ma il credito viene comunque concesso a livello individuale. Gli uffici delle SCA sono in genere localizzati al centro dei villaggi, per poter essere più facilmente raggiungibili da tutta la popolazione rurale.
Durante la Summer School i partecipanti hanno potuto incontrare un membro della SCA di Zall Herr, piccolo comune nella provincia di Tirana, che ha beneficiato nel 2007 di un credito di 3.500 euro per lāacquisto di cinque mucche da latte, da aggiungere alle due che giĆ possedeva. Questo gli ha permesso di espandere la propria attivitĆ , triplicando il numero di clienti a cui vendere il latte prodotto e, grazie allāincremento del reddito, ha potuto terminare la costruzione della propria abitazione.
Apparentemente, quindi, in questo caso il microcredito ha effettivamente contribuito a migliorare le condizioni di vita di una famiglia. Questo esempio positivo, però, stimola anche qualche dubbio sullāeffettiva sostenibilitĆ non tanto del microcredito in sĆ©, quanto dei suoi risultati. Il produttore, infatti, vende il suo latte āporta a portaā, direttamente alle famiglie, senza seguire alcuna norma igienico-sanitaria e mungendo ancora a mano. Per il momento questo tipo di attivitĆ ĆØ ancora tollerata in Albania, ma cāĆØ da chiedersi cosa accadrĆ quando il Paese entrerĆ nellāUnione europea e anche i piccoli produttori
dovranno seguirne le norme e rispettarne gli standard. Da parte sua, per esempio, il beneficiario ha dichiarato di non essere interessato ad avere altri crediti per modernizzare la sua azienda, che quindi in futuro potrebbe essere costretta ad uscire dal mercato, vanificando i risultati ottenuti.
Per quanto sia uno strumento utile nel quadro delle politiche per lo sviluppo rurale, quindi, il microcredito da solo non sembra sufficiente per garantire risultati duraturi in termini di lotta alla povertĆ . Nelle giornate di studio di Tirana ĆØ emerso chiaramente come andrebbe perlomeno associato ad altri interventi, soprattutto di formazione, che permettano alla popolazione rurale di sfruttare al meglio i crediti ottenuti, anche in unāottica di integrazione europea.
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